Umbria: Dalla Padella alla Brace!!

ELEZIONIuMBRIA2019

 

Umbria: L’ennesimo passaggio dalla padella alla brace…

La scoppola presa dai partiti di governo è di quelle brutte brutte.

Il PD tutto sommato se l’aspettava, reduce da uno scandalo-sanità che gli aveva praticamente “sgonfiato le gomme”.

Quello che stupisce invece, non è tanto il crollo del M5S, ampiamente previsto anche questo, ma la scelta suicida di legarsi al PD anche a livello locale. D’altra parte l’insipienza politica di Giggino lascia sempre più attoniti.

Il M5S, invece di “cambiare marcia” e cercare l’alleanza con vere liste civiche, coi movimenti dei cittadini, con la cittadinanza attiva, si è ripiegato ancora negli accordi di vertice.

Come potevano pensare di attrarre i loro elettori facendosi vedere in giro con Zingaretti e gli altri notabili del PD? Persino l’altro Matteo, sentendo puzza di bruciato, ha evitato accuratamente l’Umbria.

Il M5S adesso si è schierato apertamente col partito della corruzione.

Ammettiamo pure che ci sia una logica in questo governo nazionale. Ammettiamolo, anche se non siamo troppo convinti. Neanche con il motivo anti-salvini. Non si può governare solo “contro”, servono proposte nuove.

Ma anche se ci fosse una logica a livello nazionale, a livello locale questa logica non c’è. Ci sono decenni di potere consolidato nelle regioni “rosse” che il M5S abbraccia improvvisamente, alla faccia dei suoi elettori che invece chiedevano una spallata al sistema di potere attuale, giunte rosse comprese.

Si è fatto un regalo gigantesco al destro-centro, al duo salvini-meloni con berlusca che costretto a fare il portatore d’acqua, con F.I. ridotta al lumicino.

La destra ha vinto dicendo che stava dalla parte dell’onestà ( come se moltissime decine di amministratori locali forzisti, leghisti e fratellisti non fossero in galera, indagati in scandali, nella migliore dell’ipotesi per malversazioni, nella peggiore per collusione attiva con la mafia ), dalla parte dei cittadini (come se il governo monti, la legge fornero ed il Fiscal Compact, il Trattato di Lisbona e di Dublino, insomma gli accordi europei che ci legano mani e piedi, non l’avessero votati anche loro).

Insomma, cambia il governo dell’umbria, probabilmente per andare peggio invece che meglio. Lega, FI e FDL non sanno dov’è di casa il buongoverno, il problema è che mancano partiti “seri” di cui ci si possa davvero fidare. Per cui aspettiamoci nel futuro ancora una avanzata della destra che poi fare flop, di fronte alla necessità di governare seriamente e non con gli slogan.

Come partito degli slogan quello del capitone batte abbondantemente tutti. Come partito del costruire un’Italia migliore il capitone ha già dimostrato di essere latitante quando c’è da prendere una scelta coraggiosa o da affrontare l’europa. E poi preoccupa la deriva anti-ambientalista, più cemento, più petrolio, più grandi opere inutili, il nazionalismo razzista, la flat tax che dà ai ricchi quello che toglie ai poveri, lo stare dalla parte degli interessi delle grandi aziende e dei più ricchi invece che dalla parte dei cittadini, il neoliberismo selvaggio che taglia ogni spesa sociale, il taglio degli spazi di democrazia già iniziato tra le pieghe del decreto salvini.

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Le persone che adesso li hanno votati in base a fattori emozionali, capiranno troppo tardi lo sbaglio che hanno fatto.

In verità in Italia il vero bipolarismo è quello di passare ogni volta dalla padella alla brace e viceversa…

Povera Italia…

“Grazie a Dio” Il film di Ozon sulla pedofilia tra i preti

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Il film si basa su fatti di cronaca reali che sono stati però romanzati, allontanando la cronaca dalla finzione scenica, lasciando quindi alla sceneggiatura una maggiore libertà di azione senza togliere però lo spessore realistico del racconto.

Per Francois Ozon, regista del Film “Grazie a Dio” (Grace a Dieu), vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino, il film non è soltanto basato sulla pedofilia ma soprattutto sulla potenza della Parola “Liberata” ed il suo influsso riguardo le persone, la chiesa, la società.

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La capacità di fare una denuncia “scomoda”, che mette in crisi una società ipocrita che si regge molto sull’ “apparenza” e poco sulla “sostanza”.

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Alexandre, vittima da bambino di un prete pedofilo, decide molti anni dopo di denunciarlo e denunciare le gerarchie vaticane che sapevano e non fecero nulla.

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All’inizio si muove tra l’ostilità e lo scetticismo generale, poi man mano, sostenuto dalla moglie e dai figli, si crea un passaparola per cui molte delle vittime decidono di collaborare.

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Un altra vittima del prete pedofilo, chiamata in ballo dalla polizia alla ricerca di testimonianze, parallelamente, inizia a seguire un percorso che lo porta alla creazione di una associazione che rompe il muro di omertà che aveva coperto questi crimini per almeno due decenni.

