Panico a Torino …

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Sui tanti feriti ieri a Torino durante la trasmissione della partita Juventus-Real Madrid a Piazza San Carlo a me vengono spontanee alcune riflessioni e domande:
1) Il terrorismo ha ormai creato uno stato di allarme ingiustificato nella popolazione?
2) Non è colpa anche dei media pubblicizzare oltremodo ogni attentato ed ogni fatto di sangue pur di fare audience? Questa dovrebbe essere la vera libera informazione,
o c’è qualcosa di distorto in essa?
3) A Torino si sono tenute conto delle normali misure di sicurezza che dovrebbero essere applicate durante un qualsiasi spettacolo e/o evento pubblico? Vie di uscita sufficienti,
controlli, percorsi sdi esodo in sicurezza?

A me pare che questo triste episodio dimostri molte cose, intanto che siamo sotto effetto del terrorismo psicologico dell’ISIS ma anche dei media e degli stati che dicono di combattere
l’isis e invece se ne servono per fini interni.
Poi, una considerazione generale sulla natura umana, quando scoppia il panico la gente si comporta nella maniera più irrazionale, a Torino, al momento dello scoppio del petardo
(o presunto tale) la gente non era più fatta da persone normali ma una mandria di bufali che calpestava tutto e tutti. Nei filmati si vedono 10 ragazzi che cercano di bloccare
la folla impazzita facendo ampi gesti che non è successo nulla, sono le uniche persone che non hanno perso la testa, ma non c’è niente da fare, tutti a correre non si sa dove non si sa perchè.
Anche se fosse un atto terroristico, non è detto che correre all’impazzata verso presunte vie di uscita sia la cosa migliore da fare, anzi sicuramente non lo è.
Si crea infatti una situazione comunque ingestibile che crea più pericoli di bombe vere. In tutto questo la pubblica sicurezza dov’era? A parte quei pochissimi volenterosi che hanno cercato inutilmente di
far cessare il panico non si è visto null’altro. E quelle transenne? A più di qualcuno è venuto in mente l’Heysel…

Non voglio entrare nel capitolo “responsabilità” ma da quanto detto finora appare evidente che le responsabilità ci sono, sia sul fatto specifico, sia “in generale”.

 

infine un commento su facebook di una amica che mi pare molto “azzeccato”:

<Nel paese dell’ognuno per sé e dio per tutti, l’Isis non ha dovuto fare niente. L’attentato ce lo siamo fatti da soli.
Un momento eccellente per riflettere sul nostro senso civico e sulla percezione “dell’altro” che abbiamo, dalla fila alla posta fino al momento del pericolo.
E che figura di merda a livello planetario, scusate.>

 

 

 

