Raccolta fondi per Alessandra

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Non sono un amante di collette nè di donazioni ad anonimi o associazioni di cui spesso non si sa nulla e talvolta sono truffe. In questo caso faccio un’eccezione. Ale non la conosco personalmente ma da anni seguo la sua avventurosa e personalissima  guerra contro un qualcosa che normalmente neanche abbiamo il coraggio di nominare: il cancro. Lei ha deciso di fare quello che in genere i malati non fanno: guardare in faccia il suo nemico ed accettare la sua malattia come parte di sè stessa.

Il cancro c’è anche quando non c’è. Potenzialmente siamo tutti malati, spesso abbiamo tumori dentro di noi e neanche lo sappiamo. Per fare un esempio circa il 70% degli uomini adulti che muoiono hanno un tumore alla prostata e molti sono vissuti fino a tarda età senza neanche saperlo! Questo per dire che il cancro è un qualcosa col quale dobbiamo convivere. I medici non garantiscono la guarigione assoluta dal cancro, e non potrebbero altrimenti. Il cancro non sviluppa degli anticorpi, ognuno di noi può ritrovarsi anche domani un cancro in qualsiasi parte del corpo, ed è una specie di botta in testa che ti arriva improvvisamente  e ti lascia sconvolto.

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Ale è una ragazza testarda che ha deciso un bel giorno che questa bestia chiamato cancro non può disporre  come vuole della sua vita e del suo corpo, è lei che vuole avere il pallino in mano, anche se in certi momenti è dura e sembra tutto perduto.

Il tutto nasce da un tumore al seno, solita operazione, solito trattamento chemio, dopo 5 anni altra metastasi al fegato e poi una lesione al cranio nel 2018. Ma lei è ancora viva, c’è, combatte, balla il flamenco e non si arrende. Vola in Germania per nuove cure e da qui l’idea di poterla aiutare oltre che moralmente anche economicamente.

Ma ecco le sue parole:

<Qualche spiegazione – ovviamente laica! – al miracolo di cui sopra ce l’avrei! In questi anni ho imparato a non identificarmi con la malattia. Ho coltivato uno spirito critico, una resilienza, una curiosità, una voglia di capire e di chiedere sempre, a costo di rompere le ovaie a oncologi e prof!

Ho vissuto, amato, viaggiato, nutrendomi di arte, impegno sociale e politico e soprattutto di flamenco, alè!

Il cancro è una malattia che fa paura, ha origini multifattoriali e per questo credo debba essere affrontata su diversi piani. É il cosiddetto approccio olistico, un orientamento che si prende cura non solo dell’organo colpito, ma di tutto il corpo, sostenendo il sistema immunitario (messo a dura prova dalle sole terapie tradizionali), la mente e lo spirito.

Dal 2015 ho intrapreso un percorso di medicina integrata, rivoluzionato la mia alimentazione, ho iniziato agopuntura, migliorato il mio stile di vita, meditato, intrapreso un percorso psicoterapeutico di conoscenza e consapevolezza. Last but not least, ho ripreso le scarpette da danza da anni appese alla parete!

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Ho ancora un sacco di cose da fare in questa vita e queste cure sono importanti per migliorare la mia prognosi e la mia qualità di vita.

Io non mi arrendo!>

Per aiutarla andate al seguente link:

Ci sono alcuni metodi di pagamento tra cui un semplice bonifico.

 

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Mi ricordo quel 9 maggio…

Oggi è il 9 maggio ed è il giorno in cui mi ricordo tre diversi fatti tragici  avvenuti in Italia, sia pure in anni diversi, che mi sono rimasti stampati nella memoria.

L’uccisione di Aldo Moro, da parte delle B.R., ed il ritrovamento del suo corpo dentro una renault rossa, in via Caetani, a due passi dalle Botteghe Oscure.

