Un ricordo di Dario Fo

DARIO FO2.JPG

Leggo e ascolto ricordi su Dario Fo. Molte celebrazioni ma anche qualche giudizio esageratamente “tranchant”. Anch’io voglio dare un saluto a Dario Fo. Senza paroloni ma raccontandolo come l’ho vissuto io.

A me Dario Fo da ragazzo mi stava sulle balle, milanese, comunista, rappresentava modi che sentivo molto lontani da me. In realtà non lo conoscevo e non sapevo nulla di lui. Ero rimasto alla superficie senza scavarla.

C’è voluto del tempo per capire chi fosse davvero Dario Fo. Intanto io ho superato le barriere ideologiche e localistiche che me lo tenevano lontano. Per fortuna nella vita talvolta si cambia ed io “cambietti”…

Ma solo col tempo poi ho apprezzato i suoi scritti, l’ho visto a teatro, fin quando non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, come altri tanti  frequentatori di Alcatraz, dal figlio Jacopo, dove Dario Fo si dava totalmente alle tante persone che curiose, si avvicinavano a lui. Senza quella spocchia o quella  puzza sotto il naso che hanno molti navigati teatranti, che magari pensano che, solo perché hanno superato la settantina, debbano essere per forza chiamati “maestri”, anche se sono solo guitti di terz’ordine.

Per chiamare Fo bastava chiamarlo col suo nome, Dario! Lui si voltava, ti sorrideva e si avvicinava a te. Io non ho voluto disturbarlo più di tanto, gli ho solo chiesto di autografare un suo libro e lui l’ha fatto, dedicandomi una figura disegnata “al volo” sul frontespizio, non per nulla era diplomato all’Accademia di Brera e, se non fosse stato colto per “colpa” di Franca Rame dalla “pazzia” del Teatro, probabilmente sarebbe diventato un artista del pennello.

Questa figura è l’immagine in testa a questo post.

Lui e Franca Rame erano una coppia di persone estremamente gentili, disponibili, umane. E dire che di avventure ne avevano passate tante, dai grandi successi alle censure ed ai boicottaggi, alle violenze subite. Ma in loro, vedendole come persone e non come “personaggi”, non c’era rabbia, c’era gioia di vivere, anche se negli occhi di Dario Fo calava un velo di malinconia quando vedeva che la sua Franca non stava bene.

Con la Franca Rame una volta ebbi modo di avere una chiacchierata sui suoi trascorsi di “politica” e mi raccontò un po’ di quei fatterelli che in parte scrisse anche nel suo blog. Il suo rapporto con i colleghi politici, il suo primo incontro con Andreotti e tante altre piccole storie di una Senatrice incapace di familiarizzare con i suoi colleghi, che le sembravano degli “alieni”. Con la Rame ebbi anche qualche scambio epistolare dai rispettivi blog.

Il ricordo più importante di Dario Fo sono le sue lezioni di teatro a cui ho avuto la fortuna di partecipare, in cui univa la sua bravura tecnica ad una energia stupefacente per l’età che aveva.

Praticamente era roba che stavi a seguirlo ininterrottamente per due ore di seguito a bocca aperta, tante erano le magie che riusciva a creare con la sua affabulazione, la sua gestualità, la sua espressività.

Per rappresentare un concetto subito lo metteva in pratica regalando pezzetti di grande teatro in pochi secondi, schegge di sue opere interpretate all’istante. Vero Genio del Grammelot! E non solo di quello…

E’ strano che proprio oggi che ci lascia un Premio Nobel come Dario Fo, lo stesso  premio venga assegnato ad un altrettanto popolare icona del nostro tempo, un altro menestrello talentuoso, tal Robert Allen Zimmerman normalmente conosciuto come di Bob Dylan.

 

 

 

 

 

 

 

 

Considerazioni sulla democrazia – I Parte – Atene e la Democrazia Diretta

ecclesia

Ma oggi esiste realmente la Democrazia? E’ mai esistita? E dove esiste e si manifesta una vera democrazia? In quale parte dell’Europa e del Mondo? L’Italia si può dire davvero un paese democratico?

Questo pensiero mi segue ogniqualvolta seguo la politica Italiana o estera. Il concetto stesso di Democrazia, nato con le città greche, prima fra tutte Atene, è stato infatti interpretato in modo diverso nei vari popoli e nelle varie culture.