Giovanni Falcone 25 anni dopo

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Attentato a Manchester, il ricordo di Falcone, l’incendio all’ECOX che continua tra l’indifferenza di chi avrebbe il dovere di bonificare la zona, con diossina ed amianto che passeggiano tra i cittadini. Vorrei scrivere di tutto questo, ma faccio fatica.
Faccio fatica comprendere perchè passa il tempo e quello che accadeva una volta accade anche oggi. Non cambia mai niente. Perchè non cambiano gli uomini, non cambia la natura umana, non cambia questa società, violenta, ingiusta e cattiva.
25 anni fa Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Antonio Dicillo, in una corsia di autostrada che li riportava a Palermo, sacrificarono la loro vita per la nostra sicurezza, per il nostro benessere di cittadini, per la nostra libertà. Non possiamo e non dobbiamo MAI dimenticarlo!
Giovanni Falcone, nella sua carriera di magistrato, aveva visto di tutto. Colleghi doppiogiochisti e spioni, lo Stato che al momento in cui doveva ricevere l’incarico che gli spettava come erede morale di Caponnetto, , tramite il CSM, lo beffò, dando l’incarico ad un anonimo collega che non aveva la minima esperienza di mafia. Amareggiato, accettò la proposta di Martelli di continuare il suo lavoro antimafia dal ministero della giustizia.
Falcone era osteggiato, insultato da molti politici, proprio lui che non aveva potuto indagare i piani altissimi del potere politico stoppato da un Buscetta che gli aveva detto chiaro e tondo: “se le dicessi quello tutto quello che so, io sarei preso per matto e lei avrebbe perso credibilità nei suoi processi”. Ed allora la caccia al potere mafioso Falcone l’aveva continuata “seguendo la pista dei soldi”, come diceva lui. E per questo aveva collaborato con Rudolph Giuliani a New York, con Carla Dal Ponte in Svizzera, alla ricerca dei passaggi di denaro da un capo all’altro dell mondo. E questo modo di fare inchieste srisultò molto proficuo e Falcone divenne il nemico pubblico N° 1 sia per la mafia sia per il potere politico ed economico che faceva affari con la mafia.
Ma quando l’aereo atterrò quel giorno a Punta Raisi, pur conscio del rischio perenne che lo accompagnava, non poteva immaginare che quello sarebbe stato l’ultimo atterraggio nella sua amata terra. Quel gigantesco boato che squassò una fetta di autostrada fu accolto con bottiglie di champagne stappate in tutte le case mafiose e nei salotti borghesi degli amici degli amici e di molti “potenti” che coprivano importanti cariche istituzionali. Certo non si turbarono gli andreotti o i cuffaro, e forse neache tutti quelli che sproloquiavano del “professionismo dell’antimafia”, come lo chiamavano. Persino Pannella si era, in qualche momento, speso per i diritti civili ai mafiosi, e la sua campagna contro l’articolo 41 bis dura tutt’ora.
L’uniche cose che a Giovanni Falcone, da morto, forse lo consolarono furono il fatto di essere morto in Sicilia e di aver avuto accanto fino all’ultimo sua moglie, Francesca Morvillo. Anche lei faceva parte, come professione e come sentimenti, della sua guerra contro la mafia.
Per ricordarlo preferisco soffermarmi sul sorriso triste di palermitano arguto dotato di un tagliente senso dell’umorismo, che alcune volte rivolgeva in modo quasi macabro anche su sè stesso, nel presagio che qualcosa potesse accadergli.
Ciao Giovanni, rimani per me che non ti ho mai conociuto di persona ma è come se ti conoscessi da sempre, l’esempio inarrivabile di onestà e di coraggio.

Rogo di Pomezia, cosa non ci dicono!

incendioPOmezia

Ridicola l’informazione istituzionale e dei media riguardo il rogo del capannone della Eco X a Pomezia.
Le istituzioni:

Per l’Arpa tutto oK: NESSUN PROBLEMA PER LA SALUTE DEI ROMANI E DINTORNI.
«Durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria – fa sapere Arpa Lazio – sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Oltre a queste stazioni sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente».
A parte il fatto che l’Arpa effettua evidentemente i monitoraggi nelle aree ancora non soggette aI FUMI che seguono le correnti aeree dei venti, c’è da mettere in evidenza il solito tentativo di non “terrorizzare i cittadini” riguardo ai pericoli che si trovano di fronte, Per cui si agisce su un doppio binario: si negano rischi per l’ambiente, rimandando a futuri risultati sull’analisi dell’aria , e nello stesso tempo si chiede ai cittadini di Pomezia e dintorni di chiudere le fienstre delle loro abitazioni. SI bloccano centinaia di luoghi di lavoro e si lasciano aperti interi centri commerciali, Insomma, siamo al caos più totale!

Al di la di quando accerteranno le prime analisi sui fumi, vorremmo porre in evidenza:
1) un rischio DIOSSINA CERTO, non probabile! Infatti l’incendio della plastica provoca inevitabilmente la produzione di alcuni tipi di diossine, tutti quanti più o meno tossici
Caratteristiche principali delle diossine è la loro bioaccumulazione. Cioè a dire sono sostanze che si accumulano nei tessuti e negli organi, causando:
– alterazioni nel sistema immunitario
– danni allo sviluppo fetale
– sregolazione dell’equilibrio biochimico dell’organismo
– danni all’organismo riproduttore
– tumori di vario tipo
https://it.wikipedia.org/wiki/Diossine
Ricordiamo tutti gli effetti della tragedia di Seveso!
2) Rischio amianto molto probabile, in quanto sembra che le coperture fossero in cemento amianto. Un manager della ditta ha detto che si trattava di coperture in cemento ma di fatto, data l’epoca di costruzione dei capannoni, il “cemento” in questione non poteva essere altro che “cemento-amianto”, in pratica il solito eternit-killer. Ma su questo ancora mancano certezze, siamo solo nella fase delle ipotesi. Inoltre, dato che l’azienda smaltiva sostanze pericolose, non si può escludere la presenza nei fumi di metalli pesanti o altre sostanze inquinanti.
E’ bene quindi che i residenti in zone colpite dal fumo seguano una serie di accorgimenti per evitare il più possibile il contatto diretto o indiretto con queste sostanze (inalazione dei fumi o ingerimento di alimenti, o acqua, che sono stati inquinati dai fumi stessi)

