Maradona tutta la vita

E’ strano tutto questo sproloquiare sul “vizio” di Maradona quando non si è mai parlato in modo analogo dello stesso vizio quando riguardava un importante personaggio della seconda parte del secolo scorso.

Maradona considerato quasi un delinquente mentre l’altro era considerato un gentiluomo, osannato dai media, che da sempre sono pronidi fronte ai potenti.

Maradona è stato un personaggio generoso, coraggioso, che è partito dalla povertà più assoluta guadagnandosi col tempo il rispetto e l’ammirazione di tutto il mondo.

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L’altro che nasceva ricco e spocchioso e faceva tendenza non perchè avesse delle qualità particolari, a parte quelle mondane, ma perchè si metteva l’orologio sopra il polsino.

Maradona ha sempre rispettato i suoi compagni, i suoi tifosi, la sua famiglia, ha avuto dei valori e non si mai piegato nei confronti delle ingiustizie. ha seguito tutte le varie rivoluzioni sudamericane,

nate sotto l’impulso della necessità di una maggiore giustizia sociale, fondamentale per uo come lui , nato in un quartiere povero nella periferia di Buenos Aires, che non aveva mai scordato le sue origini.

L’altro invece visse facendosi sempre i fatti suoi, seguendo esclusivamente i suoi interessi personali, fregandosene di tutti compresa la propria famiglia (il figlio si uccise per diasperazione), essendo un cinico opportunista nella vita, nelle attività economiche e nello sport. Con la sua azienda, veniva Finanziato dallo Stato negli anni di magra ed era ricco percepiente di miliardi negli anni di vacche grasse- Con il suo unico vero amore, la juventus, una storia di sport in cui lo spirito davvero “sportivo” era assente sostituito da un cinismo assoluto. Conosciamo i soprannomi non proprio simpatici della Vecchia signora, non per niente la squadra più amata ma anche più odiata d’Italia. E neanche a dire che fosse un uomo di cultura. La sorella ricordava che in vita sua Gianni avesse letto solo un libro. Era troppo interessato al bel mondo, alle donne, ai suoi vizi ed al godimento talvolta un pò eccentrico delal sua ricchezza.

Torniamo A Dieguito, come veniva chiamato quando era giovane, In una intervista di Gianni Minà dice: “Tutti pensano che io sia diventato Maradona quando sono arrivate le vittorie prestigiose, la coppa del mondo, ma questo non è vero.

Maradona è nato quando giocava in una piccola squadra argentina in lotta per non retrocedere ed è rimasto sempre lo stesso. “

Lui era immenso talento, il grande divertimento di poter giocare in un campo di calcio, la grande generosità con i compagni.

Quando la pressione su di lui divenne insostenibile, superando quello che per lui era soprattutto un divertimento, piano piano abbandonò lo sport. Ci fu la squalifica per la cocaina, i nemici lo fecero fuori sfruttando i suoi punti deboli.

Ma noi lo richiamo per le sue magie con la maglia del Barcellona, con quella del Napoli e con quella dell’Argentina. Un campione generoso e corretto in campo. La “manita” contro l’Inghilterra fu dovuta più che altro all’acerrima rivalità non solo sportiva tra le due nazioni.

Ma dopo quel dispettoso tocco di mano Diego s’inventò uno dei suoi gol più belli, tanto per far capire che era sempre lui, el Pibe de Oro.

Adesso che ne piangiamo la sua morte è evidente più che mai che tra un Gianni Agnelli o il suo giocatore più coccolato, Michel Platini e Diego Armando Maradona, io dico:

MARADONA TUTTA LA VITA!!

Un raffronto tra due protagonisti della storia degli ultimi 50 anni con lo stesso viziodella cocaina, uno osannato l'altro demonizzato

Perchè prorogare lo Stato di Emergenza

QUI TROVATE IL LINK ALLA SPIEGAZIONE TECNICA DELLO STATO DI EMERGENZA AL SITO ALTALEX, SPECIALIZZATO NEL CAMPO GIURIDICO

Premesso che il virus esiste ancora, perchè anche se attualmente è in forma più leggera in Italia, c’è sempre la pandemia mondiale, in molti paesi la situazione è ancora molto critica, quindi  in Italia c’è il rischio che la situazione possa tornare come prima.