Ad Atene il diritto di voto era in realtà ad appannaggio della sola popolazione adulta, maschile, libera e priva di alcuni tipi di condanne, ateniese di nascita. Erano esclusi gli schiavi e le donne. Praticamente solo un decimo della popolazione circa godeva di tutti i diritti come elettorato attivo e passivo. Diciamo quindi che non era affatto una democrazia universale ma partiva da una base ridotta. L’organizzazione della democrazia ateniese era molto interessante.

Tutti i cittadini di cui sopra potevano partecipare al primo grado di democrazia, vera democrazia diretta, andando alle riunioni dell’Ecclesia. Poi esistevano altri organi decisionali quali la Boulè e l’Aeropago.

Gli incarichi politici e amministrativi erano decisi mediante votazione o mediante sorteggio, e si cercava di far ruotare i vari incarichi in modo che nessuno ricoprisse lo stesso per lunghi periodi di tempo.

Questo in breve quello che accadeva ad Atene. Su wikipedia potete trovare una descrizione sisntetica ma più completa. https://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_ateniese

Nel corso dei secoli la democrazia non fu mai realmente praticata compiutamente più di tanto.

Ci furono alcuni momenti dove avrebbero potuto vincere sistemi di democrazia più partecipativi possibili, ad esempio durante la comune di Parigi, ma alla fine non so è mai andati oltre sistemi rappresentativi in cui raramente si è avuto una compiuta democrazia e più spesso sono stati il paravento di regimi oligarchici o plutocratici.

 

 

Oggi la forma più vicina alla democrazia ideale è  rappresentata dalla “democrazia diretta” che non è altro che la forma più avanzata della democrazia rappresentativa in cui al popolo non è negata la possibilità di decidere direttamente su qualsiasi argomento specifico e/o di ritirare il mandato elettivo mediante appositi referendum, privi di quorum. Il referendum col quorum è un modo per “annacquare” l’istituto referendario fino ad annullarlo, come avviene oggi in Italia. Questa non è una definizione di Democrazia Diretta accettata da tutti, perchè per alcuni la Democrazia Diretta è un contraltare alla democrazia partecipativa mentre per altri è una forma di correttivo.

democrazia-diretta-carrara.png

Molto interessante per capire la Democrazia Diretta è andare a scovare alcuni siti che si occupano dell’argomento, ve ne consiglio qualcuno:

http://www.democraticidiretti.it

http://www.paolomichelotto.it/blog/

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it

Purtroppo altri blog personali che trattavano in modo competente questi argomenti  sono stati “uccisi” dai social media. Ormai è molto più pratico scrivere su facebook che mettere un post su un blog. Anche questo blog vive lo stesso problema.

Nel prossimo post parleremo della situazione attuale della democrazia in Italia.

E voi che ne pensate?

11 settembre 2001: La demolizione controllata delle Torri Gemelle

 

11settembre

Ricordo ancora quel giorno, In televisione c’era Emilio Fede, tutto felice, che raccontava in diretta le immagini che venivano dagli USA.

Ricordo che quando vidi il filmato del primo aereo che colpì la torre pensai: il pilota deve essere un pilota professionista per non sbagliare il colpo!

E poi rimasi esterrefatto per come potessero essere compiuti più dirottamenti, mettendo in ginocchio il traffico aereo americano, senza che intervenisse la difesa aerea  degli Stati Uniti.

Ed infine, il crollo delle torri. Quando vidi crollare le prima torre, pensai, da ingegnere edile: impossibile un crollo del genere! Sembra troppo una demolizione controllata! E come può crollare, una struttura del genere, “spontaneamente” su sé stessa, cadendo con un’accelerazione pari a quella della forza di gravità, senza nessuna resistenza apparente?

Sì, sono diventato da subito un “complottista”.

Adesso sono  passati 15 anni. I miei dubbi si sono moltiplicati esponenzialmente. Ma ora non mi sento più solo. Alla versione ufficiale infatti ormai non crede più nessuno.