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Il film denuncia l’immobilismo dell’”Istituzione Chiesa” di fronte al fenomeno della pedofilia dei preti, con situazioni che si protraggono nel tempo senza che nessun cardinale o vescovo, intervenga, né direttamente il Vaticano,

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ma anche il menefreghismo di una parte della società “borghese”, troppo presa dai suoi piccoli ed insulsi riti quotidiani, per accorgersi del dramma di tanti bambini messi in bocca all’orco di turno.

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Il film appassiona, commuove, smuove le coscienze. Quando gli effetti speciali del cuore conquistano lo spettatore più di quelli legati ad un troppo abusato cinema di azione.

Una regia perfetta, degli attori calati benissimo nei loro ruoli, il film dice il giusto, non esce mai dalle righe, non sfocia mai nel patetico o nel deja vu, il lavoro psicologico sui personaggi è eccellente, insomma questo film merita un bel 8 e mezzo perchè riesce a coniugare il film “denuncia” con un plot in cui la vita dei vari personaggi di intreccia in modo realistico.

Da andare a vedere

L’aggressione Turca al popolo Kurdo

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Ecco in arrivo un fatto gravissimo di cui noi, come europei ed alleati, siamo RESPONSABILI già da ora e che porterà centinaia di migliaia di nuovi profughi dalla Siria.

La Turchia sta per attaccare i Kurdi in Siria.

I Kurdi che hanno sbaragliato l’ISIS in Siria mentre USA e alleati dormivano.

I Kurdi, popolazione sfortunata che non ha mai avuto la possibilità di avere una Nazione Kurda, in quanto il loro territorio è diviso tra Siria, Turchia, Iran ed Irak e sono considerati pericolosi nemici da tutti.

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Gli Usa hanno dato il via libera a quella che rischia di essere una delle peggiori carneficine della storia. Proprio i kurdi che sono stati un alleato importantissimo nella guerra all’ISIS!

Un vergognoso benservito che sa di tradimento.

Un attacco a freddo, unilaterale, senza nessun motivo.

La Turchia e gli Usa fanno parte della NATO come l’Italia, e sono nostri alleati, ecco perchè la responsabilità sarà di tutti coloro che non hanno fatto nulla per fermare questo abominio.

Di fatto, c’è il via Libera di USA e NATO, con L’UNIONE EUROPEA che tace, e chi acconsente tace, e forse anche della Russia, visto che ultimamente Ankara e Mosca si sono riavvicinate.

Però nei media occidentali il NEMICO SBANDIERATO DA SEMPRE RIMANE L’IRAN.

Nella guerra di liberazione anti-ISIS i kurdi hanno subito oltre 11.000 morti e 22.000 feriti.
Adesso, grazie all’attacco della Turchia, riprenderanno forza i combattenti dell’ISIS che ancora gravitano in zona. Inoltre non sarà ben chiara la fine dei prigionieri ISIS in mano Kurda.
Noi italiani dobbiamo manifestare il nostro dissenso in modo forte e chiaro, in tutti gli ambiti dove siamo presenti: ONU, NATO E UE.

E noi cittadini scendere in piazza a manifestare pacificamente contro questa nuova guerra inutile, come sono inutili tutte le guerre…

Nota: già i primi bombardieri turchi hanno colpito postazioni Kurde

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Mentre gli americani lasciano la Siria…

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Da quando si è formata l’Amministrazione Autonoma e Democratica Kurda, nel Nord ed Est della Siria, da quella zona non sono mai partite azioni azioni di guerra contro la Turchia. I kurdi hanno firmato un accordo di collaborazione e di sicurezza con le forze USA e Turche, col fine comune di sconfiggere l’ISIS in tutto il territorio siriano.

I Kurdi custodiscono oggi ben 70.000 prigionieri dell’ISIS, molti dei quali Foreigh Fighters.

La scelta di Erdogan si accompagna al desiderio di Trump di togliere i suoi soldati dall’area.

Questo attacco porterà intanto una carneficina impressionante, visto che i Kurdi non intendono arrendersi ma i turchi hanno dei mezzi nettamente superiori.

Inoltre si avrà una supremazia islamica nell’area con gravi contraccolpi negativi per tutte le popolazioni locali, arabe, cristiane (armeni,assiri, caldei siriaci), turkmeni, ceceni, aleviti e jazidi. Tali popolazioni, da quando i Kurdi avevano preso possesso dell’area, vivevano tranquillamente in pace con tutti.

Friday for Future. Manipolazione o Utopia?

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20-27 settembre 2019.

1.4 milioni in Germania
800 mila in Canada
500 mila in USA

1 milione di manifestanti in Italia, per lo più ragazzi delle scuole medie ed insegnanti, oltre qualche “fuori quota”.

200 mila a Roma, ma grosse cifre anche a Milano, Napoli ed in tutte le altre città di Italia. Qualcuno è scettico sulla portata dell’evento.

Evento straordinario o solo massa di persone strumentalizzata?

Si parla di una Greta ostaggio di qualche organizzazione che la avrebbe in qualche modo manipolata.

Ragioniamo. Intanto chi scrive ha fatto manifestazioni dai 16 ai 22 anni, faceva parte di quei giovani che negli anni ’80 e fine anni ’70 hanno partecipato in qualche modo alla vita del loro tempo, nell’unico modo che avevano: scendere in piazza. Ragazzi di sinistra, anarchici, ma anche ragazzi di destra, schierati apparentemente “contro”, ma sempre spinti, tutti, da ideali di libertà, di giustizia, di comunità, di amore verso qualcosa più che di odio verso qualcos’altro.