 

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Di quel periodo ricordo che il rapimento del Presidente della D.C. procurò grandissimo clamore. Ricordo anche un episodio di cui fui testimone diretto. In quel periodo ancora facevo politica e fui fermato per un volantinaggio non autorizzato. Mentre venivo portato al commissariato ascoltai, dalla radio della volante, la voce concitata della centrale operativa che annunciava un fatto gravissimo avvenuto a via Fani. La notizia doveva essere inusuale anche per le pattuglie perchè fu seguita da una serie di richieste di chiarimento da parte dei riceventi, cosa che in genere non accade. La voce della centrale operativa disse seccamente: attenzione trattasi di persone molto pericolose. Ancora non si sapeva esattamente come era avvenuto l’agguato e forse neanche chi erano le vittime. Tutto si chiarì più tardi quando al commissariato a me ed un mio amico, fermati poco prima, fu detto sbrigativamente di andarsene perchè cose molto più gravi erano nel frattempo avvenute e quello che eventualmente poteva riguardarci era assolutamente marginale (“non posso perdere tempo con le vostre cazzate”) . Seppi solo più tardi che si trattava del rapimento di Aldo Moro.

Di quel rapimento mi colpì la serie di notizie che uscirono periodicamente, alcune delle quali erano chiaramente delle fake news o erano comunque “strane”, tipo la seduta spiritica nella quale sarebbe uscito fuori l’indirizzo di dove era tenuto prigioniero Moro. Mi ricordo che si fecero delle ricerche al Lago della Duchessa, a seguito di notizie depistanti. E poi si fecero delle ricerche a Gradoli. Curioso che poi successivamente uno covi delle B.R. fu trovato a via Gradoli, grazie ai pompieri che erano intervenuti per una perdita d’acqua (chiamati da qualcuno) E poi la storia, confermata dallo stesso Cutolo, del boss della camorra che si prestò ad un tentativo di mediazione coi brigatisti. Dentro l’affaire Moro ci fu di tutto, un via vai dei Servizi Segreti, gli americani, le lotte interne della DC. Sfortunatamente per Moro, la maggior parte di questi intrecci non era favorevole ad un suo salvataggio e Aldo Moro fu trovato via Caetani dentro il portabagagli della renault. La sua foto fece il giro del mondo e rimane indelebile nella mia memoria. L’altra testimonianza del caso Moro fu quando vidi a via Guido Reni, sede centrale della polizia, partire tutte insieme un numero incredibile di auto della polizia, in fila indiana con le sirene spiegate, tutte invano a caccia del rifugio di Aldo Moro. Una visione molto “scenografica”.

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Secondo fatto, quello della morte di Peppino Impastato, di cui non ricordo nulla all’epoca dei fatti, ma di cui seppi tutto a distanza di tanti anni e mi piace ricordarlo comunque  per la sua lotta alla mafia, senza alcuna paura.

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Terzo fatto, uno dei misteri giudiziari italiani, l’omicidio di Marta Russo. Fu una di quelle storie noir rimaste nei ricordi di quegli anni novanta, esattamente il 1997. Una morte assurda, per la quale furono condannati Salvatore Ferraro e Giovanni Scattone. Com,e in tutti i casi dove la verità non è stata mai completamente chiarita, anche in questo fatto le indagini furono lacunose, macchinose ed imprecise, fatto sta che la condanna dei due principali accusati non haa svelato tutta la verità, l’arma del delitto non è mai stata trovata, ed è rimasta una brutta pagina della giustizia italiana. Questo fatto si accomuna ad altre due morti misteriose, avvenute in giorni diversi, non il 9 maggio, ma che hanno un percorso simile di mistero e stavolta con dei colpevoli non trovati: il caso di Simonetta Cesaroni e quello della Contessa Filo della Torre. Ma di queste storie parleremo un’altra volta…

Rimangono i volti di questi tre personaggi assolutamente diversi l’uno dall’altro ma accomunati dal triste fatto di essere stati uccisi, ingiustamente, lo stesso 9 maggio.

Che Dio renda loro giustizia, se esiste…

Notre Dame ferita…

 

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Una cattedrale ricca di simboli, cristiani e non solo, di storia, la stessa storia della sua costruzione è interessantissima, costruita in due secoli, tra il 1100 ed il 1200 e poi, dopo circa altri 6 secoli, restaurata in modo piuttosto importante. Nel mezzo, una sere di modifiche riguardanti sia la struttura che gli ornamenti.

Qui Napoleone Bonaparte si fece incoronare Imperatore, ma prima di lui molti re seguirono questa usanza. Notre Dame come testimone importante della storia francese ma anche europea, storia cristiana ma anche non, visto che la Comune di Parigi, il 10 novembre del 1793, la fece diventare, da basilica cristiana a “Tempio della Ragione”

Personalmente ho un ricordo dovuto ad un mio rapidissimo viaggio a Parigi nel quale riuscii, in poco tempo, a vedere tre simboli quali il Louvre, la Torre Eiffel e appunto Notre Dame, tra tutti quello decisamente più bello e più “magico”.