11-settembre.jpg

Ecco il sito degli ingegneri ed architetti americani che hanno fatto un’accurato studio su quanto accaduto quel giorno, lo consiglio a quelli che ancora credono alle balle ufficiali:

http://www.ae911truth.org/gallery/evidence.html

E consiglio anche di vedere i documentari di Massimo Mazzucco sull’argomento

https://youtu.be/2byQ68sYfO4

P.S.:

Non ci possiamo neanche dimenticare che questa azione “terroristica”  di matrice dubbia ha giustificato tutta una serie di guerre che hanno sconvolto il mondo: Afganistan ed Irak, ad esempio. Queste guerre hanno ucciso centinaia di migliaia di innocenti ed hanno reso instabili molti paese soprattutto nel medioriente.

Con la scusa del sedicente Osama Bin Laden, terrorista saudita “figlio di papà”, papà amico di famiglia dei Bush, cercato dalla Cia in tutto il mondo, mentre stava, per la maggior parte del tempo, nascosto in una grotta in afganistan  (!) (sia pure con una grave malattia ai reni che necessitava di una apposita macchina) e morto in circostanze misteriose in Pakistan, e di cui non si è mai visto il corpo, l’america ha “creato” una serie di situazioni esplosive in molti paesi che hanno portato, per reazione  ad un nuovo terrorismo.

L’11 settembre 2001 è stata la scusa per gli Usa per “esportare la democrazia” in mezzo mondo con le bombe dei suoi aerei. Impossibile dimenticare quei giorni, impossibile dimenticare come da quei giorni si è arrivati ad oggi con decine di paesi distrutti da una guerra che ha le radici in quel giorno maledetto.

Caos al Campidoglio, perchè “non si salva nessuno”…

campidoglio2

Il “bello” dell’affaire romano al Campidoglio è che come la rigiri la rigiri male. E non si salva nessuno.

La Raggi, perchè sbaglia gestendo male il caso “Muraro” e non solo (lo sapevo/non lo sapevo/ho mandato /non ho mandato email…).

Il direttorio che sceglie la Muraro “per le sue competenze” non tenendo conto che aveva collaborato con le precedenti amministrazioni ed aveva una posizione sulla gestione rifiuti molto diversa rispetto alla filosofia “Rifiuti Zero” del M5S. In poco tempo i nodi sono venuti al pettine… Lo avevamo detto proprio in questo blog qualche settimana fa, prima che scoppiassero i casini.

I vari partiti che criticano dal di fuori come PD e tutti gli altri, che hanno governato Roma negli ultimi 20 anni, perchè in quel periodo hanno fatto molto di peggio in termini di disonestà ed incompetenza di come ha fatto la pur disastrata giunta Raggi. (basti pensare alle varie situazioni di “conflitto di interesse”, alla pazzesca gestione del debito pubblico comunale nel periodo Veltroni tramite l’utilizzo dei  derivati, ai collegamenti affaristico-politico-mafiosi di Roma Capitale, che ha visto implicati illustri componenti di tutti i partiti, primo tra tutti il PD). Il presunto avviso di garanzia per l’assessore Murarom (che ancora non sappiamo a che si riferisce) è acqua fresca rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi anni.

E’ chiaro che quello che hanno lasciato alla Sindaca Raggi è una città con gravi problemi economici e gestionali e con una rete di malaffare fatta di pedine che sono sparse un po’ in tutto il tessuto economico, finanziario ed anche istituzionale, come cellule cancerose in una metastasi progressiva. Queste pedine hanno iniziato da subito una forte azione di boicottaggio in modo che si potesse dire: “Anvedi questi, sono come gli altri”…

I media, in questi giorni molto attivi nel segnalare ogni magagna della giunta Raggi, allo stesso modo di come erano stati invece in grande parte assenti negli anni precedenti nell’opera di denuncia del malaffare a Roma. Titoli scandalistici, che non spiegano niente ma fanno intendere chissà cosa.

Non si salva neanche Grillo. Perchè in fin dei conti sono stati lui e Casaleggio che non hanno voluto dare al movimento dei regolamenti ed una struttura chiara e delle competenze valorizzate. Ed oggi si vedono le conseguenze, con un sindaco in chiara difficoltà ed un direttorio che si riunisce a porte chiuse per ore per cercare di trovare il bandolo della matassa, per il momento abbastanza aggrovigliata.

