E’ morto “Totò” u curtu…

riina

E’ morto Totò Riina, soprannominato “Totò u curtu” o “la Belva”.

E’ stato il più importante Capomafia per quasi 40 anni. Il capo-dei-capi.

Fu soprannominato “La Belva” per la crudeltà con la quale era uso far fuori non solo i nemici della mafia ma anche i suoi compari mafiosi quando pensava si potessero frapporre tra lui ed il Potere Mafioso Assoluto.

Superò infatti la logica dei “Mandamenti”, per la quale la mafia precedentemente aveva un carattere locale, essendo divisa in “Mandamenti”, che pressapoco rappresentavano province o pezzi di provincia. A livello più alto i vari mandamenti si riunivano periodicamente per decidere la politica mafiosa in senso più ampio, programmando insieme “gli affari” a livello globale oppure le intimidazioni e le uccisioni da porre in atto. Se un mandamento doveva compiere una azione nel territorio di competenza di un altro mandamento si doveva far autorizzare da quest’ultimo, altrimenti tale azione sarebbe considerata un grave sgarbo.

Le azioni più importanti erano decise dall’assemblea dei mandamenti.

Riina superò tutto questo, uscendo dall’ottica dei mandamenti stessi. Per far questo lui ed i suoi compari “corleonesi” (tra cui spiccava Provenzano) ingaggiarono una guerra senza quartiere contro i capi del mandamento palermitano, che sottovalutano quei due contadini incolti che provenivano da Corleone, chiamandoli sprezzatamente “viddani”.

Uccise tutti i suoi avversari prima ancora che essi si rendessero conto di essere nel mirino di Riina.

I referenti politici di Riina e Provenzano furono alcuni uomini politici della corrente di Andreotti, in particolare Vito Ciancimino, di cui si è tornato a parlare recentemente per via della trattativa Stato-Mafia, che avvenne durante il periodo delle grandi stragi mafiosi quando alcuni elementi, a livello istituzionale, dello Stato, scesero a patti con la parte meno violenta di cosa nostra (alias Provenzano) per impedire che la parte più violenta (alias Riina) continuasse a fare quelle ecotombe di morti. In cambio si prometteva l’attenuazione del carcere duro per i mafiosi ed altri “ammorbidimenti” nonché un cambio sulla normativa riguardante i pentiti. Dalle ultime dichiarazioni di Massimo Ciancimino sembrerebbe che Provenzano sia stato lasciato libero per diverso tempo proprio per attivare questa trattativa.

A carico di Riina, oltre le uccisioni dei suoi avversari mafiosi, le principali stragi di mafia degli anni novanta (Falcone e Borsellino) e la carneficina dei parenti di pentiti.

Comunque, ora Riina è morto, ci ricordiamo la futile polemica dei radicali a favore della scarcerazione del boss per la detenzione domiciliare. Riina è morto in ospedale, come sarebbe morto qualsiasi cittadino, quindi appare ancora più inutile quella richiesta. Anche perchè non possiamo mai SCORDARCI la sfilza lunghissima di persone, più di cento, di cui molti servitori dello stato, uccisi vigliaccamente da Riina ed i suoi accoliti.

Totò Riina, che le fiamme dell’inferno, se esiste, ti accolgano con tutto il loro calore!!

 

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Quando i diritti decadono…

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Domenica scorsa vado ad un grande centro “brico” di Roma, ha aperto da poco e stà vicino la Prenestina. Ho appena parcheggiato e sto passando vicino ai posti riservati ai disabili, vedo due tizi con una macchina che parcheggiano su uno spazio dedicato ai disabili. Guardo meglio: sono due robusti signori e non c’è nessun pass di disabili appiccicato sulla macchina. Mi avvicino a loro e gli faccio notare che il posto che hanno occupato è riservato ai disabili. Quelli mi guatrdano con aria minacciosa e mi dicono “cazzo-me-frega” e se ne vanno. Provo a contattare un dipendente privato della sorveglianza, a cui spiego quello che è accaduto. Mi risponde, sconsolato, che gli spazi sono pubblici, già sono capitati fatti del genere, ed in quei casi, sotto segnalazione di clienti, chiamarono loro stessi la municipale di Roma. Risultato? Zero. Nessun controllo, nessuna multa ma direi di più, nessun intervento e nessun interesse da parte dei vigili urbani di Roma a far rispettare la legge.

Inoltre la mia compagna mi fa notare che ho rischiato anche di essere menato da quei due “simpatici” energumeni. Come capitò quando apostrofai dei ragazzi francesi che facevano il pediluvio al fontanone. Non fui menato neanche lì ma secondo lei rischiai…

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Morale? La morale è che continuerò a rompere le scatole a tutte le persone incivili che infestano le nostre città, anche a rischio di essre “menato” e vorrei che tutti i cittadini facessero come me. Se tutti si ribellassero al malcostume, alla maleducazione ed alla mancanza di rispetto verso gli altri  cittadini  più deboli e verso il “bene comune”, bè forse si sarebbe fatta già una BELLA RIVOLUZIONE…

Spesso ci lamentiamo perchè le nostre città fanno schifo eppure non muoviamo un mignolo per cambiarle…

Dustin Hoffman, molestatore anche lui?