Poi, grazie a Victor Hugo ma anche al grande Riccardo Cocciante, Notre Dame ritorna nella storia del Gobbo con Esmeralda, meraviglioso musical che ancora miete tantissimi successi.

Infine il dramma di poco più di 24 ore fa:
Prende fuoco la Cattedrale e crolla la torre ed una parte della copertura con altri gravissimi danni. Oggi i parigini si radunano vicino alla Cattedrale, con lo sguardo ancora incredulo, perso nel vuoto. Notre Dame è un grande riferimento, religioso, nazionale, culturale, storico e vedere questo monumento così gravemente ferito fa male al cuore.

Come è potuto accadere? Difficile da dirlo. DI certo è che c’era un cantiere e che molto spesso, in passato, proprio un cantiere è stata la causa di incendi di importanti monumenti. Un corto circuito, un una bombola di gas usato per le impermabilizzazioni che esplode, la scintilla di un flex o altri duemila motivi. Di sicuro ci sono solo i danni.

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Adesso è il momento della ricostruzione…

Straordinario: Per la prima volta fotografato il buco nero di una ciambella!

SCOOP DA LERCINO.IT

Dal Nostro inviato a Crema, Jacques Profiteroll.

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Ebbene sì, ci avevano provato in tanti, ma quello che lo scienziato Domenico Struffoli è riuscito a fare ha dello straordinario. Con un telescopio a fotoni è riuscito a fotografare il buco della ciambella che il vicino Enrico Dolce si stava tranquillamente sbocconcellando alle 7 di mattina prima di uscire di casa. Grazie al nostro inviato siamo riusciti a trafugare questa prima immagine, esclusiva!!, dove si vede tutta la magia del buco nero della ciambella, con alcune parti intorno ancora integre. E’ la prima volta che si riesce ad indagare così in profondità dentro il buco nero della ciambella, e questo sembra confermare la teoria di Einstein, E=MC^2. In cui E=Enrico

M= Mangia

C=la Ciambella

Secondo indiscrezioni la prossima ricerca dell’illustre scienziato riguarderà la Rava e la Fava.

Seguiteci!!

C’era una volta il 113 … il 118… il 115…

C’era una volta…

… un numero diverso a seconda del tipo di emergenza,

112 per i carabinieri

113 per la polizia

115 per i pompieri

116 per il soccorso stradale

118 per il soccorso sanitario

Poi c’era il numero per la Guardia di Finanza, quello per le frodi annonarie, quello per i gli incendi boschivi (1515) , ecc ecc ecc.

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l pronto intervento funzionava benissimo! Gli interlocutori erano esperti del settore che sapevano benissimo come affrontare l’emergenza, chi interpellare per l’intervento, che domande porre al chiamante, come gestire al meglio nel giro di pochi secondi la chiamata emergenza. Se c’erano dei ritardi, ad esempio un’ambulanza che arrivava in ritardo, era colpa di una momentanea carenza di mezzi o di personale addetto.

Poi arrivò l’Europa, che chiese gentilmente a tutti i paesi di adeguarsi alla scelta di un numero unico delle emergenze. All’Italia, che non si dimostrò tanto pronta ad aderire al nuovo sistema, l’Europa minacciò pesanti sanzioni. 112

Quindi anche noi ci siamo adeguati. E nacque il NUE, Numero Unico di Emergenza. Per chiarire, il numero, il 112, sostituisce in Italia i “vecchi” numeri 112, 113, 115 e 118, i quattro più utilizzati numeri di emergenza.

Teoricamente sembrerebbe una semplificazione, un numero invece di quattro, MA…

Ma in Italia è successo da allora un gran casino. Intanto la gestione del numero unico è stata in alcune parti d’Italia gestita dalle provincie, in altre, dalle regioni. Ogni ente rigorosamente in ordine sparso. Per cui la gestione del 112 è di fatto diversa da città a città.