P.s.: nella fretta dimenticavo le polveri sottili che sicuramente fanno parte del cocktail tossico portato appresso dai fumi… ma sono inezie… tutto va bene madama marchesa…

Migranti, siamo collusi con le mafie!

barcone_migranti

Se parla e straparla da anni. I politici, più o meno tutti, utilizzano l’argomento per farsi propaganda politica, evito di fare i nomi perchè non meritano ulteriore pubblicità a buon mercato sulla pelle della gente, ma questa non è una novità. Lasciamo stare chi dice cosa, vorrei solo andare al succo del problema. Ed il problema è che milioni di persone cercano in tutti i modi di abbandonare il loro paese, la loro città, la loro casa, alla ricerca di posti più sicuri in cui possano vivere quasi normalmente. E’ gente di tutte le estrazioni sociali e di ogni tipo di cultura, compreso persone laureate, che è stata costretta a lasciare il suo mondo perchè non aveva alternative. Perchè vive in un paese che non permette un normale sostentamento, o in un paese dilaniato dal terrorismo, o perchè c’è una guerra. Insomma, se io decido di lasciare casa e gli affetti per altri paesi sconosciuti viaggiando in modo che definirlo “rocambolesco” è poco, vuol dire che sono davvero costretto a farlo. Non mi muovo per capriccio o per futilii motivi. Mi muovo perchè dovo stò non posso più vivere.

Questa premessa è fondamentale, perchè troppo spesso si parla degli immigrati come se fosse gente maligna, cattiva che ha deciso di “romperci le scatole” a casa nostra. Loro avrebbero preferito senz’altro non “romperci le scatole” e se lo fanno è solo perchè non hanno alternative.
Detto questo e dato per scontato che i paesi da dove vengono sono i ipiù diversi, non solo siria, irak, libia ma anche tutti i paesi del sahel. del nord-africa, africa occidentale e centrale ma anche , addirittura, persone che vengono dall’asia e che, probabilmente, erano capitate in africa alla ricerca di lavoro, magari nelle zone di estrazione del petrolio.
Oggi questa gente è costretta, dopo aver fatto viaggi allucinanti via terra, a salire su un barcone arruginito, sfidare il destino, pagare caramente uno scafista e rischiare una traversata che non sarà proprio una passeggiata di salute, con alte probabilità di lasciarci le penne. NON HA ALTRE ALTERNATIVE. NON ESISTONO CORRIDOI UMANITARI. Non c’è possibilità di muoversi in maniera UMANA. O gli scafisti o niente! Questo è quello che accade oggi. Mille chiacchiere inutili attorno a questo. Politici che ci spiegano cosa si deve o non si deve fare, ma tutto continua ad andare come al solito.
Le ONG sono sotto attacco di molti partiti politici perchè farebbero “gioco di squadra” con gli scafisti. Ma la domanda mia è: qual’è oggi il sistema legale, pulito, regolare per spostare questi disperati in zone del mondo più accoglienti? Cosa sta facendo in merito la comunità internazionale, oltre a continuare a finanziare ed armare centinaia di gruppi terroristici ed a provocare guerre nei paesi in questione ed a favorire il dissesto economico degli stessi?

