Lo straordinario incontro casuale con Fausto Delle Chiaie

Talvolta, camminare per Roma ti porta a fare degli incontri assai particolari. E’ quello che mi è capitato qualche settimana fa, passando vicino all’Ara Pacis, Sapevo di un artista che esponeva delle sue opere estemporanee all’aperto, ma non avrei mai pensato di poterlo incontrare e poter discutere con lui delle sue opere. E’ quello che è accaduto, ne ho tratto un video di cui qui vi mostro la prima parte.

8 marzo festa della donna, mah…

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Samantha Cristoforetti, la donne “simbolo” italiana dell’anno 2015

Considerazioni sparse sull’otto marzo…

Non credo molto al valore delle “feste” della donna, del papà, della mamma, della memoria, del malattia x, dell’ambiente ecc ecc.

Bisognerebbe festeggiare ogni giorno tutto, ovvero vivere con maggiore consapevolezza, ma è così difficile, quando veniamo distolti da mille stupidi problemi quotidiani e non ci accorgiamo del mondo che ci gira attorno…

Non credo alla “festa” perchè è spesso solo un mero lavaggio della coscienza sociale.

Come se la festa della donna fosse la risoluzione di tutti i femminicidi o come se “essere donna” sia di per sè un valore.Essere donna di per sè non è un valore, basti pensare alla sindrome di Medea, le madri che uccidono i loro figli, sono donne anche loro, sono madri eppure sono dei mostri, anche se inconsapevoli.

Certamente ho preso un caso limite, che non fa statistica. Ma è solo per segnalare che
Il vero valore dovrebbe essere per ogni giorno dell’anno “l’essere umano” in primis e “l’essere” subito dopo, ovvero anche gli animali, e la natura e l’ambiente ancora dopo.

Facciamo tutti parte di questo universo, come uomini abitanti della terra siamo presuntuosi, perchè pensiamo di essere l’ombelico del mondo mentre invece ognuno di noi è un microscopico granello di sabbia, che non conterebbe niente se non fosse attorniato da altri granelli per fare una spiaggia. E dovremmo avere il massimo rispetto per i nostri simili, per i nostri compagni animali e per l’ambiente dove viviamo. Sempre. Con particolare attenzione nei confronti dei più deboli e indifesi.

Odio la retorica della festa delle donne, allo stesso modo che odio la retorica tout court.

La donna oggi, in Italia, accede alla maggior parte delle professioni.

Quarant’anni fa commentavamo con delle risatine ironiche il fatto che in Unione Sovietica ci stavano le “donne spazzino”, che nella nostra fantasia malata immaginavamo come strane donne barbute e forzute, oggi ne è piena l’italia, di graziose operatrici ecologiche, e nessuno ci fa più caso.

Alcune professioni sono diventate addirittura prettamente femminili, insegnanti, giudici, architetti ad esempio sono declinati per lo più al femminile. Altre, quelle tecnico scientifiche ad esempio lo stanno diventando. Perchè la donna sembra avere maggiore capacità nello studio ed è più duttile nel ragionamento.

E’ chiaro che il quadro non è idilliaco. Basti pensare a:
I femminicidi. Quasi ogni giorno si sente la notizia di qualche sciagurato, direi meglio criminale, che brucia la sua ex non rassegnandosi alla sua perdita. Questi fatti rappresentano una certa incapacità maschile a metabolizzare la fine rapporto. Presi da un malato senso di ingiustizia perchè qualcosa di “proprio” ci è stata tolto si agisce in modo da distruggere l’oggetto perduto. E non uso la parola “oggetto” a caso perchè certe azioni non è pensabile riferle ad una persona in carne ed ossa. Siamo quindi alla spersonalizzazione della donna “ex”. A me non mi verrebbe mai in mente di bruciare, uccidere chiunque a meno che quella “chiunque” non sia per me solamente una “cosa” di mia proprietà persa, da poter distruggere senza rimorsi.