A distanza di decenni sappiamo che ci strumentalizzarono, ci usarono per creare gli “opposti estremismi” e quindi avere nuove armi contro il dissenso. Il Kossiga con “k” era espressione di tutto questo.

MA avevamo ideali. Qualcuno forse era distorto, molte erano utopie, molti erano desideri di una vita più umana, più giusta, più partecipe.

Chi siamo noi oggi per giudicare così severamente Greta ed il popolo di ragazzi che manifesta per lei?

Qualcuno cerca di strumentalizzare la protesta? Sicuramente sì

Greta ha qualcuno che l’aiuta per scrivere i suoi discorsi? Sì

Ma Greta stessa è una forza della natura, la sua malattia la rende più forte e più grintosa di qualsiasi altra sua coetanea. Greta che accusa i potenti della terra. Greta che mostra una faccia cupa e aggressiva mentre lancia le sue invettive.

E’ la faccia di chi crede e si identifica in quello che dice più di ogni altro. E’ l’indignazione di chi si è incarnato nel “problema”, grazie al suo modo di essere.

Vi prego.

Non guardate alle contraddizioni enormi che possono esserci dietro Friday for Future.

Anche se il suo portavoce è quel Gianfranco Mascia, visto già un milione di volte in situazioni diverse: lo ricordo come portavoce del Popolo Viola ma prima ancora verde, girotondino, animatore dei BoBi e tanto altro. Il fatto che ci sia anche lui, bravissimo nel tuffarsi in situazioni mediatiche rilevanti, dimostra più che altro la rilevanza mediatica del movimento.

Qualche amico della Rete dei Cittadini, o di altri movimenti o comitati “puliti” composti da cittadini “qualunque” mi dirà: abbiamo detto cose ben più pregnanti dal punto di vista ecologico ed ambientalista noi, negli anni in cui abbiamo fatto politica, eppure nessuno ci ha minimamente *a*ato. E’ vero. Le cose che dice Greta le abbiamo dette da anni e nessuno ci ha filato. Come mai oggi una ragazzetta svedese con le trecce riesce a rompere quel muro di omertà che c’è sempre stato sui discorsi ambientali legati a quelli economici?

E’ una strana legge dell’informazione, la stessa che pesca talvolta a caso una delle tante notizie giornaliere che le agenzie ricevono per farla diventare per giorni LA NOTIZIA di tutti i media. Non sempre c’è un perchè. Spesso è un fatto casuale. Esce la NOTIZIA ed improvvisamente ci accorgiamo di un problema che c’è sempre stato.

Possono essere i bambini violati di Bibbiano, invece che di un altro luogo, la violenza sulle donne, qualsiasi altro tipo di violenza, un fatto di corruzione, i roghi tossici, ecc…

Tutte cose cha accadono normalmente, purtroppo, quotidianamente ma raramente bucano il muro dell’informazione, a parte i trafiletti di routine.

Quindi, pur essendoci altre Greta nei vari angoli del mondo, si parla solo di Greta. Non è una forma di complotto mediatico, è che l’informazione è fatta così. Se Pasquale si lega ad una cancellata della Villa comunale di Napoli per protestare contro il cambiamento climatico, non gliene frega niente a nessuno, se Greta starnuta si mobilita il mondo.

Comunque, l’aggressività e la crudezza delle accuse di Greta ai potenti della terra non deve essere piaciuta molto, checchè molti abbiano già deciso che sia manovrata dai “Poteri Forti”.

Greta non è manovrata dai “Poteri Forti”, se non altro perchè i “Poteri Forti” sanno benissimo come funziona. Oggi è un momento di euforia per il movimento Friday for Future, domani tutto si stiepidisce e dopodomani tutto andrà come prima. Magari qualche governante ci prenderà per i fondelli con misure psuedoambientaliste che non intaccano minimamente il problema.

Anche perchè se è vero che il problema ambientale esiste e che, nonostante gli scettici, la temperatura media della terra è cresciuta di vari gradi nel periodo corrispondente alla enorme crescita delle attività umane (cioè dalla rivoluzione industriale e dall’uso sistematico di un sistema energetico fondato su materiali fossili), è altrettanto vero che il problema di fondo è molto più ampio e riguarda l’economia mondiale.

E’ un problema per cui poche persone hanno il 90% delle ricchezze mondiali mentre tanti si arrabbattono e altrettanti muoiono letteralmente di fame.

E’ un problema legato ad un capitalismo vorace che se ne frega di tutto al di fuori del profitto. L’inquinamento selvaggio e il riscaldamento globale derivano anche da questo.

E’ un problema per cui sono più importanti i “debiti pubblici”, che sono il più grosso fake del mondo di oggi, piuttosto che il benessere dei cittadini.

E’ un problema per cui si sfrutta il nostro pianeta terra più del limite sostenibile, distruggendo foreste, cementificando territori immensi, allevando milioni di capi di bestiame che consumano enormi risorse in termini di cibo e di acqua che potrebbero andare agli umani più indigenti, inquinando senza limiti.

E’ un problema perchè non abbiamo più rispetto per gli umani, per gli animali e per le piante, e soprattutto non abbiamo più rispetto per noi stessi.

E’ un problema perchè l’Economia è più importante della vita delle persone.