In alcuni luoghi d’Italia il numero unico funziona benissimo. C’è un sistema che instrada le chiamate direttamente verso polizia o carabinieri o verso vigili del fuoco o unità sanitarie d’intervento a seconda dei casi, ed evidentemente c’è un numero di addetti tale da permettere una risposta veloce e puntuale alle chiamate.

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In altre parti di Italia il sistema NON FUNZIONA. E’ di queste ore la storia della ragazza, in Sicilia, violentata da alcuni ragazzi balordi che ha cercato disperatamente per decine di volte di chiamare il 112 senza avere risposte. Questo sarebbe inammissibile ma avviene. Conosco persone che, nel momento di necessità,  hanno avuto difficoltà a chiamare il numero unico, cioè il numero non rispondeva o perchè occupato. Qui naturalmente, la colpa è della disorganizzazione o della scarsezza di personale addetto.

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Ma c’è un altro problema. Quando l’addetto al servizio, come capita ad esempio nel Lazio, proviene da una realtà specifica che non c’entra niente con il lavoro che vanno a fare. v342_1

Tempo fa sono stati assunti dopo regolari concorsi, per il centralino del 112, degli operatori sanitari che però non erano necessariamente esperti di soccorso, alcuni provenivano addirittura dal settore amministrativo(!).

E’ chiaro che queste persone non sempre sono in grado di gestire una chiamata di emergenza, non basta un breve corso per impratichirsi nel ruolo. Per gestire la chiamata d’emergenza o ci si limita a passare la chiamata all’ente di competenza, con spreco di tempo e doppi passaggi, o si deve affrontare la problematica direttamente.

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Pensate un individuo che ha lavorato come infermiere che riceve una chiamata per un furto o un atto di violenza in corso, o una rapina.

Non è facile gestire la chiamata, fare le domande giuste, dare suggerimenti, ecc. Una volta lo facevano gli esperti del settore di competenza, adesso un unico operatore deve essere “tuttologo”, esperto di rapine, incendi, infarti, fuga di gas, incidenti stradali, terremoti o qualsiasi altra emergenza.

Detto questo mi auguro che il sistema del numero unico di emergenza possa essere migliorato e sia omogeneo, nel meglio!, in tutto il territorio nazionale.

 

Se n’è andato Mario Marenco…

 

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E’ morto oggi Mario Marenco architetto, noto soprattutto per Alto Gradimento ed i suoi personaggi fantasiosi e stranulati. Con Arbore, Boncompagni e Bracardi creò un nuovo modo di fare la radio, in cui la fantasia, lo sberleffo e il talento artistico di Marenco e Bracardi riuscivano a catturare l’ascolto di tantissime persone. Io all’epoca ero un ragazzino e molto spesso rimanevo attaccato alla radio ad ascoltare quei buffi personaggi, di cui il giorno dopo si scherzava col compagno di banco e con gli amici.

In particolare di Bracardi ricordo la Sgarrambona, affascinante donna con voce piuttosto baritonale, il Poeta, che recitava poesie molto sintetiche e ripetitive, Raimundo Navarro, mitico astronauta perso nello spazio che smadonnava in uno spagnolo maccheronico, cabrones, cornudones…, ed il Colonnello Buttiglione, stranulato ufficiale che fece carriera, nel cinema, diventando Generale (interpretato da Jacques Dufilho).

Poi Marenco seguì Arbore in alcuni dei suoi programmi televisivi, tra i quali L’altra Domenica e Indietro Tutta.

Era anche un apprezzato architetto ed in questa veste ebbi modo di conoscerlo, una venticinquina di anni fa. Non potei non chiedergli se preferiva la sua vena artistica davanti il microfono o la telecamera o la sua attività di architetto.

Mi disse, con molta semplicità, e poca presunzione, che si divertiva di più a fare l’architetto.

Un altro pezzo dei miei ricordi giovanili che se ne va. Peccato!

Regionali in sardegna, le prime considerazioni

Ancora non sono arrivati i primi dati ufficiali ma dall’exit poolSardegnama appare evidente che: centrodestra e centrosinistra si contenderanno la carica di nuovo governatore della Regione Sardegna, che il M5S potrebbe restare il primo partito ma con un dimezzamento dei voti e poi di seguito, a pochissima distanza Lega e più sotto PD e FI e gli altri.