le violenze, quelle che le donne subiscono quotidianamente e che non usciranno mai allo scoperto, rimanendo una ferita aperta per tutta la vita. E per violenze non intendo solo quelle fisiche tipo marito ubriaco che picchia la moglie ma anche quelle morali, ad esempio di subire delle avances non richieste da persone che sfruttano una situazione di momentaneo potere
per infastidire in modo pesante e subdolo la donna. Anche i ricatti sul lavoro sono violenze ed anche quelli riguardo la possibilità di rimanere incinta (tipo: se-rimani-incinta-ti-licenzio). Queste cose avvengono ancora anche oggi.

la sottovalutazione della donna in certi ambienti prevalentemente maschili. dove le poche donne sono viste di primo acchito come il fumo negli occhi da parte dei maschietti, risatine, battute e altro… In questi campi, penso ad esempio in un campo che conosco come l’edilizia, le donne presenti hanno dovuto conquistarsi lo spazio con i denti (penso a geometri, ingegneri, architetti, ispettrici delle ASL ecc). L’unico settore dove le donne sono non ci sono per niente ancora oggi è quello dell’edilizia a livello di muratori, manovali ecc… Per un fatto semplicemente di mancanza di adeguata forza fisica. Anche nelle fabbriche la componente femminile è molto forte. Da segnalare però che la crisi economica e la riduzione dei posti di lavoro ha riportato molte donne a casa, togliendole dal mondo del lavoro, per via dell’idea che è meglio tutelare per primi i capofamiglia piuttosto che le donne, che dovrebbero rappresentare, nella loro famiglia, il secondo stipendio.

In questi ragionamenti “sparsi” non ho parlato del ruolo della donna a livello internazionale e di altri paesi e/o civiltà. Potremmo parlare di certe pratiche orrende, che sono ancora presenti in alcuni paesi, come quella dell’infibulazione e tanto altro ancora. Il ruolo della donna nelle società è diverso da nazione a nazione, spesso da tribù a tribù o da comunità a comunità,

Infine, in corrispondenza della festa dell’8 marzo 2017 c’è da segnalare uno sciopero generale per me incomprensibile, l’ennesimo sciopero dei trasporti. Mi chiedo se non ci sia qualcosa che non funziona in una società dove di media due giorni al mese c’è uno sciopero dei trasporti, talvolta a livello locale talvolta a livello nazionale. Ma questa è tutta un’altra storia che affronteremo un altra volta, perchè dietro il disagio nel mondo dei trasporti ci sono dietro manovre bene precise, ad esempio per privatizzare le aziende pubbliche.

 

P.s.: Nella foto ho messo Samantha Cristoforetti, che è l’esempio della forza della donna quando vuol fare quello che più gli piace. Diventare astronauti non è facile neanche per un uomo italiano, figuriamoci per una donna. Ma lei c’è riuscita, e pure alla grande. Ha riscosso rispetto, simpatia e stima da tutti i suoi colleghi e da tutto il mondo che l’ha seguita, giorno dopo giorno, nelle sue lunghe giornate in orbita (per 200 giorni!)

 

Carcinoma, mon amour!

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Sono anni, decenni,  che mi interesso della cura del cancro. Dai tempi del buon Prof. Luigi Di Bella, sbertucciato e perseguitato ai suoi tempi dai professoroni della “sanità ufficiale”, salvo dopo accorgersi che gran parte degli ingredienti del “Multitrattamento Di Bella” risultavano effettivamente sostanze che curano il cancro.

Ne seguii gli sviluppi, andai persino ad alcune manifestazioni,, Alla fine vinse, come sempre, la medicina ”ufficiale”, quella che ancora propina sostanze cancerogene(!) per curare il cancro (dicesi cura chemioterapica).

Ho approfondito negli anni la PREVENZIONE, che riguarda lo stile di vita: alimentazione sana, (personalmente seguo una linea vegetariana quasi-vegana, eliminando del tutto zucchero, farine non integrali, bevande zuccherate,  meno cibi industriali possibile) niente fumo, evitare la troppa sedentarietà e così via.