E’ un problema perchè si continua a parlare dell’ossimoro di “Sviluppo Sostenibile”, che è una invenzione degli economisti pseudo illuminati. Mettiamocelo chiaro in testa:

NON ESISTE UNO SVILUPPO SOSTENIBILE.

Se vogliamo interessarci del benessere ambientale e sociale delle persone non dobbiamo puntare allo sviluppo ma a sistemi di vita UMANI, che si basano sull’ambiente, sull’uomo e sugli animali, rispettandoli, ed avendo economie a bassa scala, fondate su principi di resilienza economica e di giustizia sociale piuttosto che di semplice profitto.

Questo Greta non ce lo può dire, ma noi dobbiamo saperlo!

P.s.: E non mi parlate di wwf ed altre organizzazioni, che pure stanno appoggiando le manifestazioni (e come potrebbero fare altrimenti?). Il wwf ha mostrato tutta la sua insipienza con la sponsorizzazione dei concerti di Lorenzo Cherubini, uno dei punti più bassi raggiunti dal wwf in tutti questi anni.

Ragioniamo invece sul resto, sui “contenuti”…

Elena Casetto, morta carbonizzata il 13 agosto 2019

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Le nostre strada sono sconnesse

i nostri figli ridotti in schiavitù

I nostri cuori senza amore

Ho paura di restare”.

Una notizie di cronaca nera, tra le tante che ogni giorno passano fugacemente tra le pagine dei giornali ed i telegiornali e giornali radio.

Una notizia tremenda, che passa nei media come una goccia di pioggia su una mano.

Una notizia tanto tremenda quanto ignorata dai più, dai “social”, attenti solo alle stupidaggini del vip o del politico di turno o ai meme di gattini e cagnolini, postati magari con tenerezza dallo strangolatore di Boston.

Lei è Elena, una ragazza di origini brasiliane di 19 anni. Una ragazza sensibile e instabile, con quella irrequietidine che hanno tante ragazze e ragazzi sensibili della sua età. Elena ama scrivere poesie, le parole qui sopra sono quelle di “Terra de Bandidos”, poesia in cui esprime l’angoscia dell’idea di dover restare nel paese di sua madre, il Brasile, e con la quale vinse anche un premio in un concorso di poesie.

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Una ragazza col mal di vivere, che aveva perso il padre 7 anni fa e che viveva con la madre da poco tempo in un appartamentino affittatoi ad Osio Sopra, vicino Bergamo. L’8 agosto Elena ha tentato un suicidio, quel ponte era un richiamo troppo forte per le sue angoscie. Per fortuna i carabinieri la salvano in tempo. La portano a Brescia e poi all’ospedale di Bergamo.

La curano nell’unico modo in cui certe volte l’ignoranza umana è capace: imbottendola di farmaci. La madre la trova intontita sopra una sedia a rotelle. Chiede di poterla portare via. Anche Elena vorrebbe andar via. Nel suo telefono la polizia trova i messaggi alla madre in cui chiede di poter tornare a casa. Ma non è possibile. La madre non può far nulla. Ma Elena è anche ragazza particolare, per spiegare com’era Elena, un giorno ha domandato alla madre di portarle da casa i trucchi perché voleva sistemare le altre pazienti.

Ma l’angoscia tortura Elena ed il 13 agosto prova ancora a suicidarsi, con un lenzuolo. Viene legata ad un letto di contenzione, mani e piedi ed altre fascie per il corpo. Viene controllata ed ancora una volta imbottita di farmaci. Dovrebbe essere controllata giorno e notte incessantemente.

Ma qui la storia di Elena finisce in realtà pochissimi minuti dopo.

Elena viene trovata dai vigili del fuoco carbonizzata, ancora legata al suo letto.

Dicono che, usando un accendino, sia riuscita a dar fuoco al letto. Dicono che non c’era nulla da fare. Dicono che l’ospedale è a posto con le norma antincendio. Dicono che a loro gli dispiace molto. Dicono che non si poteva fare di meglio.

Non credo che la cura delle angoscie di una ragazza possa essere quella di imbottirla di farmarci e di legarla ad un letto. Non credo che nel 2019 si possano usare ancora questi sistemi così barbari, non credo.

Intanto la madre chiede giustizia!

Infine copio questo appello, che condivido in pieno:

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Manifestazione di protesta il 31 agosto a Bergamo per l’atroce morte di una donna, arsa viva in psichiatria, mentre era legata al letto di contenzione

Davanti all’ennesima tragedia in un reparto di psichiatria, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani scende in piazza per chiedere verità, giustizia e riforme. L’articolo 32 della nostra Costituzione recita:

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Questi limiti vengono violati fin troppo spesso: non passa mese senza che i giornali riferiscano di qualche tragedia nei reparti di psichiatria del Belpaese.  Eppure anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, per voce del Relatore Speciale Juan Mendez, equiparando i trattamenti coercitivi alla tortura, ha ammesso:

“Il carattere discriminatorio dell’intervento psichiatrico forzoso … nonostante la pretesa di buone intenzioni, rientra tra i requisiti previsti dall’articolo 1 della Convenzione contro la Tortura … ed è necessario imporre un divieto assoluto di qualsiasi intervento medico forzoso e non volontario, incluso la somministrazione coatta di psicochirurgia, elettroshock e psicofarmaci.”

a legge sul Trattamento Sanitario Obbligatorio (impropriamente chiamata “Legge Basaglia” dal nome dello psichiatra che, invece, la criticava aspramente) viene troppo spesso e troppo sovente aggirata adducendo lo stato di necessità.  L’articolo 54 del Codice Penale prevede l’impunibilità per chi commetta un fatto (delittuoso) “per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona” ma specifica che il fatto (cioè la violazione) debba essere “proporzionato al pericolo”. Visti i risultati, è lecito chiedersi se il ricorso frequente al TSO e alla contenzione sia davvero “proporzionato al pericolo”.