A parte la solita considerazione che a livello locale il M5S va peggio che a livello nazionale, è evidente che il M5S non ha candidati di spicco a livello locale, rimane il dato di una lega in forte ascesa anche nelle regioni dove prima non esisteva.

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Dei “vecchi partiti”, l’unico che fa passi in avanti è la lega, perchè la furbissima strategia di farsi recepire come una novità, anche se paradossalmente si è il partito italiano più vecchio, paga. E paga ancora la strategia salviniana di “un uomo solo al comando”. E la lega continua a rosicchiare voti a FI e non solo mentre un elettorato M5S disorientato preferisce l’astensione.

NOTA SUCCESSIVA: <Leggo successivamente alla scrittura di questo post, sul FQ, e faccio riferimento a questo link, che quasi tutti i candidati alla presidenza della Regione Sardegna hanno dei rilevanti precedenti penali (!!) Questo è un’altra grave pecca del nostro sistema politico. Pregiudicati e persone con la fedina penale sporca vengono ad ogni elezione tranwquillamente presentati dai partiti politici senza nessuna vergogna!!>

Gli italiani sono da sempre, purtroppo, ammaliati, dall’idea dell’Uomo Forte che risolve tutti i problemi. Selfini si è autocandidato in questo ruolo. Compare dappertutto, onnipresente nei media, cavalca furbescamente tutte le battaglie che hanno costo zero, tipo l’immigrazione, dove è facile trovare consensi, anche per la mancanza di alternative serie in giro.

Selfini che accoglie i pastori sardi al Viminale, scavalcando le competenze di altri ministeri, Selfini ministro degli esteri che va all’estero a parlare con leaders di altri paesi. Selfini ministro dello sport che discetta di sport.

Selfini ministro dell’energia che proclama la riapertura del discorso nucleare (follia allo stato puro!). Dice sempre di dare la parola alla volontà dei cittadini e poi le ignora bellamente. Con il referendum sul nucleare gli italiani avevano detto NO definitivamente alle centrali atomiche.

Come tutti gli “uomini soli al comando” costui è un pericolo pubblico. Lo dovrebbero capire i suoi elettori, abbindolati da promesse irrealizzabili e assurde (cosa potrebbe guadagnarci un elettore del sud dalla crescita della lega?).

Ma il Nostro ha dei validissimi alleati:

  1. il PD, che non ne azzecca una da decenni, non è il partito che tutela gli interessi dei cittadini, né tantomeno dei lavoratori, è diventato il partito delle lobbies e come tale si comporta. Molti l’hanno compreso e l’hanno abbandonato.
  2. FI e FdI. Il Cainano è alla frutta, i voti di FI stanno al minimo storico ed i residui si vanno evaporando. La nave affonda e molti fanno armi e bagagli in direzione lega. FdI dimostrano di avere un atteggiamento ondivago, talvolta pro governo, talvolta no, manca un progetto politico, ma stanno in buona compagnia, questo progetto oggi non lo ha nessuno
  3. M5S. Li ho lasciati per ultimi ma sono parte del problema. Hanno canalizzato e sprecato le risorse alternative del paese. Hanno reso nulla la volonta reale di cambiamento degli italiani, cedendo il pallino alla lega e disgregando i propri principi fondanti, già in partenza non totalmente condivisibili. Su NOTAV e FREEVAX hanno ceduto al conformismo dilagante ed ai poteri forti, sul TAV hanno dovuto mostrare una posizione apparentemente forte ed in realtà debolissima, di cui selfini ha approfittato, prendendoli in giro con il congelamento temporaneo dell’opera, che è una presa di tempo della lega per poi cambiare le carte in tavola quando sarà più forte. E poi il M5S sconta tutte le magagne che ha dalla nascita. Il fatto di essere un partito azienda, proprietà di poche persone, di avere una democrazia interna apparente ma non sostanziale, le decisioni le prendono pochissime persone ed alla rete rimane lil potere solo di ratifica. Persino i parlamentari sono molto arrabbiati per il fatto di contare poco o nulla. Manca una classe politica, un team tecnico-politico in grado di fare proposte competenti sui vari temi, mancano personaggi in grado di governare, non c’è un gruppo dirigente, non lo si è mai voluto per paura di Grillo e Casaleggio di perdere la loro leadership. Adesso che si tratta di governare i nodi vengono al pettine, ed è molto tardiva l’idea di Di Maio di aprire a liste civiche collegate. Hanno sempre voluto monopolizzare l’opposizione ai vari livelli locali, mettendo all’angolo i vari di movimenti civici di cittadini.