Qualcuno mi diceva, ma perché ti comporti in questo modo rinunciando ad alcune piacevolezze della tavola? Non sei mica malato? Sì, ma sapevo benissimo che questa malattia è infida, ce l’abbiamo intorno ma ce l’abbiamo anche dentro, silente, nascosta, finquando non decide di uscir fuori in tutta la sua cattiveria.

Ebbene, dopo anni di PSA alto, di cui non si capivano bene i motivi, finalmente, l’ennesimo controllo ha scovato una minuscola particella di questo male di cui sopra. Solo un millimetro, per il momento  scarsamente attiva, ma presente, inesorabilmente presente!

Da oggi, amici, anch’io comincio la mia personale battaglia con quello che già il secolo scorso era considerato “la malattia del secolo”. Per il momento si tratta solo di monitorare la situazione ma la prossima mossa potrebbe essere quella di operare, curare, ecc ecc.

La cosa, che mi spaventa moltissimo, non mi ha però colto di sorpresa. Mi pare di avere,  con questa malattia, un conto in sospeso. Mi ha tolto mia madre che non aveva ancora 50 anni, mia cugina, mio padre e tanti altri parenti. Continua a fare strage tra persone conosciute, amici, conoscenti. Ora si è rivolta a me.

Potrebbe rimanere tutto “congelato” per anni oppure no. Questo  potrà dirlo soltanto il futuro. Ma io voglio scriverlo nel mio Blog per rendervi partecipi di questa mia guerra contro il mostro che ancora terrorizza il genere umano. Non è il terrorismo, non è l’immigrazione, è molto peggio, è un male sottile che entra in te senza che tu te ne accorga e ti colonizza fino a distruggerti. Se tu lo lasci fare. Io non voglio lasciarlo fare, voglio vivere finquando il destino lo vorrà (tanto è sempre questione di giorni/mesi/anni o al massimo decine di anni).

Continuerò a darvi notizie in quello che chiamerò “diario di un carcinoma”. Non mi aspetto dai lettori né pietà né commozione perché racconto una storia come milioni di storie che accadono ogni giorno nel mondo. Né più né meno. Un granello di sabbia che lotta per la sua sopravvivenza, questo sarò io, e di questo mi rendo conto.

Dal momento che sono reduce, fresco fresco, da un funerale e successiva inumazione della madre della mia compagna, deceduta a 83 anni dopo alcuni anni di malattie varie, passeggiando tra le lapidi del Verano, leggevo le scritte e osservavo le fotografie, alcune erano vecchissimi dagherrotipi di fino ottocento.

Guardavo e riflettevo sulla caducità della vita umana. Nasci, vivi, in genere  qualche decina di anni , muori. Finisci in una tomba dove per qualche anno qualcuno, forse, deposita un fiore  nel tuo ricordo. Poi chi compieva questo gesto amoroso muore anche lui, finchè nessuno nel giro di poco tempo, ha più ricordo di loro.

Appaiono quasi comiche le scritte con i titoli onorofici, come se il “Commendatore” Tal dei tali, appena arrivano lassù, fosse accolto da San Pietro: Buongiorno commendatò, come sta? Le dispiace se la metto vicino al grand’uff Tiziosempronio? Sa, anche in paradiso comincia ad esserci un certo sovraffollamento…

Scherzo, l’idea che ho io della morte è molto semplice. Torniamo a far parte della natura, diventiamo pioggia, vento, terra e acqua. Mi piacerebbe essere cremato e che le mie ceneri fosse sparse nel vento o nel mare. E questo mi rende molto meno paurosa l’idea della morte, tardi o presto che questa arrivi. La morte dovrebbe fare più paura a chi rimane piuttosto…

Intanto però la vita continua e grillescamente lasciatemi gridare un  vaffanculo a questo carcinoma nuovo di zecca, che già si pavoneggia microscopico dentro di me. Dopodichè, torniamo a tuffarci nella vita, che, per quanto sempre più complicata essa sia, è pur sempre sempre degna di essere vissuta.