Secondo una nota del Garante Nazionale delle Persone Private della Libertà, gli psichiatri rimangono riluttanti all’osservazione da parte di occhi esterni e indipendenti, e sembrano non comprenderne l’importanza:

“Proprio la delicatezza del trattamento non volontario, di per sé eccezionale, poiché in deroga rispetto al principio costituzionale che stabilisce la libertà della persona di non sottostare alle cure, giustifica invece un’attenta verifica delle procedure in osservanza alla legge.”

In barba alle raccomandazioni del Garante e dell’ONU, alcuni psichiatri si ostinano però a credere che l’uso di forza, coercizione e contenzione possa essere in qualche modo “terapeutico”, mentre i fatti mostrano tragicamente come di contenzione si possa morire – a Bergamo come a Vallo della Lucania.

Per protestare contro questo stato delle cose, e chiedere una riforma del TSO in senso garantista, con esplicito divieto di ciò che l’ONU definisce “tortura”, il CCDU indice una manifestazione per sabato prossimo, a Bergamo. Appuntamento il  31 agosto, dalle 14:00 alle 15:50 davanti all’ingresso principale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, in Piazza OMS 1

EVITARE I DRAGHI…

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Dopo il duello al “O.K. CORRAL” di ieri al Senato tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini, che qualche giornale ha definito “triello” per l’intervento di Matteo Renzi, si possono tirare già le prime conclusioni.

Il duello Conte-Salvini ha visto l’asfaltatura totale di Salvini, che è sembrato un bambino bulletto, preso con la marmellata rubata in mano e cazziato da suo padre.

 

Da questa giornata esce ridimensionato lo stesso Salvini, che non è stato mai applaudito dai senatori di FI e che ha visto una posizione distaccata di Giorgetti, che durante il discorso di Salvini parlava di sottecchi con Conte. Lo stesso Giorgetti, in alcune dichiarazioni alla stampa, ha sottolineato in modo evidentissimo la mancanza di democrazia interna ed il fatto che nella lega è solo uno che fa e disfa, dimostrando così, sia pur inm modo diplomatico, alla “Giorgetti”, di non appoggiare al 100% il suo capo partito. L’unica speranza per Salvini è di andare al voto e vincere le eventuali elezioni con una maggioranza tale da non dover far conto dell’appoggio di Berlusconi. Altri scenari corrisponderebbero ad una sconfitta forse definitiva per uno che da Capitano rischia di fare la fine del capitone. E forse a Natale, chissà, in parlamento si mangerà il capitone.

Altro ridimensionato è Di Maio stesso, rimasto silente per tutto il giorno di ieri, con uno sguardo un po’ perso nel vuoto. Abbiamo sempre detto dell’assurdità di avere un capo politico “supremo”, primo per una questione di lesa democrazia interna e tantopiù quando questo si dimostra chiaramente un pivello della politica.

Si innalza la figura politica di Giuseppe Conte, finalmente con uno scatto d’orgoglio ha seppellito la montagna di rospi, che Salvini lo aveva costretto a mangiare durante il governo gialloverde, e che, sicuramente aveva vissuto in modo troppo passivo e rassegnato. Meglio tardi che mai!

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Certo che, dopo un anno passato a vedere quello che Travaglio definisce il Cazzaro Verde organizzare riunioni al viminale con sindacati e confindustria ignorando le competenze ministeriali, discettare ed entrare a gamba tesa in argomenti di cui si dovrebbero occupare altri colleghi ministri, atteggiarsi come se fosse lui il primo ministro, tutto questo mandando giù queste umiliazioni senza reagire, Conte si è svegliato un po’ tardi e lo stesso vale per la componente 5stelle.

Adesso che la palla è passata a Mattarella, quali sono gli scenari possibili?

  1. Un governo di legislatura PD_5S. A parte che sarebbe difficile da accettare sia per i parlamentari sia per gli elettori, il collante principale è la voglia di farla pagare alla Lega, e non so se questo sia sufficiente.draghi.jpg

     

    Intanto la mossa di appoggio di Renzi potrebbe essere la classica “polpetta avvelenata”, da parte di Renzi per togliere consensi elettorali a PD e 5S prima di presentarsi, a future elezioni nel 2022, con un nuovo partito moderato in contrapposizione col PD. Di Maio timidamente chiede un nuovo governo a guida Conte e Zingaretti,a stretto giro di posta, risponde che la prima condizione del PD è che ci sia una discontinuità col governo precedente, alias, niente Conte come capo del Governo. Si vociferano allora dei nomi “spendibili”, ma non si sa quanto, quali Fico o Cantone (mah) oppure appare già dietro le quinte , in modo assai inquietante, la figura di Mario Draghi, figura di grande prestigio internazionale. L’uomo dei mercati e dei poteri forti. Inorridisco solo al pensiero! Se il M5S si facesse convincere ad accettare il nome di Draghi perderebbe velocemente almeno l’80% del suo residuo elettorato e ho detto tutto!!draghi2.jpg

  2. Si fa un governo (qualsiasi) che porti alle elezioni in tempi rapidissimi
  3. Un governo “del presidente” guidato da un tecnico, che vedrebbe l’appoggio esterno di PD, M5S e FI. Sarebbe un altro suicidio politico per i pentastellati.
  4. Un’altra soluzione a sorpresa che adesso non si vede all’orizzonte.