Non si salva il M5S, perchè tradisce cento volte i suoi slogan preferiti, sparisce la trasparenza (si fanno riunioni a porte chiuse, non si comunicano notizie che andrebbero comunicate) e si scelgono come assessori pezzi della stessa “Casta” che prima si voleva abbattere, vedi l’assessore “raccomandato” dall’avvocato dello studio Previti, che risulta anche abbastanza ingenuo nel raccontare ai media “come è stato contattato e quindi reclutato”

Non si salvano neanche tutti quelli che hanno commentato la vicenda con lo spirito di bar-sport, tifando per questo o per quello “a prescindere”.

I Romani, che ormai al Campidoglio nel corso di questi decenni, hanno visto di tutto, assistono per lo più scettici alle ultime vicende, semmai scommettendo su come andrà a finire.

La sensazione è che la falsa partenza non agevoli il futuro della giunta Raggi, ma sbaglierebbe chi tifasse per il suo fallimento, perchè questo ennesimo fallimento porterebbe ancora più giù la situazione di Roma, già abbastanza critica e per un eventuale successivo prossimo sindaco le gatte da pelare sarebbero ancora, e di molto, più complicate.

Quindi le diamo un “in bocca al lupo” in modo che lei e chi sta collaborando con lei, comincino a fare scelte più oculate su assessori e collaboratori, che siano fuori dalle vecchie logiche partitiche  e non abbiano avuto a che fare con precedenti amministrazioni, che siano persone competenti con idee di base vicine al M5S e che si ritorni ad un modo più corretto e trasparente di gestire le cose. Chiedo troppo? Vedremo come andranno le cose…

Terremoti, eruzioni e “prevenzione” e “fatalità”. Lo strano caso del Vesuvio…

LZonarossaDelVesuvio.png

La “Zona Rossa” attorno al Vesuvio (Credits immagine di Gigillo83, from the original of Morn the Gorn – from the file of Morn the Gorn and the file [1], CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15565596)

Si parla adesso tanto di “prevenzione” riguardo ai terremoti, ma mi viene da piangere se penso che ancora oggi, nel 2016, tre milioni di persone vivono tranquillamente alle pendici di un vulcano attualmente dormiente ma attivo, che prima o poi riprendererà le sue attività: il Vesuvio.

L’ultima eruzione è avvenuta nel 1944, più tempo passa è maggiore potrebbe essere la potenza dell’eruzione, i cui rischi sono molteplici, non tanto e non solo per la lava incandescente, ma anche dalla nube di polvere e lapilli incendiari e per i gas venefici che vengono rilasciati e che possono arrivare molto prima di lava e lapilli.

Ma, a parte il monitoraggio dell’INGV di Napoli ed i piani di evacuazione della Protezione civile, che valgono come carta straccia, si  vivacchia aspettando un evento, che, prima o poi avverrà.

Speriamo che ciò avvenga tra 500 anni, ma quando avverrà nessuno parli poi di “fatalità”.

La prevenzione invece dovrebbe essere proprio l’opposto: non mettere mai la testa sotto la sabbia come gli struzzi ma prevenire gli eventi mettendo in opera tutte le azioni possibili per evitare gli eventi stessi, quando possibile, o diminuire i danni quando l’evento si verifica.

Terribile terremoto nel Centro Italia, ad Amatrice; ma dove arriva la Fatalità e dove l’ Ignavia nei confronti dei terremoti?

terremotoAmatrice

Stamattina, mi sono svegliato alle 3,36 circa. Dormivo su un letto  basso a livello pavimento, tipo tatami giapponese. Eppure, pur essendo s terra  a piano terra, sono stato svegliato da una violentissima scossa di terremoto che ha fatto oscillare le pareti ed il  soffitto, mentre i cani fuori abbaiavano disperatamente. La mente è tornata subito al 2009, al terremoto dell’Aquila, Una “botta simile”, se non più forte. Mi sono subito spaventato. Non per me, perché ero conscio che quella scossa partiva da lontano,. ma per i luoghi vicini all’epicentro. Pensavo all’Umbria, alla Campania, a L’Aquila, ovvero tutti i terremoti che mi avevano “svegliato” a distanza, e pensavo alle persone traumatizzate da eventi così brutti.