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Si torna a parlare di molestie ad Hollywood, ma direi, più in generale, di molestie di persone famose verso altri, riesumate a distanza di decenni.

Intanto chiariamo una cosa: cos’è davvero una molestia?

Credo che sia un argomento scottante abbastanza difficile da maneggiare. Ognuno di noi ha, nella sua vita, fatto delle avances a qualcun’altro, non mi riferisco in particolare ad un genere maschile o femminile perchè la questione può essere intercambiabile ed anche omosessuale. Ma, in fin dei conti non è questo il punto secondo me, il focus del problema dovrebbe essere un altro.

Un semplice “provarci” con un’altra persona si può considerare molestia? E fino a che punto? Quanto si può insistere senza entrare nel novero dei “molestatori”? Come distinguere un tentativo maldestro di approccio sessuale con la “molestia sessuale”?

Tralasciamo da questa casistica gli stalking veri e propri, che riguardano approcci continuativi “malati ed ossessivi” da parte di chi li attua ed affrontiamo il nocciolo del problema. Qui non si tratta necessariamente di persone “malate”, anche se in alcuni casi si tratta di persone ossessianate dal sesso, ma di persone che utilizzano un potere, che può essere momentaneo, casuale ma anche no, per cercare di costringere una persona in momentaneamente più debole a cedere ad avances sessuali.

Il punto focale del problema è IL POTERE. Se non c’è il potere di mezzo la presunta “molestia” può essere derubricata, in mancanza di violenza o costrizione vera e propria, in un approccio maldestro, se non si prolunga diventando stalking.

Quello che dovrebbe farci indignare, SEMPRE, è il caso di quando viene utilizzato il potere per costringere qualcuno a cedere a delle avances altrimenti improponibili. Volete dei casi? Bè, andiamo dal caso di un medico o infermiere di opedale che approfittano della situazione con una paziente, il capoufficio che, tramite promesse o minacce, cerca di portarsi a letto la segretaria, chi vuole approfittare di una persona disabile o momentaneamente tale, chi cerca approcci con minorenni o persino con animali, o comunque con persone che sono in palese difficoltà. Gli esempi, nella vita quotidiana, possono essere migliaia, e quasi ogni donna ha vissuto situazioni di questo tipo almeno una volta nella propria vita. In genere viene considerato un episodio brutto, si reagisce, non si sottostà, si sopporta o si denuncia a secondo dei casi, e tutto finisce rapidamente. Ma non è sempre così. Se il rapporto con l’altra persona è per forza continuativo (tipo il caso di lavorare nello stesso posto), bè allora, avere un caporeparto che molestia continuamente può essere una grande scocciatura pesante da gestire.

Quindi? Quindi ecco, dopo James Toback, Kevin Spacey, Brett Ratner e naturalmente Wenstein, questo nuovo caso di un Dustin Hoffman che avrebbe molestato 32 anni fa una stagista diciassettenne, Anna Graham Hunter, durante le riprese del film Tv “morte di un commesso viaggiatore”, dove lei lavorava nello staff.

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«Era il mio primo giorno sul set quando mi chiese di massaggiargli i piedi (glieli massaggiai). Flirtava apertamente con me, mi ha palpeggiato il sedere, parlava di fare sesso con me e di argomenti a sfondo sessuale. Una mattina gli portai la colazione in camerino e disse: “Oggi voglio un uovo sodo e un clitoride alla coque”. Quelli del suo staff scoppiarono a ridere, io me ne andai esterrefatta. In bagno scoppiai a piangere.

Il suo rapporto durante le settimane di ripresa fu comunque ambivalente, se è vero che scrisse nel suo diario: “Nessuno è al 100% buono o cattivo. Hoffman è un porco, ma mi piace un sacco.

anna graham hunter

E poi, Anna aggiunge: adesso che ho 49 anni, capisco che quella avuta con Dustin Hoffman non è altro che una delle tante esperienze vissute da una donna ad Hollywood ma anche altrove. Lui era un predatore, io poco più che una bambina e quelle sono state delle molestie vere e proprie.

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Trovate tutto in questo articolo su www.hollywoodreporter, in cui ci sono anche estratti del suo diario e delle lettere che scriveva alla sorella:

Cosa dire, è un bello spaccato di un maschilismo che ha considerato e considera le donne oggetti sessuali e non persone, forse ancora peggio di “semplici” molestie sessuali…

La questione catalana

 

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In queste ore il popolo Catalano sta subendo una dura repressione da parte della polizia spagnola. Suona strano dire questo, visto che la Catalogna è Spagna ed i Catalani sono anche spagnoli. Premesso che l’utilizzo della polizia contro dimostranti inermi e normali cittadini è cosa assai spregevole e sbagliata, mi chiedo ha senso o no la richiesta d’indipendenza della Catalogna?