Essendo, quello del COVID_19, un fatto mai accaduto prima,  è giusto che il governo sia prudente.

In questo quadro lo stato di emergenza è un provvedimento definito dalla legge 225 del 1992 sulla Protezione civile e delega al governo dei poteri normalmente attribuiti agli enti locali. In questo modo si permette all’esecutivo di intervenire in modo tempestivo, straordinario e coordinato a livello nazionale. Lo stato di emergenza può essere dichiarato di fronte a diverse situazioni: ad esempio per rischio sismico, vulcanico, meteo-idro, ambientale e infine, come accaduto a gennaio, sanitario.

In questo stato di emergenza il governo PUO’, se necessario, bypassare gli enti locali per prendere misure particolari come quelle che sono state prese contro il covid_19. Se non fosse stata attuata la proroga allo stato di emergenza tutti i decreti sarebbero stati annullati con le conseguenze che tutti possono immaginare. In questa maniera invece il Presidente del Consiglio PUO’ Emanare nuovi decreti, in accordo col proprio governo. Tutto ciò per essere pronti a gestire eventuali altre emergenze in maniera rapida e puntuale.

Niente dittatura quindi né emergenza costituzionale.

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Italian Premier, Giuseppe Conte, at the Senate during a debate on further measures to combat the spread of Covid-19, Rome, Italy, 28 July 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI

Giuseppe Conte si è dimostrato un Presidente del Consiglio prudente, capace, attento alle esigenze dei cittadini e di tutte le parti sociali ed ha agito sempre con l’approvazione della sua maggioranza, mediando le varie “anime” del governo.

Per il resto è meglio continuare ad usare tutte le precauzioni (distanziamenti, igiene, mascherine quando necessario) se queste possono evitare il rischio di un nuovo lockdown.

Coronavirus

Il concetto è: riaprire le attività ma farlo con tutte cautele.

Il punto su cui pochi parlano, anche dalle opposizioni, ma che invece è FONDAMENTALE, è un altro.

C’è stato un fermo dell’economia, che adesso ripartirà, quello che dovremmo pretendere invece di fare demagogiche proteste, è che, coi soldi che arriveranno dall’Europa, occorrerà migliorare la sanità pubblica, le scuole, la formazione sulla sicurezza, i collegamenti informatici, il lavoro agile, l’ambiente, l’economia circolare dei rifiuti, implementando tutte le attività economiche che si svolgano in questo segno. Oltre che dare dei sussidi a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese e agevolare le imprese in crisi.

Non dovrà trattarsi di soldi “regalati” alle imprese solo per ripartire ma di soldi da investire in una economia più attenta alle esigenze dedi cittadini e del bene comune.

Invece la “vecchia politica”, che è ancora ben radicata nei partiti attuali, di governo e di opposizione, pensa già a sbloccare i cantieri in modo indiscriminato invece partire solo con le opere utili non impattanti coll’ambiente ed il territorio. Dovrebbero eliminare ogni progetto di opera inutile (a partire dal TAV, da nuovi inceneritori, da nuove autostrade, nuovi aereoporti, ad inutili colate di cemento in ogni parte d’Italia) .

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Anche perchè un’altra emergenza italica è il rischio idrogeologico di oltre il 70% del territorio italiano e questo va combattuto anche riforestando il territorio, non facendo colate di cemento!

DISSESTO IDROGEOLOGICO

Poi c’è la messa in sicurezza delle strutture relative a scuole ed ospedali, delle case costruite senza criteri antisismici o criteri di risparmio energetico. Adesso ci sono i superbonus, ma non è chiaro come funzionano e se saranno davvero utili.

Poi si potrebbero riattare tutti gli edifici pubblici o privati, che adesso stanno andando in malora e che invece potrebbero essere usati per dare casa a chi non ce l’ha, o come sede per attività di interesse sociale, terzo settore, sport e spettacolo, ecc

Ci sarebbe tanto altro da dire, riprenderemo questo discorso…

E voi, che ne pensate?