Su cosa occorre sperare? A mio avviso occorre, innanzitutto evitare che l’Uomo solo al comando prenda il potere da solo, sarebbe un disastro per tutti noi.

Serve un movimento politico Civico, che vada oltre le etichette destra/sinistra, e che tuteli i diritti dei cittadini:

  • Ridiscussione dei trattati europei e del dogma dell’austerità
  • -Lavoro, far girare l’economia più che con nuove opere mettendo mano a quelle esistenti, scuole fuori norma, ponti che crollano, paesi che franano, edifici abbandonati da riutilizzare, case private da ristrutturare in modo energetico e antisismico. Non servono nuove grandi opere per dare ossigeno alle imprese!
  • Diritto a scuola e sanità pubblica funzionanti e migliorate
  • Libertà di scelta nel campo della salute
  • Sovranità monetaria. Usare la moneta nelle varie forme per far riprendere l’economia.

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  • Maggiore democrazia. Maggiori possibilità di controllo da parte dei cittadini su tutti gli atti di governo a livello nazionale e locale. Referendum a quorum zero. Democrazia rappresentativa con più possibilità per nuovi gruppi di cittadini a partecipare ad elezioni avendo possibilità di vincere (meno firme per la presentazione di liste, più spazio nei media per le liste meno conosciute ecc)
  • Lotta ai conflitti di interesse
  • Ambiente, occorre tutelare a 360° l’ambiente con il consumo zero del territorio, rifiuti zero, monitoraggio delle fonti inquinanti, spinta decisiva verso le fonti di energia rinnovabili e pulite.

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  • -Rispetto degli animali

Chi vorrà portare avanti tutto ciò?

Riprenderemo il discorso perchè servono cittadini di buona volontà per portare avanti dei progetti condivisi di alternativa allo schifo di oggi.

Finalmente in galera il Celeste Formicone!

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No! Non si tratta di un componente della famiglia di imenotteri. IL soggetto in questione apparteneva fino a ieri alla Casta degli Intoccabili, quelli che qualunque cosa facciano la passano sempre liscia. Presentazione di Liste con Firme false, processi persi contro i radicali  di cui non si sono mai pagati i danni, niente ha mai toccato il Celeste, che anzi si salvava da eventuali ritorsioni giudiziarie perchè risultava “nullatetente” (sic!). MA alla fine il Nostro è caduto, con una condanna in via definitiva, nella squallida vicenda delle tangenti nella sanità lombarda. 6 milioni di euro in yacht, vacanze, alberghi lussuosi ecc ecc, pur di favorire un imprenditore della sanità nei suoi intrallazzi.

 

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Gli è andata pure bene, come al solito, perchè la condanna è scesa a 4 anni e 10 mesi. Con le firme si slavo perchè “non sapeva nulla”, col contenzioso coi radicali non pagò la cifra decisa dal tribunale perchè “era nullatenente”, adesso vede ridotta la sua pena ma comunque è costretto ad andarsene mestamente in carcere dove potrà fare qualche riflessione magari diversa sulla sua vita e sulle cose fatte. Naturalmente il cainano si è mostrato solidale, ma si sa, tra lupi non si sbranano.

Finalmente il Celeste avrà modo di sfoggiare le sue elegantissime quanto eccentriche camicie in un braccio delle patrie galere, dove immagino riceverà grandi plausi.

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E se qualcuno mi dirà: è facile sparare contro la croce rossa, quan do un uomo è in disgrazia, io gli ricorderò che è facile truffare i malati per farsi le vacanze in posti da sogno…

L’angelo Daniel è volato via…

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Vi ricordate Il Cielo Sopra Berlino?  Uno dei film più belli della storia del cinema. Firmato Wim Wenders. C’era l’Angelo Daniel che seguiva amorevolmente alcune persone. Il suo volto era quello di uno straordinario Bruno Ganz.

ilcielosopraBERLINO.jpg Ebbene, questo attore amatissimo dal suo pubblico, rimasto alla storia per questa interpretazione e poi, a distanza di anni, per un Adolf Hitler incredibile nel film “La caduta”, è morto.