I minorenni che si suicidano…

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Tra le notizie di cronaca italiana dell’ultima settimana tre suicidi di due diciassettenni e di un sedicenne.

Ma cosa sta succedendo in Italia e nel mondo?

Intanto le notizie, così come sono uscite dai giornali:

  • Unaragazza di 17 anni, mentre era bordo dell’autovettura guidata dal padre, si è slacciata la cintura di sicurezza, ha aperto lo sportello e si è lanciata in strada mentre sullo stesso senso di marcia transitava un autoarticolato che l’ha travolta e uccisa sulla Cassanese, a Segrate (Milano). Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il camion non si è fermato.
  • E’ giallo sul tentato suicidio di una 17enne che oggi, nel giorno di San Valentino, invece di essere a scuola, è venuta a Roma da Orvieto e si è buttata dal settimo piano di un terrazzo condominiale in via Agrigento, al Nomentano. La ragazza è caduta in una chiustrina scoperta a cui si accede dal primo piano. Sul parapetto, all’ultimo piano sono stati trovati la sua giacca rossa e la borsa della puma grigia. La ragazza poi è morta.
  • Forse non ha retto al senso di vergogna per essere arrivato a casa accompagnato dai finanzieri in divisa, che durante un controllo all’uscita da scuola gli avevano trovato un pezzo di hashish nella tasca dei pantaloni, il sedicenne di Lavagna che si è tolto la vita davanti alla madre e al padre gettandosi dal balcone di casa mentre i finanzieri effettuavano la perquisizione della sua cameretta.

Tre morti, tre suicidi che probabilmente nascondono situazioni di disagio giovanile. 16/17 anni rappresentano un’età critica, in cui ci si crede di essere l’ombelico del mondo e ci si sente, in molti momenti,  incompresi e tragicamente soli. Queste sensazioni sono capitate a tutti,  in quel momento dell’adolescenza dove il bambino/la bambina diventano improvvisamente adulto senza avere l’equilibrio psicofisico dell’adulto

E neanche possiamo dire che son cose che avvengono solo oggi. Ai miei tempi, più di 40 anni fa, partecipai a diversi funerali di compagni di scuola (liceo)  suicidatisi.

Per molti si diceva  che era accaduto “per amore”. Ricordo una compagna di classe che tentò il suicidio sempre “per amore”. Quindi il fenomeno è sempre esistito. Magari cambiano le modalità dei suicidi, ma rimane un forte “mal di vivere” che prende le ragazze/i più sensibili, quelle/i che hanno meno appoggi psicologici in famiglia o a scuola. P

Perché esiste un’età in cui ti senti incompreso, non amato, non desiderato. E se non superi questo momento e sei fragile come un oggetto di  cristallo, ti puoi rompere semplicemente per una piccola stretta al cuore.

Ricordiamocelo quando non diamo la giusta attenzione ai nostri figli/nipoti/parenti/amici che ci mandano, per noi incomprensibili,  segnali di richieste di aiuto. Alcune volte l’interessarsi (l’”I Care”) può salvare la vita.

E mi fermo qui, perché mi vengono in mente mille altre sfaccettature sull’argomento che meriteranno altre future riflessioni…

L’importanza della “resilienza” nelle “emergenze”

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<La sottile differenza tra la politica delle “Grandi Opere” a livello nazionale e quella delle “Piccole Opere” a livello locale.>

Se c’è una cosa che ha dimostrato questa ennesima “emergenza”, nata da una miscela infernale di forti nevicate + forti scosse di terremoto + altre problematiche di carettere idrogeologico ( frane, slavine, esondazioni di fiumi, ecc), è che l’attuale sistema economico e sociale è incapace di “prevenire” queste situazioni , che sono sì eccezionali ma che nonostante questo, avvengono in Italia con una certa regolarità.