 

La teiera di Russell…

 

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«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne è un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente» (Bertrand Russell)

Finito il Covid_19, cosa fare? Alcuni punti per ripartire

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Usciamo dalla polemica, stucchevole e inutile, tra chi dice che il covid_19 è una malattia tremenda e chi sostiene che sia come un raffreddore, polemica incredibile se si considera che a cimentarsi oltre che le comparse politiche in cerca di visibilità,  virologi, infettologi e professoroni vari. Esimi professori che odiano stare a parlare dietro un microfono e che infatti vedi in diecimila talk show al giorno…

Il covid_19 non leggeva i giornali, né ascoltava i tiggì, ha fatto i suoi morti e adesso sembra placarsi, almeno momentaneamente.

Adesso il problema è un altro. Sono i 172 miliardi del Recovery Found che l’Europa ci dovrebbe dare, parte a fondo perduto e parte in prestito. Non entriamo nel dettaglio sui numeri, perchè ancora il tutto deve essere votato dal Consiglio Europeo e dal Parlamento UE.

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Quello che ora è importante è sapere cosa fare con questi soldi!

L’Europa, nel creare questo fondo, ha già sottolineato che la commissione europea controllerà come verranno spesi i soldi.

Come li spenderemo?

Già si sentono cose terrificanti, tipo Renzi che vuole un nuovo aereoporto a Firenze e il, solito, Ponte di Messina, di cui speravamo fossa stato già decretato il de profundis. La Confindustria preme per contributi a pioggia per tutte le più grandi aziende italiane.

E poi ci sono le riforme da fare, quali riforme?

La task force di Colao punta ad eliminare del tutto il settore pubblico con privatizzazioni a gogò. Inoltre vorrebbe prendere iniziative atte ad eliminare le piccole e medie aziende a vantaggio di quelle più grandi, che sarebbero “più competitive”. Dolci notizie per le aziende multinazionali che non aspettano altro per “papparsi” le ultime aziende italiane rimaste!

E poi c’è il rischio di fare infrastrutture inutili, costose e controproducenti dal punto di vista ambientale ma anche economico. Non bastano i bagni di sangue di TAV e MOSE, si preparano nuovi disastri ambientali ed economici, perchè si tratta di fare le solite cattedrali nel deserto che avvantaggiano le grandi imprese e le banche che le finanziano.

Vediamo cosa servirebbe:

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  1. Riportare dignità alla Sanità Pubblica, aumentando i medici, gli infermieri, i posti in rianimazione, i servizi sanitari di prossimità, dove il cittadino malato può rivolgersi senza doversi andare ad intruppare al pronto soccorso. Eliminando lo schifo di attese infinite per le prestazioni sanitarie non a pagamento a vantaggio delle intramoenia. Creare un nuovo rapporto personalizzato medico-paziente, riprendendo le caratteristiche del vecchio medico di famiglia. Aumentare l’utilizzo dei farmaci generici, ritarare meglio le competenze stato/regioni

  2. Mettere mano alle strutture ed infrastrutture esistenti, con una manutenzione straordinaria di tutte le opere, stradali ( ponti, viadotti ecc…), pubbliche (edifici pubblici, scuole ,ospedali…), spingendo anche i privati a ristrutturare, ponte_crollato_vigili_fuoco-770x515manutenzionare e mettere a norma dal punto di vista antisismico e di risparmio energetico i propri edifici. Il tutto a “consumo zero di territorio”, ovvero, invece di cementare nuovo territorio, riutilizzare semmai l’esistente. Togliere le autostrade ai privati.

  3. Digitalizzare la pubblica amministrazione, i tribunali, le scuole ed i servizi pubbliciDigitalizzazione-5-Imc-e1460100674409

  4. Giustizia civile e penale più veloce, diminuendo i gradi di giudizio e tutti i lacci che impediscono il fluire veloce di un processo

  5. Maggiore democrazia. Utilizzo di referendum senza quorum, di strumenti per sfiduciare, in casi particolari, gli eletti e meccanismi elettorali che permettano la maggiore partecipazione di gruppi di cittadini alla formazione di liste elettorali con diritto per tutti di uguale spazio mediatico.