NULLA

Nessuno fa NULLA. Si da l’opportunità agli scafisti di continuare il loro immondo commercio. Non ci si spreme minimamente le meningi per trovare soluzioni accettabili. Che poi le soluzioni sarebbero semplici:
1) Aprire corridoi umanitari da utilizzare per permettere ai profughi di trovare un paese di arrivo senza rischiare odissee infinite e senza alimentare il business degli schiavvi
2) Intervenire nei paesi colpiti da carestie, guerre, terrorismo e tutto il resto. Come? Facendo fare dieci passi indietro al colonialismo economico, militare e politico che schiavizza decine di paesi sottosviluppati economicamente anche perchè schiavizzati dai paesi egemoni. Dando l’opportunità alle varie economie locali di potersi risollevare, senza indebitarsi, creando delle economie sostenibili che si reggano con risorse locali e manodopera locale. Facendo un gigantesco embargo verso il commercio di armi in tutti questi paesi. Non finanziando più il terrorismo internazionale e locale, cosa che quasi tutti i servizi segreti fanno attualmente anche se nessuno lo dice. Aiutando l’Africa ed i paesi del medio oriente 2a poter essere sempre più autonomi economicamenteù
3) Stop colonialismo! Non rapinare più i paesi del cosidetto “terzo mondo” rubando loro petrolio, gas, ed altre materie prime strategicamente fondamentali. Non depredando le terre con acquisti in grande scala come fanno i cinesi in africa.
4) Chi proviene da un paese drammaticamente povero deve avere gli stessi diritti di un profugo di guerra.
5) Non lo faranno mai, motivo per il quale io sarò sempre dalla parte dei più deboli.
6) Che devono essere accolti anche da noi, ma con modalità diverse (i corridoi umanitari di cui sopra, chiusura dei lager o campi di concentramento per profughi, stop al business delle pseudo-cooperative o proprietari di case e strutture ricettive che lucrano sulle disgrazie degli immigrati, creazione di attività lavorative particolari a favore degli immigrati, riguardanti tipi di lavori che gli italiani non fanno più, ecc ecc)
7) Insomma RENDERE PIU’ UMANO quello che oggi è disumano. Oggi si favoriscono le mafie di trafficanti di carne umana, il caporalato, la prostituzione clandestina ed obbligata, si crea una enorme quantità di povere persone che sono sotto scacco della criminalità organizzata che le usa come manovalanza ad esempio per lo spaccio di stupefacenti. Questo è un sistema fatto a vantaggio della criminalità organizzata, delle mafie e dei profittatori. E chi non muove un dito per cambiare le cose (ed oggi nè istituzioni, fino al più alto livello, nè politici lo stanno facendo) è da ritenersi COLLUSO CON QUESTO SISTEMA CRIMINALE!

SONO STATO CHIARO??

Piccoli crimini coniugali

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Approfittando dello sconto del secondo mercoledì del mese torno ad andare al cinema a vedere “Piccoli crimini coniugali”.

Un particolarissimo film di Alex infascelli.

Claustrofobico, poco cinematografico anzi totalmente teatrale. Nel bene e nel male.

Nel bene, riguardo alla recitazione di Castellitto e Buy che confermano, ancora di più, di essere degli ottimi attori.

Nel male. perchè nel calarsi in un clima teatrale battute e dialoghi hanno il sopravvento su una storia. Ed il cinema dovrebbe essere sempre il racconto di una storia. Che emozioni, che smuova sentimenti. e qui invece si rimane “appesi” a dei dialoghi spesso improbabili, lontani dalla vita reale, molto “intelletuali”.

A me ha ricordato certi film “teatrali” di Roman Polansky, anche se con trame totalmente diverse.

La trama si racconta in poche righe. Uno scrittore di successo perde la memoria durante un incidente e torna a casa c ercando di recuperarla con l’aiuto della moglie. Man mano viene a galla una verità diversa da quella che si pensava e la trama si intreccia su stè stessa. I due personaggi duellano in un ambiente claustrofobico che sembra un ring di pugilato, con continui cambi di prospettiva a 180 gradi.

Da vedere o da non vedere? Premesso che non è nè un capolavoro nè un film imperdibile, a me ha suscitato parecchia curiosità. Lo consiglio a chi vuole uscire dai soliti generi cinematografici stereotipati. Film girato in presa diretta, e questo particolare rende più pregevole ancora la recitazione dei due protagonisti.

Voto al film: 6,3

Voto ai protagonisti: 7

Voto al regista: 6 –

Buon uso di alcuni brani del passato in una colonna sonora che sottolinea alcuni momenti topici del film.