Intanto ricordiamoci che
1) il Centro Italia, come il resto dell’Italia, è a rischio sismico e che sciami sismici di forte intensità non sono una novità nella storia dei terremoti in Italia. Quindi stupisce che molti si stupiscano della forza delle ultime scosse.
2) Le zone colpite dalle ultime scosse d’inverno sono spesso colpite da forti nevicate, quindi anche questa “emergenza” (emergenza-neve) è una emergenza che si poteva anche immaginare, soprattutto quando si è pianificato come agire nei riguardi degli sfollati e degli agricoltori ed allevatori rimasti senza casa e senza stalle.
3) Tutta l’Italia è a rischio idrogeologico. Il territorio, sempre meno curato a livello locale, è sempre più soggetto a frane ed esondazioni.

Tutto questo ha portato al collasso totale di una grande fetta dell’Italia centrale. Intendiamoci, questo non vuol dire necessariamente puntare l’indice contro le autorità (sindaci, prefetti, presidenti di regione, capo della protezione civile, carabinieri,, guardia di finanza, esercito, ecc ecc). Questo significa piuttosto che il tessuto delle infrastrutture a livello locale è scadente, che le singole comunità (frazioni/paesi/città/provincie) non sono assolutamente in grado si far fronte autonomamente a situazioni eccezionali e lo stesso avviene a livello di singoli cittadini.
Un esempio: il semplice black out della corrente (provocato dal crollo di alcuni tralicci sulle linee) provoca la disattivazione delle apparecchiature elettriche (frigoriferi, telefoni, il 95% degli impianti di riscaldamento, pompe di benzina, apparecchiature elettroniche). Questo crea il collasso del sistema energetico e delle comunicazioni.

In più il grande freddo può gelare l’acqua nelle condutture. Praticamente a casa non ci si può più riscaldare/lavare/bere. Non si può uscire di casa perchè le strade sono bloccate dalla neve e nello stesso tempo rimanere a casa è rischioso per via delle nuove scosse.

Quindi? Quindi occorrerebbe che l’economia cambiasse pelle e permettesse una maggiore resilienza” delle comunità e dei singoli cittadini. La resilienza è la capacità di superare momenti di difficoltà imprevisti senza avere aiuti dall’esterno.

Facciamo degli esempi. E’ folle pensare che oggi il 95% delle apparecchiature in casa ma anche in negozio e nei luoghi di lavoro, si appoggi alla linea elettrica nazionale. Una interruzione della linea provoca danni inenarrabili.
Occorrerebbe sfruttare forme di energia rinnovabile autonome che permettano il superamento almeno parziale dei momenti di crisi.

Su questo l’Italia è a quota ZERO.

Gruppi di comuni (non li chiamerei provincie perchè sarebbero state abolite) dovrebbero rendersi autosufficienti per quello che riguarda la dotazione di mezzi di soccorso per le varie emergenze (sanitarie, terremoti, neve, alluvioni, ecc), usufruendo di mezzi propri e/o di mezzi “distaccati” della protezione civile, dei vvff, dell’esercito.

Importantissima è anche l’informazione dei cittadini su come comportarsi in caso di emergenze di vario tipo. La protezione civile ha realizzato degli opuscoli che sono un’ottima base di partenza per istituire documenti ancora più completi e facili da capire da divulgare presso tutti i cittadini.

Altro campo fondamentale è quello della manutenzione e messa in sicurezza degli edifici pubblici (scuole, ospedali, prefetture, strutture polivalenti, ecc) . Gli edifici pubblici NON DOVREBBERO CROLLARE, anzi DOVREBBERO RIMANERE FUNZIONANTI, per permettere un rifugio sicuro agli sfollati, anche sotto i colpi di scosse che non siano di terremoti iperdistruttivi (superiori a 7 gradi della scala richter). E’ impensabile che a L’Aquila la prefettura sia crollata indecorosamente alla prima scossa forte e lo stesso sia accaduto per molte scuole.

Per quanto riguarda il rischio idrogeologico e le altre calamità naturali, grande importanza riveste la manutenzione e la cura del territorio. Boschi, fiumi, laghi devono essere manutenzionati periodicamente, a cura dell’amministrazione del territorio, magari con il coinvolgimento di associazioni volontaristiche, che lo farebbero ben volentieri, e protetti dall’invasività del cemento. Più cemento più rischio idrogeologico!