La Catalogna è una delle regioni più ricche ed importanti della Spagna. Non si può dire che sia nella situazione in cui si trovano alcune regioni del sud Italia rispetto il resto dell’Italia, anzi. Quasi un quarto del PIL spagnolo proviene dalla Catalogna. La Catalogna ha una storia, una cultura, una lingua propria e diversa da quella spagnola ma ha fatto parte della Spagna da diversi secoli. Finchè ci furono gli Aragonesi, la Contea di Barcellona, alleata al Regno di Aragona, godeva una certa autonomia. Le cose cambiarono con l’avvento di Filippo V, intorno al 1700. Lingua ed istituzioni catalane furono assorbite dal reame spagnolo.

Poi, gradualmente, la Catalogna riprese una certa autonomia anche linguistica fino all’avvento del franchismo che cancellò ogni tipo di autonomia. Con il ritorno alla democrazia, anche la Catalogna partecipò alla redazione di una nuova costituzione nazionale che per dando ampi margini di indipendenza alla Catalogna, confermava l’Unità istituzionale della Spagna.

Dal 2010 è andata montando una nuova forte ondata autonomistica che si è espressa in grandi manifestazioni di piazza. Adesso, con questo referendum, si è riaperta una ferita per lo stato spagnolo. La richiesta di autonomia, da una pa rte può sembrare una giusta rivendicazione di un popolo che chiede l’affermazione dei suoi diritti, dall’altra la posizione di un governo spagnolo, che deve far rispettare una costituzione unionista e non riesce a gestire in modo incruento una crisi di queste proporzioni.

Non riesco a capire quale sarebbe la cosa migliore da fare. Accettare completamente le richieste catalane significherebbe dare la stura ad altre situazioni forse ancora più spinose, prima tra tutte la questione Basca. D’altra parte sembra evidente che occorrerebbe dare un segnale positivo su alcune delle richieste, in modo da una parte di non comprimere le rivendicazioni dei cittadini catalani e dall’altra di mantenere una unità statuale spagnola nell’ambito di indipendenza parziale dei Catalani. Come si possa realizzare tutto questo non lo so, ma andrebbe fatto di tutto pur di evitare inutili spargimenti di sangue, facendo sì che il buonsenso vinca di fronte a posizioni troppo radicali.

Da quello che stà facendo il Premier Rajoy, tutto mi pare si stia facendo meno che cercare di risolvere la questione in modo davvero democratico, magari cambiando alcune parti della costituzione spagnola. Del resto neanche il precedente governo  Zapatero aveva preso sul serio il problema.

La cosa che mi fa riflettere è, ha senso che alcune regioni dei paesi europeisi stacchino dai rispettivi stati? E’ giusto che le attuali realtà nazionali di disgreghino a vantaggio si singole comunità regionali? Si andrebbe avanti o indietro se avvenisse tutto ciò? E’ chiaro che i cittadini si sentono tutelati da istituzioni che siano meno lontano possibile anche geograficamente da loro stessi. Ma il distacco completo della Catalogna dallo Stato Spagnolo avrebbe una serie di conseguenze non sempre così facili da prevedere.

Una cosa è certa. Queste richieste nasc ono anche dalla sensazione, da parte dei cittadini, di non essere abbastanza considerati dagli stati nazionali e peggio ancora dalla UE, e questo crea una forte accelerazione verso gli indipendentismi, Serve un’europa più democratica e più vicina ai cittadini europei e degli stati più attenti verso le diversificazioni, le culture e le economie regionali. La cecità delle istituzioni è la prima madre degli avvenimenti che si stanno consumando in queste ore a Barcellona ed in tutta la Catalogna.

Al di la di tutto, non può non andare un caloroso abbraccio al popolo catalano che sta soffrendo una ingiusta repressione da parte di un potere politico incapace di affrontare situazioni spinose come questa.

 

Le tante balle sulle elezioni in Germania

Screenshot-2017-9-26 elezioni germania - Cerca con Google

Le elezioni tedesche hanno dato alla Merkel una mezza vittoria, infatti la cancelliera sarà costretta a fare il prossimo governo con liberali e verdi, che hanno dei programmi per molti versi opposti. In Germania la Merkel ha vinto solo perchè ha perso meno voti dei socialdemocratici. In realtà i democristiani tedeschi hanno perso 73 seggi mentre i socialdemocratici ne hanno perso 45, ma, considerando che il raffronto è effettuato rispetto ad una situazione che era molto favorevole ai democristiani, questi restano nettamente la prima forza del paese.