Ci siamo sbagliati su Trump!

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Ebbene sì, diciamolo, ci siamo sbagliati su Trump. Pensavamo che, nonostante i suoi slogan disgustosi in politica interna,  almeno in politica estera avrebbe fatto meglio di Obama e di Killary, detta così per i suoi stretti rapporti coi generali del pentagono e per aver dato il decisivo appoggio iniziale all’Isis. E invece anche Trump ha seguito la logica guerrafondaia americana, quella di dare lezioni di “democrazia” a tutto il mondo con le bombe. ieri Saddam oggi Assad. Stessa la voglia di estirpare regimi scomodi agli Usa ed ai suoi alleati (Israele e Arabia Saudita ed Emirati in genere).
Quando è uscito fuori questa storia del presunto uso di armi chimiche da parte del governo siriano, la mente è andata subito a Saddam Hussein, al suo “arsenale chimico” ed alle sue “armi di distruzione di massa” presunte e mai trovate, perchè mai esistite. Fino ad ora è lo stesso, identico copione. Gli Usa ed i paeasi occidentali tra Assad e l’ISIS scelgono senza tema di smentita l’Isis. E trovano sponda nella Turchia. Alla faccia dei “poveri bambini siriani”, fatti ostaggio dalla propaganda americana/occidentale.
Dispiace vedere l’Italia e l’Europa schierarsi acriticamente con gli Usa per volefre a tutti i costi l’abbattimento del regime di Assad. Facile immaginare cosa succederebbe in caso di sconfitta di Assad. Ci sarebbe nel Medio Oriente l’ennesima nazione in preda alle guerre tra fazioni, senza un govefrno stabile, con i tagliagole islamici a farla da padrone!
E non lamentiamoci poi, per favore, se centinaia di migliaia di pèersone scappano terrorizzate e cercano rifugio in europa ed in Italia. Siamo anche noi i colpevoli!

Riflessioni sull’assassinio di Emanuele Morganti ad Alatri

 

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Questo fatto tremendo ci colpisce per una serie di motivi:
1) la brutalità dei fatti. Un ragazzo è stato massacrato scientemente da un gruppo di persone, per futilissimi motivi, persone che non si sono fermate neanche quando ormai era chiaro che le cose per Emanuele si stavano trasformando in tragedia. La crudeltà di infierire su un corpo ormai esanime rende ancora più crudele questo assassinio.
2) nessun testimone, a parte i due amici di Emanuele che hanno cercato di portarlo in salvo.
Il clima di omertà in paese è pesantissimo. Sembra esserci una vera e propria “faida” che divide gli abitanti di Alatri e quelli della frazione di Alatri, Tecchiena. Diciamo “sembra” perchè molti cittadini di Alatri respingono questa idea definendola assurda.
3) I ragazzi sicuramente erano un pò tutti su di giri per via dell’alcol, Emanuele e i suoi amici
si stavano facendo dei “shottini” di Vodka mentre il ragazzo che sembra abbia infastidito per primo Emanuele era ubriaco.
4) la violenza rischia di generare altra violenza. I parenti dei due arrestati sono stati costretti a lasciare il paese per paura di linciaggi o vendette. Ad esempio, su facebook, nel gruppo “Emanuele Morganti Giustizia”, c’è chi propugna chiaramente la “vendetta” che “lava il sangue col sangue”, c’è chi vorrebbe la morte degli aggressori.  Questo è l’altro aspetto più sconcertante e non riguarda soltanto Alatri e dintorni.
C’è una violenza incredibile nella nostra società. Violenza che genera atti assurdi come quelli che hanno massacrato Emanuele e  rischia anche di generarne altri, altrettanto assurdi, viene invocata da molti la legge del taglione, “occhio per occhio, dente per dente”, non rendendosi conto che le FAIDE non hanno mai risolto un problema anzi hanno sempre avvelenato ambienti, città, creando una continua serie di violenze senza fine che contagiano tutto l’ambiente e non lasciano scampo a nessuno e rovinano le vite di intere famiglie.