Oggi e domani le consultazioni al Quirinale, vediamo che succede.

L’ipotesi prevalente è che ci sia un negoziato PD-M5S. Negoziato molto difficile e dall’esito niente affatto scontato.

L’unico punto favorevole ai 5Stelle è la scoperta di avere un vero leader politico, che non è Di Maio ma è Giuseppe Conte, che ha un buona popolarità nonostante la brutta fine del suo governo.

Vedremo…

9 giorni per trovare Simon Gautier, non è un pò troppo?

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Zona dove è avvenuto l’incidente

Sapete, noi, di fronte alle notizie dei media, ci poniamo sempre delle domande. Nel caso specifico non riguardano “come” è stata data la notizia, ma il “come” possa essere accaduta una cosa simile nel 2019.

Chiariamo.

Prima domanda: come è possibile che ci siano ancora persone che possano fare escursionismo da soli, senza dare punti di riferimento precisi a qualcuno in caso avvenga un incidente, senza tecnologia apposita (gps o altre strumentazioni). Il ragazzo francese, che non era alla sua prima escursione e quindi poteva essere considerato abbastanza esperto, ha peccato di sicurezza non mettendo in atto nessuna di queste precauzioni, tanto più che il terreno dove aveva intenzione di fare l’escursione era molto impervio. La madre ha detto che il ragazzo aveva lasciato una mappa col percorso a qualcuno ma evidentemente non se ne è saputo niente.

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Seconda domanda: come mai ci sono voluti 9 giorni a trovarlo, ormai morto, al piede di un burrone. Il ragazzo aveva chiamato il 118, appena avvenuto l’incidente, ovvero la caduta su un burrone con la conseguente frattura di entrambe le gambe. Nella chiamata ha detto cosa gli era accaduto e ha detto anche che dalla sua posizione si vedeva in lontananza il mare. Inoltre ha spiegato che era partito da Policastro ed era diretto verso Napoli seguendo un sentiero e si era perso, uscendo dal sentiero stesso.

Ora mi chiedo, dal momento che si sapeva quando e da dove era partito, possibile che i soccorsi siano riusciti a ritrovarlo solo dopo 9 giorni? Capisco il fatto che si tratti di zone impervie ma è pur evidente che con l’ausilio di mappe e ipotizzando una certa andatura, si aveva comunque un raggio entro il quale si poteva trovare l’escursionista e si poteva cercare di farsi dare dall’escursionista stesso, che aveva un cellulare funzionante ed, all’inizio,era cosciente, più dati possibili per permettere il suo ritrovamento. Purtroppo qualcosa non ha funzionato, non è assolutamente normale che siano passati 9 giorni per ritrovarlo!

 

Un saluto a Nadia Toffa

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La cronaca ci racconta che oggi, 13 agosto 2019, Nadia Toffa, conduttrice televisiva, ha lasciato questa vita terrena dopo aver combattuto per un paio di anni col nemico più terribile che ci sia: Il Cancro.

Questa notizia mi ha colpito moltissimo, anche se, purtroppo, morire di cancro è un fatto quotidiano. Ogni giorno tante persone muoiono di cancro. Nonostante le cure, nonostante radio e chemioterapia, anzi, alcune volte sfiancate anche da cure inutili e controproducenti le persone continuano a morire di cancro. Molti curati dalla medicina ufficiale, che usa armi tossiche per sconfiggere il “nemico”, alcuni curati con cure alternative o cure ”parallele” a quelle ufficiali.

Come diceva Terzani, nel suo libro “Un altro giro di Giostra”, alla fine della sua ricerca per la guarigione del cancro, che, dopo averle provate tutte, dalla chemioterapia di un avanzata clinica californiana al piscio di vacca sacra indiana, dall’imbroglione thailandese che toglie le viscere di pollo alle medicine ayurvediche, questo viaggio intorno alla malattia ci dice che non esiste una medicina che guarisce tutte le malattie e tantomeno il cancro ma che una maggiore consapevolezza del proprio io ci fa sicuramente vivere meglio e più a lungo.

Si muore di cancro come si muore di tante altre cose. Il saggio disse, la causa della morte è la vita. Si muore, prima o poi, perchè si è vivi. Ma basta filosofia, torniamo a Nadia Toffa.

Nadia ha avuto due meriti: Quello di non avere paura di raccontare la sua malattia e quella di chiamarla col suo vero nome. Basta col “brutto male”, è cancro. Un nemico che è meglio conoscere quando ti capita, affrontarlo e guardarlo negli occhi. Nadia ha scritto anche un libro, si è mostrata in tutta la sua debolezza, si è presa anche gli insulti dei soliti idioti da tastiera.