Sconcertante appare il commento dei politici e dei media italiani, che parlano di “rischio nazismo in germania” per quel 12 e rotti per cento presi dal partito di destra AfD. E’ l’ennesima dimostrazione di come l’intellighentia italiana non sia in grado di interpretare gli andamenti politici in europa. Perchè questo voto tedesco, in realtà, è tutto meno che un ritorno al nazismo.

Intanto il AfD ha una composizione molto variegata, se c’è qualche negazionista del nazismo ma è un elemento quasi di contorno se non folkloristico. Del resto i vari leaders dell’AfD hanno sempre negato con forza qualsiasi tipo di “nostalgismo”. Neanche può essere sufficiente indicare posizioni ultra-cattoliche, visto che una dei leader è lesbica dichiarata. Questo vuol dire che i punti principali del partito sono diversi da quelli troppo semplicisticamente segnalati dai media italiani.

In realtà chi ha votato AfD probabilmente è stato spinto dall’euroscetticismo, dalla lotta all’immigrazione e dall’allontanamento dai grandi , e soliti, partiti. Su queste tre gambe nasce il successo del AfD. Successo in parte analogo a quello della Le Pen in Francia. Di queste posizioni deve tener conto l’europa, ma sembra che ancora manchi la consapevolezza di saper accettare il forte malessere che gli elettori di mezza europa ormai mandano ai loro rispettivi governi e partiti politici.

L’euroscetticismo nasce dalla consapevolezza che questa europa basata sull’economia e sul potere delle banche è ben lontana da quella sognata dai cittadini europei. L’europa dei cittadini europei in realtà non è mai nata, mentre è cresciuta sempre di più quella legata ai poteri forti economici, che non tiene conto delle differenze sostanziali tra i vari stati, con economie molto diverse che non possono correre insieme senza adeguati correttivi che sono mancati. E poi la fantasiosa scelta di un invalicabile rapporto Debito/Pil che non ha nessuna giustificazione, e poi il MES, e poi tanto altro. Quell’”altro” che ha messo in ginocchio interi paesi, per prima la Grecia, ma poi a ruota seguono Italia e Spagna, paesi mandati in rovina da meccanismi europei assurdi.

Per quanto riguarda il movimento contrario all’immigrazione, esso trae la nascita non tanto e non solo dalla xenofobia, frutto di ignoranza e sottocultura, ma soprattutto dal fatto che questa immigrazione è stata ed è gestita in modo FOLLE dai vari governi, Si spedisce povera gente disperata in luoghi dove viene data loro un posto letto ed un piatto di minestra ignorando il fatto che queste persone hanno diritto di integrarsi, di poter lavorare, avere una casa, ricostruire cioè una vita. Invece vengono resi ancora più disperati, e questo li fa diventare troppo spesso vittime della criminalità organizzata, dallo spaccio, ai lavavetri alla prostituzione “coatta” (della serie ti ho fatto venire in europa ora ti devi prostituire per contraccambiare il “favore”).Per non parlare delle politiche colonialiste che ancora oggi sono appannaggio di molti paesi europei. Quello che diceva Thomas Sankara nel 1987 vale ancora oggi. Noi, i paesi di quello che una volta chiamavamo “terzo mondo”, li deprediamo, gli togliamo le ricchezze e gli diamo armi con le quali esportiamo anche la guerra. E poi, per sedare le guerre che abbiamo provocato, li bombardiamo.  Se non si eliminano le cause, è assurdo solo sperare di far cessare l’immigrazione alzando muri. Ma questo è un altro discorso…

Per quanto riguarda i partiti tradizionali, essi si sono allontanati così tanto dai cittadini che vengono visti, giustamente, come delle Caste che fanno i loro interessi. IL problema è che le nostre democrazie sono le democrazie del gioco delle tre carte. Ovvero anche le elezioni sono truccate perchè il potere scveglie per te non solo i partiti di governo ma anche chi farà opposizione, che in sostanza rimane sempre e solo “l’opposizione di sua maestà”-

La gente, sia pure bombardata dalla propaganda ufficiale, non è stupida, e cerca un’alternativa dove può. E dato che oggi i “regimi democratici” poggiano il loro potere su una mancanza di alternative serie, ci si accontenta del AfD di turno, che potrebbe essere stata ieri la Le Pen e domani la lega o il m5s, con tutti i limiti di costoro, limiti che li fanno essere, per lo più, delle “false alternative”.

Pitbull, una macchina per uccidere?

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Una serie sconcertanti di episodi, l’ultimo dei quali avvenuto ieri, mi hanno spinto a scrivere questo post: gli episodi riguardano attacchi, spesso mortali, di Pitbull, nei confronti di persone.