Ancora adesso, mentre stò scrivendo, la radio descrive la disperata ricerca di superstiti sotto le macerie. Amatrice è stata distrutta, Accumuli, una frazione vicina, è quasi rasa al suolo. La beffa è che la sera prima c’era stata ad Amatrice una sagra, e molti erano i turisti, per lo più romani, che erano rimasti  in paese per la notte. Molte delle vecchie case di Amatrice sono delle seconde case che l’estate vengono riaperte dai proprietari per godere di una vacanza nell’aria fresca del posto.

Tra le prime notizie quella che l’Ospedale di Amatrice è inagibile!

E queste sono le cose che fanno venire rabbia! Che in Italia ci siano  ancora Ospedali che  non ancora messi in sicurezza ed in regola con la normativa antisismica. Ok, i terremoti non si possono prevedere, dicono i soliti “soloni” dell’INGV. A parte che questo non è esatto. Infatti ci sono ormai sempre più studi che ci dicono che è possibile monitorare le zone a rischio terremoto (che in Italia rappresentano la grande parte del territorio) in modo da seguire la “salute geologica” delle varie zone, partendo da vari tipi di monitoraggi (ad esempio il rilascio del radon o lo studio dell’andamento delle scosse sismiche minori, lo studio delle faglie, delle energie accumulate che prima o poi verranno rilasciate e così via).

Certamente non è ancora possibile sapere se domani ci sarà un terremoto nella città X o nel paese Y, ma è possibile avere una probabilità e un andamento della probabilità che questo possa o meno avvenire nel tempo.  E’ vergognoso che in Italia il mondo scientifico in questo campo sia abbarbicato nei propri privilegi e non faccia neanche uno sforzo sul piano della ricerca, nonostante la buona volontà di alcuni scienziati e ricercatori “fuori dal giro che conta” e quindi considerati o mantecatti o scemi.

Ricordiamo che la carta sismica italiana è stata compilata utilizzando la conoscenza dei terremoti passati, dei tipi di terreni e usando un metodo probabilistico che utilizza tempi di ritorno  di un certo tipo. Il tutto ha una sua logica tecnica ma spesso porta a conclusioni errate, perché non è vero che necessariamente che una località dove non ci siano stati terremoti importanti negli ultimi, ad esempio, 500 anni, sia per questo a rischio zero per quanto riguarda la probabilità che avvenga un grosso terremoto.

Un esempio? Prima del 2009 la zona dell’Aquila era classificata di media pericolosità sismica., nonostante si sapesse che nel passato ci fossero stati dei grossissimi terremoti, come quello del 1703, ricordato come “il grande terremoto”, che coinvolse le zone dell’Aquilano e del Reatino.

Il problema quindi non è tanto della previsione, che pure può essere indicativamente fatta a livello probabilistico e “tendenziale”, ma del mettere in sicurezza i luoghi, le costruzioni presenti, molte delle quali, in molti piccoli centri, sono di origine antica e non riqualificate con interventi antisismici. E’ assurdo che ancora ci siano migliaia o centinaia di migliaia di edifici  a rischio terremoto, che strutture di primaria importanza come Ospedali, Scuole, e locali pubblici non siano stato mai messi in sicurezza dal punto di vista sismico!

E poi, non si può prevedere il terremoto per il giorno dopo, anche se studiosi di mezzo mondo ci stanno lavorando, ma si puè fare una “cultura della sicurezza” affinchè le persone, soprattutto quelle che vivono in case molto vecchie, sappiano il rischio che corrono e   cosa fare in caso avvenga una forte scossa. Dovrebbero dare a tutti i cittadini dei “vademecum” che spieghino cosa fare e cosa non fare in caso di terremoto, quali sono le misure da attuare sempre per minimizzare i rischi in caso di scossa e cose di questo genere. Corsi riguardanti  la “gestione delle emergenza” dovrebbero essere fatti A tutti i cittadini italiani!

Invece di buttare dalla finestra miliardi in GRANDE OPERE INUTILI i governi dovrebbero utilizzare i nostri soldi per riqualificare gli edifici, le strutture strategiche (riguardanti ad esempio le comunicazioni, l’energia), fare formazione ed informazione ai cittadini, far fare un monitoraggio serio sul rischio sismico, perché è meglio un allarme ingiustificato di più piuttosto che la calma piatta della politica dello struzzo (metto la testa sotto la sabbia fino al prossimo evento catastrofico).