Ha vissuto fino all’ultimo con dignità e con coraggio ed oggi il mio pensiero va a lei, che la terra le sia lieve

Le dedico questa poesia di Alda Merini:

Che la terra ti sia finalmente lieve

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Alda Merini, Terra d’Amore, 2003)

Quando la democrazia si incarta su stessa fino a sparire (ovvero storia semiseria di una Italia che affonda)

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Quello che sta accadendo in Italia è paradossale e assurdo.

Facciamo il sunto di quanto accaduto.

Le scorse elezioni politiche sono vinte dal M5S, che però non ha i numeri per governare da solo. Vince il M5S e vince la Lega, che vorrebbe governare con F.I. e F.d.I., ma non hanno i numeri. F.I. E P.D. prendono delle sberle niente male e si ritrovano improvvisamente dei partitini che non contano più nulla.

A questo punto, dopo una lunga serie di incontri incrociati, non potendo fare un governo di destra, non potendo mettere insieme PD e M5S, l’unica cosa possibile sembra essere un governo M5S/Lega. Un governo che si fonda su un contratto di governo e che parte da una serie di misure sulle queli si è trovato un accordo. Principalmente Quota Cento ed il Reddito di Cittadinanza.

Parte il governo, con alla guida uno sconosciuto avvocato pugliese di nome Giuseppe Conte, vicino ai pentastellati ma accettato dalla Lega. Dopo tante polemiche si “quaglia” tra Di Maio, Salvini, Conte e Mattarella, si arriva ad una “quadra”.

Questo dopo aver rischiato per un momento un “governo tecnico”, evitato solo perchè Cottarelli si tira indietro quando si accorge che non ha un sostegno sufficiente.

Questo strano governo, chiamato gialloverde, comincia così il suo percorso. E’ un governo chiaramente bicefalo, ma all’inizio si riesce a remare tutti dalla stessa parte, in quanto le prime misure sono quelle già concordate.

Dopo comincia a scoppiare il caos. Chiaramente la Lega propone un programma di destra mentre il M5S tende a proposte che si potrebbero definire “di sinistra”. Da un lato salario minimo dall’altro uno sblocca cantieri che apre lo spazio a tutte le porcate possibili da punto di vista ambientale.

L’errore del M5S è quello di cedere, giorno dopo giorno, alla sempre maggiore prepotenza di selfini. Il felpato selfista indice riunioni con le parti sociali scavalcando tranquillamente il Ministro Competente (Di Maio), prende posizione su questioni internazionali scavalcando il ministro degli Esteri, si occupa di Trasporti e di Difesa fregandosene dei rispettivi Ministri Toninelli e Trenta. Insomma, “si allarga” fino a coprire tutto lo spazio politico governativo.

Il fatto è che gli alleati di governo lo lasciano fare, per paura di far crollare l’esecutivo, accettano quelle che sono delle vere azioni di Bullismo da parte del felpato bulletto, giustamente chiamato da Travaglio, il Cazzaro Verde, per quante ne spara ogni giorno (e Travaglio ha vinto una querela proprio per l’uso di questo termine, che è quindi entrato nell’ufficialità).

E più passano i giorni e più il Cazzaro Verde acquista consensi, perchè presenzia tutto quello che si può presenziare, è ubiquo, sta in tutti i canali televisivi, nei social, in tutte le manifestazioni pubbliche ed anche in quelle private. Ha una agenda ricchissima dove c’è tutto dentro meno quello che dovrebbe fare: fare il Ministro degli Interni, andare in Europa per difendere la posizione Italiana e convincere gli altri paesi. Invece fa il bulletto anche a livello internazionale, salvo piegarsi a 90° nei confronti delle nazioni Big. A 90° con Trump, a 90° con Putin, a 90° con Israele, Bullo con Macron ma senza avere una propria politica internazionale da far valere. Insomma, se prima facevamo ridere i polli a livello internazionale col cainano le culone inchiavabili  e con il pinocchietto di riano che faceva le smorfie modello mr. Bean, adesso invece è uguale.

Assente alle riunioni internazionali, il Cazzaro Verde gestisce la sua politica internazionale più che altro su facebook, tra un selfie, un paninazzo, una foto in costume e commenti ai fatti del giorno che manco dal barbiere si sentono più. Mettendoci dentro scurrilità razziste e frasi omofobe insieme a certi luoghi comuni che piacciono tanto agli italiani.

Ma il Cazzaro Verde ha una strategia comunicativa precisa. Lancia il sasso della cazzata conscio che i “nemici” politici lo attaccheranno ma, proprio per questo, consolida il suo consenso di quelli che stanno dalla parte opposta. Non gli serve avere il 50% dei consensi, non deve fare zero a zero dal punto di vista mediatico per contentare tutti, no, al contrario deve cazzeggiare perchè sa che facendo così riesce a solleticare le parti più animalesche e basse dei suoi interlocutori. Più nemici più onore. Così si riesce a cavalcare l’onda dei media anche tra insulti e critiche, perchè l’importante è figurare sempre lì, in prima fila, in tutte le storie c’è sempre qualche giornalista che si domanda: ” E Salvini che pensa?”