  6. Diritti sociali minimi garantiti a tutti: scuola, casa, sanità, lavoro, con programmi per l’alfabetizzazione di minoranze (tipo rom), di case popolari per i meno abbienti, maggiore fruizione della sanità pubblica per le fasce meno abbienti, lavoro per tutti con programmi che prevedano l’assunzione di persone non occupate in progetti sociali o di pubblica utilità. Maggiore difesa delle categorie più deboli (donne, disabili, stranieri, anziani, bambini…)

  7. Risoluzione definitiva della questione dei rifiuti con il recepimento dell’ultima direttiva europea, niente più inceneritori né discariche, economia circolare e riciclo, riuso, riduzione dei rifiuti.rrr

  8. Difesa dell’ambiente con sistemazione idrogeologica delle zone più disastrate, lotta alle discariche clandestine, agli insediamenti industriali nocivi per l’ambiente e premialità per i più virtuosi

  9. Lotta ai conflitti di interesse in ambito pubblico e privato, trasparenza nella gestione della cosa pubblica, lotta alla criminalità con maggiori controlli su appalti e infiltrazioni mafiose nell’amministrazione pubblica

  10. Sviluppo del settore culturale e turistico. Finanziamenti mirati allo spettacolo, ad eventi turistici, al settore della formazione.

  11. Diminuire la burocrazia per chi deve aprire un’attività. Un unico referente e pochi documenti da depositare, per lo più in regime di autocertificazione, con dei tempi burocraziamassimi per l’approvazione e col principio del silenzio-assenso

Naturalmente qui non sono inseriti altri punti ugualmente importanti ma che presuppongono riforme di tipo istituzionale e sono le grandi questioni del nostro tempo. Dalla Sovranità Monetaria, per cui il ricovery found è stato solo un modo per “sviare” il problema, ad una Democrazia reale, in cui davvero i parlamentari e le istituzioni rispondano del loro operato ai cittadini, dove le lobbies non abbiano il controllo dei media, dei partiti, della banca d’Italia e di tutti i maggiori centri di potere esistenti.

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Per il momento è fantascienza ma non ci si può arrendere.

Tutto questo oggi è lontanissimo dalle proposte dei vari partiti politici, siano essi di governo o di opposizione.

MANCANO PROGRAMMI SERI E MANCA LA VOGLIA DI PORTARLI AVANTI.

Questa povera politica ridotta a farsi i selfie e a mendicare il consenso momentaneo sui social è inadatta a governare ed a fare opposizione.

NOI CITTADINI DOVREMMO SVEGLIARCI!

L’ipocrisia dietro il ricordo di Giovanni Falcone

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Oggi, 23 maggio 2020, tutta Italia o quasi è unita nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

L’unione nel ricordo di Giovanni Falcone sarebbe una cosa meravigliosa, peccato che nel coro ci siano tantissime voci stonate, sono le voci di chi ha partecipato alla uccisione di Falcone, non solo e tanto l’uccisione fisica, ma di quella mediatica, istituzionale, politica.

Iniziamo dalla politica. Gran parte della politica ha remato contro Falcone. O dichiaratamente o tra le righe. A parte Claudio Martelli, a cui va dato atto di aver ridato una dignità al ruolo di Giovanni Falcone nell’ultimo periodo della sua vita, quando lo volle al ministero della giustizia per tirare i fili dall’alto alla lotta contro la mafia, a livello nazionale ed internazionale.

Falcone era noto in molte parti del mondo per la sua capacità di fare indagini anche a livello finanziario ed internazionale. Aveva collaborato con Carla Dal Ponte, giudice svizzero, per un’inchiesta sul riciclaggio in Svizzera dei soldi della mafia e con alcuni magistrati statunitensi, tra cui Rudolph Giuliani, per l’inchiesta “Pizza Connection” che vide la condanna, tra gli altri, di Gaetano Badalamenti, grazie la testimonianza di alcuni pentiti, di cui il principale era Tommaso Buscetta. Buscetta si rifiutò sempre di fare i nomi a Falcone della cupola politica della mafia, dicendo che se li avesse fatti, sarebbero stati nomi così clamorosi ed importanti che sia lui che Falcone avrebbero perso di credibilità.

E la politica tirava addosso a Falcone. Quasi mai direttamente ma quasi sempre agiva “di sponda”. Ricordiamo una puntata del Maurizio Costanzo Show dove Leoluca Orlando Cascio, Alfredo Galasso (all’epoca della RETE) e Totò Cuffaro sparano a zero su Falcone, accusato di prendersela con alcuni notabili DC. All’epoca la DC era il principale punto di riferimento politico della mafia. Non l’unico, perchè la tattica della mafia è stata sempre quella di puntare contemporaneamente su più cavalli, in modo da avere sempre un referente politico sulla cresta dell’onda.