I politici preferiscono la politica dello struzzo per “non spaventare la gente”, ma questo è un approccio sbagliatissimo, è come dire non facciamo formazione sulla sicurezza sul lavoro perché altrimen ti i lavoratori non lavorano più o sulla sicurezza stradale perché altrimenti gli automobilisti non prendono più l’auto. In Italia manca la CULTURA DELLA SICUREZZA.

Scusate, volevo parlare di questa triste attualità del terremoto ad Amatrice  e son finito a parlare di altre cose. Ma non credo sempre nella fatalità, anzi la fatalità esiste ma i danni che provoca si possono contenere o meno a secondo diversi comportamenti umani, e mi indispettisce quando non si fa nulla per “prevenire”

 

 

 

 

 

Alcune prospettive della “Nuova Mafia”

roberto-scarpinato.jpg

 

Ho avuto modo di ascoltare gli interventi di Roberto Scarpinato,magistrato antimafia già facente parte del Pool di Falcone e Borsellino ed attualmente P.G. Della Corte D’Appello di Palermo, il 19 luglio 2016, in occasione dell’anniversario della strage di Via D’Amelio, in cui erano presenti anche Rosy Bindi, presidente della Commissione Parlamentare Animafia  e Franco Roberti, attuale Procuratore Nazionale Antimafia. Molto interessanti un po’ tutti gli interventi ma quello di Scarpinato l’ho trovato il più interessante di tutti. Mi ha colpito infatti la sua descrizione della nuova mafia.

Parto dalle sue considerazioni per aggiungere qualche mio pensiero in proposito..

Secondo Scarpinato la mafia ha cambiato pelle ed ha assunto varie maschere.

C’è ancora quella mafia di una volta, dei Riina e dei Provenzano, la mafia delle estorsioni, del pizzo, che “amministra” in qualche modo interi territori sfruttando le carenze e l’assenza dello stato mafia che però è più facile da individuare e colpire e che, tutto sommato, oggi fa meno paura e, probabilmente è in declino, in quanto il commercio degli stupefacenti è per lo più in mano alla camorra ed ad altri gruppi criminali, mentre gli appalti in edilizia, in sicilia, su cui la mafia fatturava una barca di soldi, oggi risentono sia della crisi economica che toglie fondi alle amministrazioni locali sia della profonda crisi dell’edilizia.

Poi esiste un’altra mafia, la “nuova mafia”, che svolge in modo  illegale attività legali, non solo e non tanto in sicilia ma in tutta Italia ed anche all’estero.

E’ la mafia degli affari, collegata ai poteri forti economici ed alla massoneria, che non ha bisogno né di esercitare violenza e neanche tanto di corrompere. Si regge sui rapporti di potere e sui meri interessi economici. Entra nell’economia grazie anche alla politica, alle “conoscenze”, alla massoneria.

E qui fa l’esempio delle farmacie, ma sarebbe  uguale il discorso per gli ordini professionali, da ingegnere ne so qualcosa. Ormai, la liberalizzazione imperante, ha portato alla creazione di “Società di Professionisti”, gestite da gruppi  economici, società  pian piano vanno a  che controllare tutte le libere professioni di una volta. Società che entrano a gamba tesa nel settore delle libere professioni avendo solo un unico scopo, quello di guadagnare soldi, al di la di qualsiasi regolamentazione professionale.

Il farmacista, come l’ingegnere, l’avvocato, l’architetto, in futuro, saranno sempre più inglobati in società di proprietà di terzi, in cui svolgeranno attività sempre meno “libere” professionalmente”, in quanto legati mani e piedi  alla società di cui fanno parte. Pensate cosa può diventare l’Italia con una serie di società di professionisti create coi soldi della mafia. Questi professionisti  nella loro professioni non sarebbero più liberi di seguire la loro etica professionale ma sarebbero costretti, con le buone o con le cattive, a seguire le direttive delle società di riferimento.