Non regge al confronto Di Maio, che non è altro che un democristiano, si sarebbe detto tanti anni fa, di una corrente morotea, leggermente di sinistra ma sapientemente baciapile quanto basta. Anche lui amante delle frasi ad effetto che vengono smentite due secondi dopo.

Quindi? Quindi il confronto tra il felpato Cazzaro Verde e il “moderato” Di Maio è come mettere di fronte un avvoltoio affamato contro un agnello che si è perso il gregge. Uno più fa il prepotente più aumenta i consensi, l’altro, sempre più assume l’aspetto di una cane bastonato e sembra quel pugile che, dopo essere stato massacrato dall’avversario, ha l’ardire di dire: “Però gli ho rotto una mano”…

In questa tragedia politica nazionale brillano per la loro pochezza gli altri contendenti politici. Il PD, incapace di dire o di pensare qualcosa di concreto, predisposto ad una lenta consunzione, è ormai una accozzaglia di Indagati o di faccendieri che hanno perso via via il loro giochino, sostituiti dal gran ritorno dei faccendieri leghisti, l’unico punto di contatto tra loro, sono gli avvisi di garanzia che fioccano da ambo le parti. Non bastano i sorrisetti nervosi del fratello di Montalbano per nascondere una crisi irreversibile di un partito che ormai è preso a pernacchie persino degli iscritti. Di idee il PD è a quota zero carbonella e se esce qualcosa dal pensatoio del PD, era meglio che non uscisse…

Poi c’è F.I., con Berlusconi che ogni tanto viene scongelato per l’occasione e che, adesso che il partito si è praticamente liquefatto, vagheggia per la prima volta di un “congresso” sempre più improbabile, mentre i vari signorotti locali, subodorando l’aria di una disfatta sempre più totale, sono da tempo emigrati verso la Lega o F.d.I.

Poi abbiamo la Meloni, che rimane aggrappata al lembo della felpa di selfini, nella speranza di un governo assieme all’asso pigliatutto, il quale, da vero asso pigliatutto, in realtà cerca di fare alla fine il colpaccio, cioè di arrivare a quel fatidico 40 e qualcosa per cento, giusto per governare da solo e poter essere contemporaneamente, Presidente e Vicepresidente del consiglio, Ministro dell’economia e della guerra, capo della maggioranza e della opposizione. E bravi coglioni quelli che gliel’avranno permesso.

 

Quando le notizie “stridono”…

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Chi segue il blog sa che sono molto sensibile ai temi dell’informazione e delle fake news. Sono uno “scettico” di natura che non credo a tutto quello che mi viene propinato mediaticamente, perchè so che molte volte dietro una notizia se ne nasconde un’altra completamente diversa. E’ il caso del povero carabiniere ucciso al centro di Roma, una drammatica notte di Luglio.

A parte il doveroso cordoglio ai familiari di Mario Cerciello Rega, militare dell’arma ben noto per la sua professionalità ed umanità, c’è un secondo fatto che mi sconvolge su quanto è accaduto.

E’ come si sono cambiate le versioni nel giro di un giorno.

Premetto che riporto semplicemente quello che si è saputo tramite i media (telegiornali, radio e giornali).

La prima versione dei fatti suonava più o meno così:

Una signora, a cui era stata rubata la borsa o lo zaino, chiama i carabinieri in quanto, provando a telefonare al suo telefono che stava in borsa, qualcuno le aveva risposto proponendo di farle riavere il maltolto tramite il pagamento di un quid, 100 €. Tutti i media parlano del cosiddetto “cavallo di ritorno”, la classica estorsione che viene fatta per far riavere indietro il maltolto. Evidentemente, visto che tutti i media usano le stesse parole, è chiaro che queste sono contenute nella versione “ufficiale” dei fatti.

La signora andava all’appuntamento a cui si presentavano anche due carabinieri in borghese, e in quella occasione succedeva il malfatto. Un nordafricano, che era lì con un suo complice, attaccava alle spalle il carabiniere infliggendogli una serie di coltellate mortali.

Dopo un giorno, sembra che si siano trovati i colpevoli. Nell’albergo dove soggiornavano i due “malfattori” sarebbero stati trovati lo zaino, un coltello simile a quello utilizzato, vestiti intrisi di sangue e lo zainetto (sembra fosse uno zainetto, non una borsa). Uso il condizionale perchè riporto le parole udite da skytg24.

Però, però la storia sembra sia completamente diversa. La signora che aveva telefonato sparisce. I due nordafricani anche. La signora diventerebbe un pusher che ha fregato i ragazzi dando loro delle pasticche che non contenevano droga. I ragazzi cessano di essere nordafricani per diventare “studenti modello” americani, forse stile “Amanda Knox”, che, alla ricerca evidentemente di qualche emozione forte, rubano lo zainetto al pusher. (zainetto, borsa, borsello? boh)

Resta il dubbio come mai un pusher chiama la polizia per riavere il suo zainetto, tanto più che probabilmente, se è un pusher in piena attività, nello zainetto c’erano delle dosi ? E tutt’e due le storie stridono alquanto. Perchè tutto questo? Cosa c’è dietro?

Nel frattempo, sempre che almeno questa notizia sia vera, i due sarebbero in stato di fermo emesso dalla locale Procura di Roma per omicidio aggravato in concorso e tentata estorsione.

Naturalmente non sta a me dare risposte. Io mi faccio solo delle domande. Staremo a vedere…