L’ultimo episodio riguarda la morte di una bambina sbranata da i due pitbull di casa. Il fatto è avvenuto a Flero, in provincia di Brescia. La bimba era appena entrata in giardino quando è stata aggredita mortalmente dai due cani. A niente sono valsi i tentativi del nonno, rimasto ferito, di salvarla. I Pitbull sono rimasti in giardino impedendo ai carabinieri accorsi di entrare, per cui è stato necessario ucciderli per cercare di salvare, inutilmente, la piccola ed il nonno.

La madre ha detto che “l’unico che sapeva trattare con i due cani era il marito, momentaneamente assente.

Altro fatto, accadute sempre ieri, 17 settembre 2017, riguarda tre donne aggredite a casa dal pitbull, di cui una delle tre era la proprietaria, e costrette a calarsi dalla finestra aiutate dai vigili del fuoco intervenuti per salvarle. Il tutto non deve essere stato facile data l’età di due delle donne (76 e 81 anni).

Altre notizie di aggressioni ad opera di Pitbull le trovate in coda a questo post.

Io non sono un esperto di cani, ma da amante degli animali, so che, come dice quel detto “ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO”. Cioè a dire, non possiamo pretendere nel comportamento degli animali in genere, che debbano agire come neanche noi agiamo. Se noi ci sentiamo attaccati o in pericolo,, reagiamo e così fanno tutti gli animali. Anche gli animali possono essere aggressivi, la pericolosità dipende poi dal tipo di animale in questione. Persino gli animali gregari, abituati a stare in branco e che non sono predatori possono essere pericolosi se, ad esempio, si va ad incidere nel loro “spazio vitale” o ci si avvicina troppo a loro o ad i loro piccoli. Il senso di protezione verso la propria prole è innato in ogni essere vivente. Ma in generale, ogni essere vivente può interpretare, qualsiasi nostro atteggiamento, come una minaccia nei suoi confronti. Pochi giorni fa sono stato punto da una vespa. Ebbene sono stato punto perchè, con un gesto istintivo col braccio ho sercato di allontanarla e lei mi ha punto per difendersi, Altre volte lo fanno per difendere il loro nido. E così è con tutti gli animali. Torniamo ai cani ed ai Pitbull in particolare.

Leggo alcuni articoli in rete riguardo i Pitbull. Vengono considerati in genere cani non particolarmente aggressivi, molto competitivi, molto coraggiosi e molto “tignosi”. Una volta che “prendono” qualcosa (o qualcuno), raramente sono disposti a mollare la presa. Geneticamente sono stati allevati per combattere e per difesa, quindi portano con loro una certa aggressività indotta che non sarebbe però la loro indole. In condizioni normali sono cani tranquilli, docili e pazienti ma di carattere dominante e forte. Capaci di difendere il padrone fino alla fine. Non sono cani adatti per persone che non hanno mai avuto cani, occorre molto “polso” ed esperienza nel saperli trattare. Molteplici i casi di Pitbull che convivono senza problemi con bambini piccoli, subendo anche le torture di questi ultimi. Meglio però evitare di trovarsi in situazioni del genere…

pitbull

Il Pitbull può trasformarsi negativamente in un “pericoloso aggressore” in condizioni di forte stress o pressione psicologica, e le sue aggressioni possiamo dire che corrispondono al burn out di un lavoratore stressato. Occorre conoscere perfettamente il proprio Pitbull, la sua psicologia e le sue possibili reazioni indotte, e mantenere comunque dei comportamenti di sicurezza (ad esempio mettere sempre museruola e guinzaglio quando esce fuori di casa, monitorare bene il comportamento a casa in presenza di estranei, bambini o altre persone o animali).

Il problema è però che vanno trattati ed educati in modo corretto. Se invece sono addestrati in modo scorretto e trattati dai padroni in modo superficiali, come si tratta un gatto (il quale non reagirà mai sbranando il padrone ma più filosoficamente scapperà via, e per questo preferisco i gatti!) o un animaletto innocuo, senza considerare ad esempio l’importantissima gerarchia di valori che i Pitbull hanno, il loro senso di appartenenza, si corre il rischio di fare anche grossi guai. Dico questo perchè in genere se l’animale fa qualcosa di scorretto c’è un errore “a monte” che lo ha causato. Il Pitbull ha un capobranco di riferimento, che dovrebbe essere in genere il padrone. I familiari o amici del padrone sono tollerati ma, non essendo considerati capobranco, non sono per il cane un punto di riferimento assoluto per quanto riguarda l’obbedienza. Anche il padrone, comunque, anche se venisse riconosciuto dal cane normalmente come tale, talvolta può essere, per vari motivi, non più riconosciuto come capobranco e quindi non avere più l’autorità necessaria per farsi rispettare. Gli esperti ci dicono che il Pitbull va fatto muovere parecchio, in modo che scarichi la sua forte energia, e va invogliata la sua socialità nei confronti degli altri cani.