Naturalmente, questi sono piccolissimi esempi mediatici, le problematiche erano molto più profonde. Falcone fu ucciso la prima volta quando doveva prendere il posto di Antonio Caponnetto, l’inventore del pool antimafia, come Nuovo Consigliere Istruttore a Palermo. A lui, che era stato uno dei principali artefici del Maxiprocesso, gli fu preferito un oscuro magistrato, Anonino Meli, del tutto inesperto in inchieste di mafia. Il CSM ribaltò qeullo che era l’opinione comune, cioè che solo Falcone avesse la competenza di prendere questo incarico. Falcone riamse colpito da questo smacco, Borsellino parlò espressamente di alcuni “giuda” del CSM che avevano tradito la cuasa antimafia. Tra loro sicuramente c’erano elementi togati ed elementi politici.

Del resto dalle sponde radicali c’era un Leonardo Sciascia che, facendo riferimento a Falcone, parlava di “professionisti dell’Antimafia”. Ecco che l’elenco dei nemici di Falcone di allarga sempre di più. Tra politici che navigavano notoriamente in acque mafiose, quelli che facevano i garantisti coi boss (e lo fanno tuttora) e quelli che facevano l’opposto di quello che dicevano, ecco un quadro estremamente ostile che porterà l’isolamento anche istituzionale di Giovanni Falcone.

E i colleghi giudici? Ricordate il “CORVO” della Procura di Palermo? Non si ebbe mai con certezza il nome, ci furono dei sospetti, ma il caso si chiuse senza nessun processo. E i servizi segreti? Il caso Contrada?

C’erano delle talpe a Palermo, erano giudici, poliziotti, gente dei servizi segreti, che riportavano le notizie a vertici istituzionali di Roma.

Ma dei nomi eccellenti della politica italiana che erano gravemente collusi con la mafia, che ricoprivano all’epoca le più alte cariche istituzionali, primi ministri, ministri, presidenti della repubblica, ecc, l’unico che subì un processo fu Giulio Andreotti.

Ma andiamo avanti con GLI IPOCRITI CHE OGGI PIANGONO GIOVANNI FALCONE.

Ci vogliamo mettere anche molti cittadini di Palermo, che all’epoca del maxiprocesso, si lamentavano ogni giorno delle scorte dei giudici che sfrecciavano nelle vie di Palermo col mitra in mano? Molti di loro manifestarono contrarietà contro i giudici che rischiavano ogni giorno la vita per la libertà di tutti.

Il 21 giugno del 1989 sugli scogli dell’Addaura si ritrovò un borsone esplosivo pieno di esplosivo, indirizzato a Falcone ed a Carla Del Ponte, che erano riuniti in quella località per alcune inchieste comuni. L’attentato era preparato in vista di un possibile bagno a mare in una pausa di lavoro,. Fallì solo perchè non ci fu nessun bagno a mare, come era stato previsto. Anche qui era evidente la presenza di talpe molto vicine a Falcone. Ma i media ribaltarono tutto, si disse era un finto attentato creato ad arte da Falcone stesso. Era il metodo mafioso: finchè non riesci ad uccidere il tuo nemico lo delegittimi. Ricordo a questo lo sfogo amaro di Falcone stesso, durante una intervista:

Ho ritrovato questo discorso di Paolo Borsellino, il suo ultimo discorso pubblico, che ben spiega quello che abbiamo detto precedentemente, parlando dei “Giuda” che avevano tradito Giovanni Falcone, e di altre cose gravissime una parte delle istituzioni, come l’ “aggiustamento” di alcuni processi da parte della Corte di Cassazione:

Infine vi voglio far vedere una chicca che ho scoperto per caso, bellissimi di ricordi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino:

Torniamo al titolo del post: ipocrisia.

Sì, perchè ancora oggi, parte dello Stato, delle Istituzioni, dei politici e dei media, sarebbe ancora oggi i “Giuda” che hanno tradito Giovanni Falcone. Non è cambiato quasi niente. La mafia esiste ancora ed è ben inserita nei luoghi di potere, quelli che contano.