Dal punto di vista energetico, occorrerebbe sfruttare energie rinnovabili da utilizzare a livello locale (una miscela tra eolico, solare e termico solare sarebbe auspicabile, utilizzando anche l’energia geotermica. Oggi come oggi, un edificio all’avanguardia è in grado, grazie al contemporaneo utilizzo di tecniche di riduzione dei consumi (ad esempio col cappotto termico, e con il riutilizzo delle acque) e di produzione di energia rinnovabile pulita (solare+mini-eolico+geotermico), di avere un bilancio energetico pari a zero. Ovvero non dover richiedere dalla rete esterna un apporto di energia (niente più allacci alle reti elettriche/gas).

Una economia a km zero poi faciliterebbe poi la rete di trasporti, limitando, per quanto possibile, la movimentazione di merci e prodotti.

Queste sono solo alcune delle decine e decine di soluzioni che renderebbero più “resiliente” ampie fette del nostro bellissimo ma bistrattato territorio.

Ma già sappiamo che da domani i politici continueranno a proporci “grandi opere”, grandi “cattedrali nel deserto” piuttosto che opere utili, più piccole ma di maggiore utilità.

Tagliano posti letto e “regalano” vaccini…

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La notizia:

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin illustra  questo nuovo decreto:

«Con il nuovo Piano nazionale vaccini, collegato ai Livelli essenziali di assistenza, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perché i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione».

 I costi e le modalistà previste:

Il Piano, finanziato con 100 milioni di euro per il 2017, 127 milioni per il 2018 e 186 milioni per il 2019, prevede la somministrazione gratuita ai bambini dei vaccini contro il meningococco B, la varicella, il rotavirus e l’epatite A, l’estensione agli adolescenti maschi del vaccino contro il papilloma virus e ai 65enni di quelli contro pneumococco ed Herpes Zoster. 

In Italia si chiudono ospedali, si riducono i posti letto, i pronto soccorso sono a livelli di terzo mondo e cosa fa la nostra brava ministra Lorenzin?

Si inventa lo slogan: “vaccini gratis per tutti”!

Vaccini che coprono anche malattie che non hanno bisogno di vaccini perché non sono a livelli di  epidemia, tipo meningicocco B, di cui si fa un gran parlare solo perché i media sottolineano ogni caso, ignorando  che: a livello nazionale il numero dei casi NON E’ AUMENTATO e che, parte delle persone che si è presa la malattia era già stato vaccinato(!!).

Per il vaccino della varicella, ci sono dei dubbi sull’efficacia generalizzata del vaccino, che copre mediamente circa un 80% dei vaccinati e lasciando la rimanete parte a rischio infezione, anche se probabilmente più leggere rispetto all caso di non vaccinazione. Ma è necessario la vaccinazione generalizzata per la varicella?

Per quanto riguarda l’estensione agli adolescenti maschi del vaccino contro il papilloma virus  risulta un controsenso. Che senso ha vaccinare le adolescenti, che sono poi quelle che subiscono in danni del papilloma virus, e poi vaccinare anche i maschi, che non hanno alcun danno dal papilloma virus? Se è vero che la vaccinazione delle adolescenti  le protegge in misura soddisfacente, perché  utilizzare anche questa  vaccinazione “di rimbalzo”!  Dato che le vaccinazioni hanno sempre delle controindicazioni, forse sarebbe meglio aumentare la penetrazione della vaccinazione femminile piuttosto che agire sui maschi, che non sono soggetti a rischio!

Come vedete, lungi da noi l’idea che le vaccinazioni siano dannose o inutili, spesso sono utili e valide barriere contro il diffondersi di molte malattie, il problema è che non è detto che le campagne di vaccinazione a tappeto diano poi dei risultati così soddisfacenti  nel rapporto danni/benefici. Una vaccinazione deve essere sempre ben valutata, monitorando il rischio epidemiologico e confrontandolo con le possibili controindicazioni. Non è detto al 100% che sia sempre meglio vaccinarsi piuttosto che non farlo. Dipende da molti fattori. Lascia stupefatti questa tendenza  della sanità di oggi a  “risparmiare” sulle cure, sulle terapie, sui posti letto e poi spargere a mani basse soldi sulle vaccinazioni indiscriminate.