Pensate ai danni che potrebbe fare un ingegnere chiamato a fare un collaudo che fosse appartente ad una società legata alla mafia ed ai poteri forti. Pensate ai loschi traffici che potrebbe fare una farmacia nel campo di sostanze. Pensate a questi professionisti utilizzati come CTU dai giudici durante i processi. Il tutto avverrebbe “legalmente”! Questo è quello che sta accadendo in Italia e pochi se ne stanno accorgendo

Del resto il momento è difficile, molti professionisti sono costretti oggi a chiudere la loro attività autonoma, principalmente per due ordini di motivi: la scarsa solvibilità della clientela e l’enorme peso burocratico e fiscale che spesso rende economicamente svantaggioso svolgere un’attività del genere, soprattutto per gli studi medio-piccoli. Questi professionisti potrebbero essere attratti dalle società di cui sopra le quali, in cambio di uno stipendio fisso non elevato, garantendo comunque una sopravvivenza economica dei soggetti, si richiederà loro di chiudere un occhio in materia di deontologia professionale quando sia necessario.

Qualsiasi serio professionista sa che invece è proprio il rispetto della deontologia professionale il cardine della professione, altrimenti noi ingegneri potremmo arrivare a firmare qualsiasi pezzo di carta senza neanche guardarlo, con possibili gravi rischi sociali (pensiamo solo ad un collaudo di una struttura). O pensate ad una farmacia che commerci sostanze illegali!

E’ quindi compito del legislatore invertire questa tendenza, che dal governo Prodi in poi ha favorito sempre di più i potentati economici a discapito del singolo professionista, come dei grandi gruppi economici a discapito delle attività di medio o piccolo cabotaggio, attività che rappresentano invece le fondamenta dell’economia italiana. . Le “liberalizzazioni”, partendo dal governo Prodi fino agli “sblocca italia” di Renzi stanno bruciando tutta l’economia sana italiana creando una serie di gruppi di potere finanziari,  che, non a caso,  sono quelli che sostengono la politica.

L’ultima spallata, in termini di tempo, è quella che il governo Renzi sta facendo alla Costituzione Italiana, che semmai dovrebbe essere implementata dal punto di vista democratico piuttosto che “smantellata”. L’obiettivo è quello di avere un esecutivo più forte e meno controllabile, di ridurre gli spazi di democrazia ed aumentare nel contempo gli spazi di impunità per gli uomini di potere.

Occorre recidere i legami affaristici che legano mafia, potere politico, massoneria, grandi gruppi economici, con la compiacenza di parti deviate dello stato (polizia, magistratura, enti di controllo, amministrazione statale e locale).

Ormai la criminalità mafiosa utilizza pochissimo l’arma della minaccia, semmai la corruzione, ma  si preferisce usare altri sistemi solo apparentemente leciti ma che si basano ad esempio sul conflitto di interessi o sugli interessi privati in atti d’ufficio.

Quindi occorre combattere le privatizzazioni, rendere più trasparente la gestione della cosa pubblica, ristabilire la legalità partendo non dal piccolo ma dal grande. Perché non può esistere  legalità dove non c’è la giustizia sociale e dove c’è un forte sbilancio tra il tanto guadagnato da pochi col poco guadagnato da tanti.

Occorre combattere le lobbies economiche, ripristinare la sovranità monetaria, ripubblicizzare la Banca d’Italia, controllare le banche d’affari eventualmente nazionalizzandole, togliendo spazio e forza ai grandi trust presenti in italia. E ri-nazionalizzando tutte le attività che economicamente portano utili, pensao ad esempio alla gestione delle autostrade. Per quale motivi la Fiat o il gruppo Benetton devono “guadagnare” su infrastrutture pagate da tutti i cittadini?

Queste sono alcune riflessioni che, partendo dal discorso”mafia” arrivano a conclusioni solo apparentemente molto lontane. Ma “tutto è connesso”, anche se noi non ce ne accorgiamo ed i media si guardano bene da dircelo. Del resto anche i media fanno riferimento a dei gruppi economici ben precisi…

 

Terrorismo ed emulazione

 

nizza2.jpg

Ormai ogni giorno esce fuori almeno un attentato in ogni parte d’Europa,

Ascoltando le notizie e vedendo certi video  vengono spontaneamente tante riflessioni

Intanto le TANTE STRANEZZE che traspaiono dalle cronache: tipo il parabrezza del camion assassino a Nizza che presenta forature di colpi di arma da fuoco in tutta la parte anteriore ad eccezione che in corrispondenza del posto di guida. Oppure la richiesta di Hollande al sindaco di Nizza di cancellare tutte le riprese video del comune di Nizza i giorni della strage.