E’ inutile fare nomi. Basta vedere le inchieste giudiziarie, le storie di certi personaggi, i collegamenti mafia-affari-massoneria-politica e via di seguito…

Ci sono dentro ancora politici, magistrati, poliziotti, servizi segreti, pezzi delle istituzioni, giornalisti…

 

La mafia è una montagna di merda…

Race the Cure: un Bluff…

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Conosco la Komen, la onlus che si occupa di tumori che colpiscono le donne, da molti anni. Ho seguito infatti la compagna nelle vicissitudini relative ad il suo cancro al seno e abbiamo avuto modo di partecipare ad un paio di edizioni della race for the cure. Quello che che mi ha sempre colpito è il fatto che sia una manifestazione molto “americana” tutta bella infiocchetata, con tanti ospiti famosi e belle parole. Non m,i convincevano però alcune cose, a partire da quelle piccole e banali: Tipo un pacco di prodotti alimentari dati in cambio di un contributo in cui c’erano prodotti alimentari contenenti farina 00 suoer-raffinata, zucchero ed altre sostanze non proprio in linea con la prevenzione anti-cancro. Del resto neanche al Gemelli le pazienti seguono una dieta rispettosa ai criteri di prevenzione.

Va bene, dopo questo impatto non troppo favorevole sono voluto andare in rete a leggere i Bilanci.

A parte la presenza , tra gli sponsor, di aziende Petrolifere o come la Johnson & Johnson, aziende che hanno avuto una serie di cause penali da parte di consumatori che hanno preso il cancro utilizzando loro prodotti, torniamo al bilancio.

 

L’ultimo bilancio online è del 2018

 

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A fronte di entrate per 3.785.000 euro (arrotondando) ci sono uscite per 3.304.000 circa, con un netto di più di 400.000 euro (!!). E già questo , per una associazione che si presenta come se fosse una onlus, fa già riflettere (che ci faranno con gli utili???). MA la cosa più sconvolgente è leggere l’importo totale del finanziamento dei progetti, pari a poco meno di 156.000 euro, a frone, ad esempio, di più di un milione di euro per spese per personale,  e poi promozione, rappresentanza, viaggi, trasferte, effetti speciali e tric e trac, come direbbero a Napoli! Sì, per il resto ci sono circa 106.000 euro sdi consulenze sanitarie e poco altro. Ma la grandissima parte del bilancio serve per tenere in piedi questa enorme macchina mediatica che si fonda sul nulla o quasi. Non si conoscono le iniziative effettuate, tutto è molto opaco, e l’unica cosa certa è che è un bel business e che molti degli sponsor, nella loro attività, fanno aumentare il numero dei malati di cancro.

Questo è quanto. Oggi c’è stata la Race for cure virtuale e molti, come il sottoscritto, hanno protestato per tutto ciò!!

Mi ricordo quel giorno del 1977

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Da wikipedia

Mi ricordo quel periodo. I ragazzi di destra e di sinistra che scrivevano Cossiga col k davanti= KOSSIGA.  Era lui il ministro degli interni. A distanza di molti decenni lo stesso Cossiga raccontò cose brutte di quei periodi, delle manipolazioni effettuate dalle forze dell’ordine.

Era il terzo anniversario del referendum sul divorzio. Il Partito Radicale voleva manifestare pacificamente a Piazza Navona, ma all’ultimo momento la manifestazione fu vietata.

Quel giorno ascoltai in diretta la cronaca della manifestazione, mi ricordo il suo tracciato per il centro di roma, il corteo passò per via dei giubbonari, via Arenula  e puntò verso il lungotevere. Ad un certo punto le voci si fecero più concitate e si seppe che una ragazza, Giorgiana Masi, era caduta colpita da proiettili sparati da non si sa chi.

Si fecero molte ipotesi, a distanza di tempo rimango convinto che chi sparò fosse a servizio di quel Kossiga col K, un poliziotto o un carabiniere o qualche provocatore infiltrato.

L’ennesima vittima innocente di quegli anni di piombo. Non fu la prima e non fu l’ultima. Morirono ragazzi di diverse ideologie ma che comunque erano spinti da ideali.  Di Giorgiana mi rimane quella cronaca e quella foto che l’ha raffigurata in tutti questi anni.

Naturalmente non si trovò mai il colpevole, nonostante alcuni tentativi di inchiesta finiti nel nulla.