Naturalmente le multinazionali del farmaco si stanno stropicciando le mani.

Perché naturalmente la spesa non è “gratis”, come sottilmente si vuole far credere, non pagano coloro che fanno le vaccinazioni, anche quelle “inutili”  ma paga il solito povero contribuente italiano, ancora una volta vessato e preso per i fondelli..

E non parliamo poi di tutti gli “allarmi” che si rivelarono falsi, tipo aviaria ( o influenza dei polli) , 100 milioni di euro stanziati dall’allora ministro Storace , in inutili vaccini, regalati, alle multinazionali, o epidemia di Ebola, mai avvenuta in Italia.. Nel 2009 184 milioni di euro per vaccini contro il virus A, anche se non ci fu nessuna epidemia e molte dosi di vaccino rimasero inutilizzate. Novartis ringraziò sentitamente…

Guardia di Finanza, Facebook e bufale…

Una nuova “bufala” in rete. Quella che la Guardia di Finanza abbia consigliato agli utenti di facebook di scrivere nel proprio status che vietano di divulgare in rete foto o notizie proprie, sostenendo che ora Facebook è una “entità pubblica” e facendo riferimento ad una ipotetica legge.

Naturalmente è tutto falso:

1) la G.d.f. non ha consigliato nulla di tutto questo, non ce n’è nessuna traccia in rete presso i suoi siti istituzionali

2) Facebook resta una società privata

3) la legge che proverebbe tutto questo non esisteguardia-di-finanza

E’ vero invece che iscrivendosi a Facebook noi utenti accettiamo di vederci pubblicata foto, notizia o altro, in funzione del livello di privacy che abbiamo scelto. Per evitare qualsiasi “fuga di informazioni” l’unica cosa da fare è mettere il livello di privacy più restrittivo possibile o, meglio ancora, cancellarsi dai social media. Non si capisce infatti per quale motivo uno dovrebbe iscriversi ad un social media per poi negare la pubblicizzazione delle proprie attività sul S.M. stesso.

Inoltre stupisce il fatto che tanta gente condivida notizie come queste senza prima essersi accertata la veridicità della notizia. Non è questo il modo corretto di utilizzare la rete. Occorre infatti verificare ogni notizia prima di diffonderla.

 

Il Presidente e le banalità di fine anno

mattarella-sergioSono letteralmente schifato dal discorso democristiano/politicamente corretto di Mattarella.
Elenca una serie di problemi e fa finta di ignorare le loro cause:
-problemi per lavoro precario o inestente o per la crisi economica? La causa è quella stessa europa che elogia tanto.Il M.E.S. sta seppellendo ogni speranza economica e sociale in tutta europa.
– problemi legati al peggioramento dello stato sociale in Italia ?(vedi sopra)
– problemi per le bufale su internet? Quando l’informazione mediatica nazionale mente 99 volte su cento parlare delle bufale su internet è come indicare la pagliuzza ignorando la trave
– il culmine lo tocca  quando parla commosso dei bambini di Aleppo. Ma non è al corrente che la guerra in Siria è scoppiata per mano americana, nostri alleati preferenziali, che ha addestrato, finanziato ed armato i presunti “ribelli”, gruppi terroristici veri e propri, tra i quali spicca l’isis?
E così via…
Non solo, ma il suo discorso aveva avuto una partenza che, ricordando una serie infinita di disgrazie, ha comportato continui gesti apotropaici da parte di milioni di italiani.
Questa volta Mattarella non ci ha fatto dormire, anzi, ci ha costretto ad una ginnastica scaramantica, prima, e dopo  ad un continuo florilegio di improperi nell’ascoltare tante stupidaggini, condite nel politicamente corretto ma logicamente scorrettissime, tutte insieme.