Oppure le volte, e non sono più poche, che i media mettono video che non corrispondono all’attentato in questione (ultimo caso quello di rainews 24 che ha fatto vedere le immagini di una esercitazione fatta in passato spacciandole per quelle di un recentissimo attentato).

E’ evidente che c’è qualcosa che non quadra nel racconto di questi fatti, pur non negando la presenza di vittime. Perché non è mai tutto “lineare” come dovrebbe? Perché si vengono a scoprire, dopo, notizie false messe in onda dai media?

Ma oggi mi voglio soffermare su un altro aspetto, quello riguardante i “terroristi”. Metto il termine tra virgolette perché in realtà i kamikaze non possono essere considerati dei semplici terroristi in quanto la loro azione terminerà certamente con la loro morte. O perché si suicidano successivamente, come sembra sia avvenuto al ragazzo iraniano a Monaco,  o perché vengono uccisi dalla polizia. Mai che si riesca a catturare uno di loro vivo. Alcune volte vengono uccisi dalla polizia anche quando potrebbero essere catturati senza ucciderli. Paura tenere in vita  testimoni .scomodi di retroscena non rivelabili?

Questi personaggi, da quel poco che si sa, sono tutti persone instabili psichicamente, molti di loro sono  dediti a piccola delinquenza, insomma gente facilmente ricattabile o strumentalizzabile da CHIUNQUE.

Questo vuol dire che al mondo vi sarebbero migliaia di psicopatici che possono essre utilizzati in varia maniera da organizzazioni il cui fine è terrorizzare le popolazioni civili. Isis? Terrorismo islamico? Stranamente le vittime sono in buona percentuale gente proprio di fede islamica, perché ormai le città occidentali sono piene di persone islamiche che vivono pacificamente e fanno ormai parte della cittadinanza. Piuttosto  tenderei a credere che ci siano due livelli: un livello più basso di manovalanza in cui  si fa propaganda  isis o chi per loro ed un livello più alto che è quello dei finanziatori, Ormai si sa che i più grandi finanziatori, fornitori di armi ed addestratori di questa genete sono proprio gli americani. Inoltre alcuni emirati del golfo e la stessa turchia hanno rapporti assai poco limpidi con daesh o isis che dir si voglia.

E’ probabile che non sempre ci sia una connessione diretta tra lo psicopatico (termine che uso per brevità, in realtà il termine non è esattamente quello giusto) ed organizzazione che lo “fomenta”. Io sono convinto che in questa escalation di eventi possa avere un posto anche lo spirito di emulazione. Vi ricordate il periodo dei sassi lanciati dai cavalcavia? Le persone protagoniste in negativo di questa “moda” non si conoscevano tra loro eppure, grazie al risalto che ne diedero i media, questi avvenimenti si susseguirono come se ci fosse stata una strategia comume.

In parte potrebbe accadere lo stesso anche oggi. La notizia di un evento terroristico in una parte del mondo o dell’europa in questo caso innesca un nuovo esaltato che provoca un nuovo evento, e così via. C’è l’esigenza di sentirsi importanti, ed anche diventare “martiri” può esserne una conseguenza. Questo tipo di terrorismo  non ha bisogno di strumenti sofisticati. Con un camion noleggiato ammazzi 80 persone, con una pistola o un fucile puoi ammazzare decine di persone, persino con una macchina si possono fare molte vittime. Non parliamo di cosa si può fare con un treno, una metropolitana  o un aereo

Questo vuol dire che da questo tipo di situazioni non c’è alcuna difesa assoluta. Conta molto il lavoro di intelligence e conterebbe molto pacificare le molte zone del mondo che sono oggi in “ebollizione”. Ma questa è l’ultima cosa al mondo che vogliono fare le potenze che comandano il mondo. La guerra è un grande business e non può mai fermarsi. E noi italiani siamo tra i più grandi produttori di armi nel mondo. Se non si spengono i focolai di violenza nel mondo dobbiamo sempre attenderci qualcosa anche noi europei, che ne siamo in qualche modo responsabili. E mi fermo qui, perché il discorso tenderebbe ad allargarsi, a parlare di colonialismo, di sfruttamento delle risorse dei paesi più poveri e così via.