Noi non ci poniamo come giudici nè nei confronti degli assassini nè di chi vorrebbe la vendetta. Ci dispiace molto, però,  che la nostra società detta “civile”, stia raggiungendo dei livelli di “inciviltà” veramente spaventosi, di cui questi atroci fatti sono soltanto dei segnali.

Ognuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza perchè la  nostra piccola violenza quotidiana, anche solo verbale, alimenta la grande violenza che talvolta si esprime in questi tremendi fatti di cronaca. Siamo un pò tutti colpevoli e dobbiamo riflettere per allontanare la violenza dalla nostra società. Violenza causata da mancanza di volori, estraneamento, inconsapevolezza, utilizzo dello “sballo” con droga ed alcol come forma di divertimento.

Mancano i valori di solidarietà, di rispetto, ormai c’è un forte individualismo che provoca il fenomeno del “branco” che infatti è formato da persone che non hanno più il senso della ciomunità, sono ridotti a cellule impazzite che si raggruppano per fare azioni riprovevoli e violente.  Non sono uno psicologo e non pretendo di interpretare la realtà, ma certo un minimo di analisi su questi avvenimenti va sicuramente fatta, al di la delle ragioni o delle colpe dei singoli. Infine, l’ultimo dato, quello della inefficienza e lentezza della giustizia italiana, che rende ancora più penosa la situazione dei familiari delle vittime. Anche su questo ci sarebbe tantissimo da fare, una giustizia che dura decenni, nelle sue varie fasi dibattimentali, è sostanzialmente una giustizia ingiusta, SEMPRE.

Lo straordinario incontro casuale con Fausto Delle Chiaie

Talvolta, camminare per Roma ti porta a fare degli incontri assai particolari. E’ quello che mi è capitato qualche settimana fa, passando vicino all’Ara Pacis, Sapevo di un artista che esponeva delle sue opere estemporanee all’aperto, ma non avrei mai pensato di poterlo incontrare e poter discutere con lui delle sue opere. E’ quello che è accaduto, ne ho tratto un video di cui qui vi mostro la prima parte.

8 marzo festa della donna, mah…

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Samantha Cristoforetti, la donne “simbolo” italiana dell’anno 2015

Considerazioni sparse sull’otto marzo…

Non credo molto al valore delle “feste” della donna, del papà, della mamma, della memoria, del malattia x, dell’ambiente ecc ecc.

Bisognerebbe festeggiare ogni giorno tutto, ovvero vivere con maggiore consapevolezza, ma è così difficile, quando veniamo distolti da mille stupidi problemi quotidiani e non ci accorgiamo del mondo che ci gira attorno…

Non credo alla “festa” perchè è spesso solo un mero lavaggio della coscienza sociale.

Come se la festa della donna fosse la risoluzione di tutti i femminicidi o come se “essere donna” sia di per sè un valore.Essere donna di per sè non è un valore, basti pensare alla sindrome di Medea, le madri che uccidono i loro figli, sono donne anche loro, sono madri eppure sono dei mostri, anche se inconsapevoli.

Certamente ho preso un caso limite, che non fa statistica. Ma è solo per segnalare che
Il vero valore dovrebbe essere per ogni giorno dell’anno “l’essere umano” in primis e “l’essere” subito dopo, ovvero anche gli animali, e la natura e l’ambiente ancora dopo.

Facciamo tutti parte di questo universo, come uomini abitanti della terra siamo presuntuosi, perchè pensiamo di essere l’ombelico del mondo mentre invece ognuno di noi è un microscopico granello di sabbia, che non conterebbe niente se non fosse attorniato da altri granelli per fare una spiaggia. E dovremmo avere il massimo rispetto per i nostri simili, per i nostri compagni animali e per l’ambiente dove viviamo. Sempre. Con particolare attenzione nei confronti dei più deboli e indifesi.

Odio la retorica della festa delle donne, allo stesso modo che odio la retorica tout court.

La donna oggi, in Italia, accede alla maggior parte delle professioni.

Quarant’anni fa commentavamo con delle risatine ironiche il fatto che in Unione Sovietica ci stavano le “donne spazzino”, che nella nostra fantasia malata immaginavamo come strane donne barbute e forzute, oggi ne è piena l’italia, di graziose operatrici ecologiche, e nessuno ci fa più caso.