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Il cielo Sopra Berlino è un film sublime che mi commuove ogni volta che lo rivedo, non mi è capitato con nessun altro film un così grande grado di empatia con un film ed i suoi protagonisti. Due Angeli che, in un universo surreale e visionario, volutamente in bianco e nero, accompagnano i loro  fratelli uomini nella loro vita quotidiana.

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Bruno Ganz in quel personaggio ci stava a pennello. Una interpretazione minimalista, aveva tolto  il superfluo e lasciato solo l’animo del personaggio, un angelo, in mezzo agli uomini che non lo vedono ma che sentono la sua presenza.

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E adesso, finalmente, potrai essere davvero l’Angelo Daniel  e accarezzarci sfiorando con la tua mano il nostro capo, in un momento di difficoltà o di inquietudine, o di gioia, chissà.

Ho sempre creduto nella presenza degli angeli intorno a noi e se è vero questi angeli non possono che avere il tuo sguardo un pò triste e compassionevole ma anche carico di grande umanità.

In ricordo di Jan Palach

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Quel giorno, 19 gennaio 1969, io avevo quasi dodici anni. Ero ancora un bambino. Ascoltai la notizia di quell’universitario praghese che si era dato fuoco vicino Piazza San Venceslao, a Praga in quella Cecoslovacchia occupata dai carri armati del Patto di Varsavia.

Jan si diede fuoco come i bonzi vietnamiti in quegli anni protestavano in quel modo Vietnam del Sud a difesa della libertà di culto e come aveva fatto pochi giorni prima, il 5 novembre 1968 il dissidente ucraino Vasyl Makuch in una delle strade principali di Kiev.

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Jan ed i suoi amici e compagni universitari, aveva creduto ad una possibile “svolta umana” del socialismo ma aveva visto sfiorire la fragile Primavera di Praga sotto le minacce del gigante Sovietico. Alexander Dubcek, che , coraggiosamente aveva pensato di allentare la stretta del gigante sovietico, non era più in grado di mantenere le sue promesse, essendo ormai prigioniero dei sovietici e tutto si era bloccato. A quel punto, non rimaneva che un’impossibile lotta di popolo, pacifica ma coraggiosa, contro l’invasore.

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Quella notizia mi emozionò. Fu il primo fatto di cronaca che mi rimase impresso e mi fece capire la crudeltà del totalitarismo sovietico e di chi lo appoggiava. Pensai che se esisteva un bene ed un male il male non poteva che essere rappresentato da quei carri armati. Solo a distanza di molti anni capii che neanche al di qua del muro di berlino tutto era rose e fiori.

Intanto, i fatti di Praga dimostrarono che il socialismo dal volto umano non poteva e non doveva esistere, la “fratellanza” dei paesi del Patto di Varsavia era un cappio stretto al collo di quei popoli.

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La parabola di Alexander Dubcek durò pochissimo, arrivò subito quella che veniva chiamata la “normalizzazione”, i tempi non erano maturi. Il muro che divideva l’Europa sarebbe caduto, da solo, molti anni dopo e molti ragazzi che avevano vissuto il sacrificio di Jan Palach pensarono che quella nuova europa unita, senza guerre senza divisioni e senza dittature, avrebbe aperto un’era molto migliore.

Sicuramente da allora non ci sono più state guerre mondiali, anche se in molti paesi, come nella ex jugoslavia, la guerra c’è stata lo stesso.

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La fine della guerra fredda ha cambiato lo scacchiere internazionale, la Nato si è fatta più aggressiva e ha ignorato quell’implicito patto tra est e ovest di non aggressione. Ogni paese doveva rimanere nelle rispettive aree di influenza. Invece non è stato così e l’europa occidentale si è spostata più verso est.

Ma a parte questo, l’Unione Europea ha tradito la sua missione. Doveva essere una terra comune di popoli che avevano una comunanza di culture, invece è diventata da subito solo l’europa dei mercati e dei mercanti.ttee.jpg

Ma adesso il nostro ricordo va a Jan Palach, che il tuo sacrificio per la libertà dei cittadini, non solo praghesi e cecoslovacchi ma anche Europei, e la loro sovranità, politica, economica, sociale, ambientale e culturale. Contro tutti i totalitarismi, quelli autoritari, come in passato e quelli economici, come oggi.

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