Ma di tutto questo, i proprietari dei pitbull, ne sono coscienti? Oppure tengono dei cani così impegnativi ignorandone le problematiche? Talvolta le persone acquistano un cane come se acquistassero, un gioiello, una pelliccia o una bella macchina. L’acquisti, è tua e ci fai quello che vuoi. NON E’ COSI’! A parte che un vero amante degli animali, se vuole un cane, dovrebbe prenderlo tra quelli abbandonati nei canili piuttosto che andare a fare shopping nel negozio, avere un cane che può aggredire qualcuno è come andare in giro con un’arma carica priva di sicura senza saperla custodire. SI diventa un rischio per tutta la comunità umana. La colpa, in caso di incidente, è dell’arma o di chi la possedeva?

Queste sono alcune riflessioni indottemi dai recentissimi fatti di cronaca, e voi, come la pensate?

Avete mai avuto un Pitbull? Cosa ne pensate degli incidenti che accadono con questi o altri tipi di cani?

Altre aggressioni di Pitbull avvenute nel 2017 in Italia:

Villa Raspa. L’altra sera aggredita una donna da un pitbull

Spoltore Notizie-29 giu 2017

L’altra sera, un pitbull (senza museruola e guinzaglio), ha aggredito e ferito gravemente una donna a Villa Raspa di Spoltore, nei pressi della ..

Azzannato ed evirato dal suo pitbull, trentenne gravissimo – Rai News

http://www.rainews.it/…/rainews/…/ContentItem-e9c26e28-a031-4cba-89f7-f0d8002ccd13….

Azzannato ed evirato dal proprio pitbull ieri sera nel suo appartamento in zona via Padova, un 30enne è ricoverato in condizioni molto gravi ma non in pericolo …

Coppia di pitbull azzanna due bambine, una è grave – Varese News

http://www.varesenews.it/2017/02/coppia-di-pitbull-azzanna-due-bambine/596239/

17 feb 2017 – Due cani di razza pitbull hanno ferito due bambine all’interno di un giardino privato.

Donna sbranata a morte. Bimbo di 20 mesi aggredito alla testa: i killer …

http://www.secoloditalia.it/…/donna-sbranata-a-morte-bimbo-di-20-mesi-aggredito-alla-testa…

08 lug 2017 – Una donna nel Reatino aggredita a morte dal suo molossoide. Bimbo di 20 mesi aggredito e morso alla testa da un pitbull dei vicini a Catania: ..

Nettuno – Donna aggredita da un pitbull, il padrone scappa

http://www.ilclandestinogiornale.it › Cronaca

19 mar 2017 – Donna a passeggio con il suo cagnolino aggredita da un pitbull, ma il padrone si dà alla fuga senza prestare soccorso. Per la signora 7 giorni ..

Rezzato, donna aggredita dal cane del figlio | QuiBrescia

http://www.quibrescia.it › Home › Provincia › Bassa bresciana

13 mag 2017 – Venerdì 12 maggio a Rezzato, nel bresciano, una donna è stata aggredita in casa dal cucciolo di pitbull del figlio. Quest’ultimo vive proprio con 

Brescia: donna aggredita dal pitbull del figlio, finisce in ospedale

it.blastingnews.com/…/brescia-donna-aggredita-dal-pitbull-del-figlio-finisce-in-osped…

15 mag 2017 – E’ accaduto che una donna di 65 anni sia stata aggredita dal pitbull del figlio: era uscita dalla porta di casa per ritirare la posta e al suo rientro è ..

Donna mandata a terra e azzannata da un pit bull – Cronaca – La …

lanuovaferrara.gelocal.it/…/donna-mandata-a-terra-e-azzannata-da-un-pit-bull-1.155303…

24 giu 2017 – Brutta avventura per una 45enne comacchiese: è ricoverata al Delta «Ho temuto il peggio». Non è ancora escluso il ricorso a un’operazione.

Pitbull morde il suo nuovo proprietario e non permette ai soccorritori …

MilanoToday-12 feb 2017

Un uomo di 66 anni è stato aggredito dal pitbull che aveva adottato da qualche giorno. E’ successo a Saronno nella mattinata di sabato 11 

Anziana azzannata dal pitbull dell’amica

http://www.quotidianodellumbria.it (Comunicati Stampa) (Registrazione)-15 set 2017

Una donna di 78 anni è stata azzannata dal cane della sua amica, … L’anziana era andata a trovare la sua amica ed é stata aggredita

Cantù, due pitbull sfuggono al proprietario

La Provincia di Como (Registrazione)-20 lug 2017

Uno dei due pitbull, sfuggiti al controllo del proprietario, le è corso … Che, in un secondo momento, ha aggredito la nonna, una donna di 50 …

La Pazza Gioia, vista un anno dopo la sua uscita…

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Vi parlo oggi di un film in realtà uscito nel 2016 ma che io ho visto solo ieri in prima televisiva su raitre.