Non sono mai stato radicale ma quella morte mi scosse parecchio.  Non si può morire mentre si sta manifestando pacificamente, non si può morire così giovani, non è giusto.

 

 

Benvenuta Silvia!

 

silvia romano

 

Quella del pomeriggio di ieri è stata una notizia bellissima!

La liberazione della Cooperante Silvia Romano credo che renda felici tutti noi italiani. Quando un cittadino italiano viene liberato è un momento di gioia nazionale.

Però! Però la mamma degli imbecilli è sempre incinta e quindi i giornali maggiormente portavoce di costoro attaccano senza nessun limite di decenza la giovane.

Ecco alcuni articoli

il giornale

Silvia l’ingrata, dice “Il Giornale”

“Il velo esibito suona come un insulto alle libertà delle donne e dell’occidente” scrive

 

 

sallusti

Sallusti. “E’ come se un internato in un campo di concentramento tedesco fosse tornato a casa (…) indossando orgogliosamente la dicisa dell’esercito nazista.”(sic!)

E poi il classico pippone demagogico sui soldi del riscatto.

 

 

 

 

 

 

Passiamo all’altro giornale spazzatura, Libero, in cui Feltri si esibisce nelle sue solite boutades.

libero

Intanto Feltri sostiene che la Romano sia stata “imprudente” ad andasre in zone così pericolose (a pochi km da Malindi c’è una zona “pericolosa”? Interessante notizia ). Poi continua “ si dice che Silvia si decise a partire animata dal desiderio di compiere del bene in favore dei bambini di pelle scura” (Feltri riesce ad evitare, con evidente grande sforzo, di dire la parola negri).

 

liberto feltriE poi continua che “l’italia è piena di gente bisognosadi soccorso, visto che campa nella miseria”. Quindi, Udite udite, Feltri dice che sarebbe stato meglio aiutare i clochard nostrani, gli stessi che, normalmente, Feltri preferibbe mettere al rogo se solo potesse.

Insomma, invece di accogliere gioiosamente una ragazza che si è spesa per una buona causa, la si critica rancorosamente nel peggiore dei modi.

Un po’ perchè non è la pàge nell’intellighènzia dura e pura dell’ala prostatica della destra nostrana, un po’ perchè, perbacco, ha l’ardire di mostrarsi con un vestito di foggia islamica.

 

 

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E che dire poi di Alessandro/(a?) Meluzzi che chiama la ragazza, simpaticamente, la gallinella italiana dalle uova d’oro.?

 

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Naturalmente tutto ciò dimostra soltanto che livello pauroso di ignoranza, razzismo, e maschilismo abbia raggiunto gran parte della stampa nostrana. E non abbiamo citato altri articoli più o meno dello stesso stampo livoroso nei confronti di Silvia Romano.

Da parte nostra osserviamo che:

  1. Sarebbe stato meglio non sottolineare o parlare di cifre di riscatto. Questo è il modo migliore per mettere a rischio la vita di tutti gli italiani che vivono in zone a rischio.
  2. Chi critica la “conversione” all’islamismo di Silvia Romano ed il vestito con cui si è presentata al suo arrivo a Ciampino non conosce minimamente lo stato psicologico in cui si trova un rapito. Impossibile poter immaginarsi quello che ha vissuto e soprattutto come sia stato forte il contraccolpo psicologico causato da tutti gli eventi da lei subiti. E’ evidente che è una ragazza forte, altrimenti non avrebbe fatto quella scelta di vita, ed il suo sorriso bellissimo ha dimostrato una grande capacità e voglia di reagire, ma rimane pur sempre una persona che avrà bisogno di un grande aiuto psicologico per superare un simile trauma.
  3. Silvia non meritava tutte queste critiche, ha fatto bene a fare la cooperante se quella era la sua volontà, e va abbracciata a braccia aperte senza se o senza ma-
  4. Per quanto riguarda i soldi spesi per il riscatto, sono bruscolini rispetto dl valore della vita salvata
  5. Piuttosto preoccupa il fatto che, per liberare la ragazza, ci sia stato bisogno dell’aiuto dell’intelligence della Turchia. La Turchia ormai in Somalia ha più entrature rispetto all’italia. Abbiamo perso ogni contatto con quelle che erano le nostre realtà coloniali. Grazie ad un politica estera da molti anni estremamente carente.