Alcune professioni sono diventate addirittura prettamente femminili, insegnanti, giudici, architetti ad esempio sono declinati per lo più al femminile. Altre, quelle tecnico scientifiche ad esempio lo stanno diventando. Perchè la donna sembra avere maggiore capacità nello studio ed è più duttile nel ragionamento.

E’ chiaro che il quadro non è idilliaco. Basti pensare a:
I femminicidi. Quasi ogni giorno si sente la notizia di qualche sciagurato, direi meglio criminale, che brucia la sua ex non rassegnandosi alla sua perdita. Questi fatti rappresentano una certa incapacità maschile a metabolizzare la fine rapporto. Presi da un malato senso di ingiustizia perchè qualcosa di “proprio” ci è stata tolto si agisce in modo da distruggere l’oggetto perduto. E non uso la parola “oggetto” a caso perchè certe azioni non è pensabile riferle ad una persona in carne ed ossa. Siamo quindi alla spersonalizzazione della donna “ex”. A me non mi verrebbe mai in mente di bruciare, uccidere chiunque a meno che quella “chiunque” non sia per me solamente una “cosa” di mia proprietà persa, da poter distruggere senza rimorsi.

le violenze, quelle che le donne subiscono quotidianamente e che non usciranno mai allo scoperto, rimanendo una ferita aperta per tutta la vita. E per violenze non intendo solo quelle fisiche tipo marito ubriaco che picchia la moglie ma anche quelle morali, ad esempio di subire delle avances non richieste da persone che sfruttano una situazione di momentaneo potere
per infastidire in modo pesante e subdolo la donna. Anche i ricatti sul lavoro sono violenze ed anche quelli riguardo la possibilità di rimanere incinta (tipo: se-rimani-incinta-ti-licenzio). Queste cose avvengono ancora anche oggi.

la sottovalutazione della donna in certi ambienti prevalentemente maschili. dove le poche donne sono viste di primo acchito come il fumo negli occhi da parte dei maschietti, risatine, battute e altro… In questi campi, penso ad esempio in un campo che conosco come l’edilizia, le donne presenti hanno dovuto conquistarsi lo spazio con i denti (penso a geometri, ingegneri, architetti, ispettrici delle ASL ecc). L’unico settore dove le donne sono non ci sono per niente ancora oggi è quello dell’edilizia a livello di muratori, manovali ecc… Per un fatto semplicemente di mancanza di adeguata forza fisica. Anche nelle fabbriche la componente femminile è molto forte. Da segnalare però che la crisi economica e la riduzione dei posti di lavoro ha riportato molte donne a casa, togliendole dal mondo del lavoro, per via dell’idea che è meglio tutelare per primi i capofamiglia piuttosto che le donne, che dovrebbero rappresentare, nella loro famiglia, il secondo stipendio.

In questi ragionamenti “sparsi” non ho parlato del ruolo della donna a livello internazionale e di altri paesi e/o civiltà. Potremmo parlare di certe pratiche orrende, che sono ancora presenti in alcuni paesi, come quella dell’infibulazione e tanto altro ancora. Il ruolo della donna nelle società è diverso da nazione a nazione, spesso da tribù a tribù o da comunità a comunità,

Infine, in corrispondenza della festa dell’8 marzo 2017 c’è da segnalare uno sciopero generale per me incomprensibile, l’ennesimo sciopero dei trasporti. Mi chiedo se non ci sia qualcosa che non funziona in una società dove di media due giorni al mese c’è uno sciopero dei trasporti, talvolta a livello locale talvolta a livello nazionale. Ma questa è tutta un’altra storia che affronteremo un altra volta, perchè dietro il disagio nel mondo dei trasporti ci sono dietro manovre bene precise, ad esempio per privatizzare le aziende pubbliche.

 

P.s.: Nella foto ho messo Samantha Cristoforetti, che è l’esempio della forza della donna quando vuol fare quello che più gli piace. Diventare astronauti non è facile neanche per un uomo italiano, figuriamoci per una donna. Ma lei c’è riuscita, e pure alla grande. Ha riscosso rispetto, simpatia e stima da tutti i suoi colleghi e da tutto il mondo che l’ha seguita, giorno dopo giorno, nelle sue lunghe giornate in orbita (per 200 giorni!)