Un film che fu molto applaudito a Cannes, dove fu presentato alla Quinzaine des Réalisateurs .

Un film che ebbe molti premi sia ai David di Donatello (5 premi tra cui la regia e la miglior attrice non protagonista, Valeria Bruni Tedeschi) che ai “Nastri d’argento” (7 premi sia a Virzì, che ad Archibugi, che ad entrambe le attrici).

Due le protagoniste: Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti. Diciamo subito che l’ottima regia di Virzì si affida moltissimo su queste due attrici, che io amo particolarmente. Due attrici tanto belle quanto brave.

Valeria Bruni Tedeschi, che incarna stupendamente in ogni film la femminilità nel mondo di oggi e Micaela Ramazzotti, straordinaria e camaleontica attrice che ogni volta fatico a riconoscere. Ogni nuovo personaggio si trasforma anche fisicamente fino a rendersi irriconoscibile tra un film ed un altro.

Tanto Valeria esprime sempre la stessa fisicità femminile, tanto Micaela si trasforma ogni volta.

Il tema era impegnativo.

Il disagio mentale. Virzì ha narrato che l’idea del film, l’amicizia delle due donne, nacque vedendo, mentre era sul set di un altro suo film, sua moglie, Micaela Ramazzotti, incinta, camminare sulla neve in modo incerto, aiutata amorevolmente dall’amica Valeria Bruni Tedeschi. E’ bastato questo “flash” per dare il primo decisivo spunto al film di Virzì, il quale si è fatto aiutare da Francesca Archibugi, che già aveva narrato i temi intorno al “pazzia” in altri film.

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Vedendo il film mi è venuto in mente, trovando delle analogie riguardo non tanto alla trama ma al movimento corale dei personaggi, niente di meno che “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Questo mix tra drammaticità e comicità, spesso involontaria, dei personaggi.

L’incontro tra due donne con due percorsi di vita completamente diversi, la Bruni proveniente da una famiglia ricca che si era rovinata per colpa del suo bizzarro carattere, altalenante, che la portava a rapportarsi col mondo in maniera ingenua, mettendola in mano a truffatori di ogni tipo e che ogni tanto la portava a compiere gesti clamorosi. La Ramazzotti invece, donna di umili origini, ragazza madre, col figlio che le era stato tolto dai servizi sociali.

Questa assenza del figlio nella sua vita l’aveva portata ai limiti della follia.

L’incontro di questi due caratteri bizzarri crea quella scintilla che cambia completamente la loro vita. Il loro rapporto le rende diverse, la cura che ognuna delle due pone verso l’altra ha una influenza terapeutica reciproca. Quello che le persone “normali” non riuscivano a dare loro se lo “regalano” vicendevolmente loro stesse, ed ognuna trova la sponda per sistemare, se non risolvere, i lati oscuri della loro vita.

Quante riflessioni si potrebbero fare riguardo al “disagio mentale” visto dalla parte di noi (sedicenti) persone “normali”. E su strutture sanitarie incapaci di fronteggiare questo fenomeno e su medici che non comprendono nulla di quello a cui hanno a che fare. Bellissima l’immagine del medico che, vista la Ramazzotti ranicchiata, quasi svenuta, sopraffatta più che altro da un senso di solitudine e disperazione, l’abbraccia e la rialza. Ricordandosi per un attimo di essere un uomo, in grado di avere compassione del dolore, prima ancora che essere un medico che applica freddamente spesso inutili terapie.

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La loro avventura fuori della comunità dove si erano conosciute, questo tuffo nel mondo come due novelle “Thelma & Louise” (la citazione è evidente e sottolineata dalla scena in automobile). Dà una scossa alla loro vita.

La sceneggiatura ogni tanto vacilla, talvolta sembra incepparsi il meccanismo, ma poi riprende forza, grazie all’energia delle protagoniste.

Certo, vedere il film in TV non è lo stesso che vederlo al cinema, ma nonostante tutto, nonostante le sempre tremende interruzioni pubblicitarie, sono riuscito ad arrivare alla fine appeso a quella tensione emozionale che correva lungo il filo del racconto.

Complimenti a tutti, oltre le due protagoniste abbiamo visto alcuni attori comprimari di una certa importanza, da Anna Galiena a Marco Messeri, invecchiati come si invecchia tutti, purtroppo, ma sempre validissimi attori.

Terrorismo “Low cost”…

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La nuova frontiera del terrorimo “low cost”: il furgone sulla folla…
Un furgoncino come ce ne sono milioni, due o tre persone, in genere reclutate tra la delinquenza comune, meglio se provenienti da un paese arabo, ma anche no.
E per quanto riguarda il “terrorismo” tra virgolette, alla domanda “perchè” e “chi”? chiedetevi invece “cui prodest” e scoprirete che dietro magari c’è il business della sicurezza, delle armi e c’è un neocolonialismo rampante pronto a inventarsi nuove guerre.
Una lotta armata che abbia un retroterra politico credibile dovrebbe colpire i potenti della terra, mai dei cittadini innocenti.
Invece questi attentati fanno solo vittime innocenti. In Europa, in Africa, in Medio Oriente, in Asia, dovunque sempre le stesse vittime inocenti.
Quando vedete ancora queste immagini o ascoltate notizie del genere, pensateci. A chi ci può essere dietro.
Niente guerre di religione, niente “ideali” politici, sia pure distorti, solo il Potere che pretende le sue vittime sacrificali.
Noi, “normali” semplici cittadini, uguali in ogni parte del mondo nella nostra fragilità.

L’ecologica trappola per vespe

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E’ ecologica anche se  in fin dei conti fa sempre un po’ di dispiacere uccidere delle creature, anche se si tratta di fastidiose vespe.

Questa trappola per vespe è fantastica, basta mettere dentro un po’ di acqua zuccherata ed un pezzo di frutta per attirare vespe, mosche ed anche formiche. Sì, perchè al nell’acqua zuccherata ho aggiunto anche bicarbonato e lievito di birra, che non fanno bene alle formiche ed arrivano ad ucciderle (non ho capito né il meccanismo né la tempistica ma sembra che funzioni).

La trappola l’ho messa da un paio di settimane, attaccata ad un ramo dell’albero ed almeno 2 vespe al giorno le ho eliminate, alcuni giorni molto di più…

Ogni due giorni la pulisco e sostituisco l’acqua zuccherata e tutto il resto. Che dire, funziona! Senza usare sostanze nocive. Ogni tanto rimane intrappolata qualche mosca. Le formiche vengono dal ramo dell’albero, soprattutto quando non c’è nessuna vespa, e si gettano avidamente nell’acqua zuccherata. Col trucchetto del bicarbonato+lievito di birra qualcuna ci rimane secca…

Però la cosa riguarda pochissime formiche mentre invece servirebbe un “marchingegno” che agisca su molte formiche, che mi sembrano abbastanza immuni da trappole ed altri congegni, che funzionano in modo assai parziale e poi sono composte anche da sostanze velenose.

Le formiche hanno un’organizzazione sociale eccezionale,  quelle “contadine” che si occupano della frutta degli alberi o delle piante dell’orto, quelle che girano per casa, sembra che non ci sono, ma se lasci una caramella per terra dopo un’ora trovi  un’ammasso di formiche che ti chiedi: ma da dove sono venute?

Ma delle formiche parlerò un’altra volta.

Per oggi il post era dedicato a questo marchingegno geniale che toglier di mezzo le vespe, che in campagna ce ne sono tante. Mi dispiace per loro, ma almeno questo problema l’ho risolto!

 

I LAVAKA DEL MADAGASCAR

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FOTO PRESA DA: http://voices.nationalgeographic.com/2013/12/16/journey-behind-the-lens-dodging-madagascars-plague-outbreak/

I lavaka in Madagascar sono il risultato di un secolare processo di erosione del terreno causato da una continua deforestazione del territorio che, in circa 2000 anni, ha perso oltre il 90% delle sue foreste.

La causa, un sistema di coltivazioni che prevedeva di bruciare una fetta di foresta per poter coltivare riso o altro, che cresceva velocissimo dopo la stagione delle piogge. Questo, all’inizio veniva fatto in spazi limitati ed a rotazione, con un periodo di “riposo” del terreno che poteva durare anche alcuni decenni in cui la foresta poteva rinascere parzialmente e quindi non aveva un grosso impatto ambientale.

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FOTO PRESA DA: http://www.lucabracali.it/portfolio/madagascar-2/

Quando poi questo sistema è diventato più diffuso ed ha interessato aree molto più vaste, in tempi più ristretti, il territorio non ha avuto più la capacità di “rigenerarsi” e dopo gli incendi ed è diventato sempre di più sterile ed improduttivo. Nel periodo coloniale francese c’è stato il boom della deforestazione ed oggi i risultati sono devastanti.

Via via abbandonato dall’uomo il questo terreno ha visto impoverirsi la copertura vegetale ed hanno cominciato a nascere queste “ferite” del territorio, chiamate in lingua locale “LAVAKA”.

Queste ferite sono molto appariscenti nel paesaggio in quanto mostrano il rosso del terreno lateritico ricco di ossidi di ferro, non per nulla il Madagascar è definita “L’isola rossa” e sorvolandola si nota effettivamente una forte prevalenza cromatica del rosso persino su alcuni fiumi, che trascinano parte della terra erosa verso il mare.

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Il Madagascar è un paese bellissimo che merita assolutamente di essere visitato, un incredibile mix tra asia ed africa, con alcune specie vegetali ed animali uniche al mondo. Dedicheremo altri post a questo bellissimo paese.